Spiritoso editoriale di Gramellini sul tramonto del giovane premier.
Mi piace riportarlo per intero:
Spiritoso editoriale di Gramellini sul tramonto del giovane premier.
Mi piace riportarlo per intero:
Lo sfogo di uno scrittore diretto non tanto alla sua parte politica ma a tutta la nazione.
Un rapido aggiornamento da quando son tornato dal mio viaggio sulla congiuntura politica/economica mi ha messo davanti agli occhi una situazione che solo ottimisticamente oserei definire pietosa.
Nel mondo occidentale, e ancor più in Italia, la classe politica – nessuna distinzione tra maggioranze ed opposizioni varie – ha finanziato per anni i propri elettori utilizzando soldi e prebende pubbliche. Gonfiando debiti pubblici per elargire esenzioni, regalie, rendite di posizione. Tale sistema ha cementato partiti e movimenti politici, rendendo impossibile oramai ritirare tali regalie. Salvo pagarne le conseguenze in termini elettorali.
Perchè è accaduto? Per un motivo semplice. Mancanza di strategia ed un sistema politico economico che si è avvolto in una spirale difficile da spezzare.
E alla fine siamo arrivati al weekend dei referendum. Campagna referendaria sotto traccia. Volevo buttar giù qualche considerazione, anzi le considerazioni che mi hanno portato a decidere di votare quattro si.
Considerazioni serali.
Avevo già considerato come nell’autunno del 2010 il centrodestra fosse ad un bivio. La scelta è stata fatta, andare incontro alla fine dell’era Berlusconi in maniera traumatica, con un PdL che non sopravviverà alla caduta del capo.
Intrappolato nel traffico mentre rientravo a casa, non so per quale motivo, mi sono ritrovato a fare una riflessione sulla inetta classe politica italiana e sulla velleità di questa di fare più cose insieme, fallendo miseramente.