Eccomi di ritorno dall’Australia. E, nella foto, ecco il suo simbolo per antonomasia: Ayer’s Rock. O, come lo chiamano gli aborigeni: Uluru.
Prima di iniziare il mio classico diario di viaggio però, alcune considerazioni di ordine generale.
Intanto in Australia tutto è grande. La barriera corallina è grande. Le distanze tra le città sono grandi. I canyon ed i parchi sono grandi. Addirittura i camion sono grandi: nel deserto le motrici trainano tre o quattro rimorchi. Li chiamano road trains. Questo fatto, che tutto è grande, va sempre considerato quando si organizza un viaggio nella terra dei canguri. I giorni non bastano mai – anche perchè fuori città si guida solo con la luce per evitare di investire i canguri, animali notturni. In Agosto si affrontano tutti i climi, dal freddo del sud (dai 4 di minima ai 20 di massima) al caldo umido di Darwin (roba come 36 gradi più l’afa!) passando per le accentuate escursioni termiche del deserto (si passa da 24 a 4 gradi in meno di un’ora dal tramonto).
Gli australiani parlano inglese. Ma per rendervi la vita complicata lo condiscono con un bel accento marcato. A volte si capiscono solo tra di loro
Ah, dimenticavo… Si mangia bene in Australia. Strano per un paese britannico, no?
Foto e filmati li trovate o su Flickr/Youtube o su Facebook. Ed ora, a seguire… il diario.
