Su Eluana

E’ finita. Nel senso che lei è morta. Ma non è finita veramente. Perchè i pagliacci che starnazzano in parlamento continuano a coprirsi di ridicolo.
Ieri sera, di ritorno dalla palestra, ho appreso la notizia dalla tv. Per lo più ho seguito la trasmissione su La7 e, ogni tanto, il sempre inconcludente Porta a Porta su Rai 1.
Su un argomento così profondo e delicato bisogna essere cauti. Anche perchè ognuno di noi avrà la sua opinione. Pienamente legittima e rispettabile.
Ecco. Questo è il punto. Quello che non accetto è il voler affermare l’opinione di una parte sull’altra. Il voler far prevalicare la visione di alcuni su quella di altri.
Non ritengo assolutamente ammissibile che uno Stato che si professa laico pretenda di far accettare a tutti i suoi cittadini i dogmi morali di una parte di loro su argomenti così delicati.
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Ma siamo uno stato laico?

Domanda interessante ed attualissima. Siamo uno stato laico o confessionale?
E’ una domanda profonda e complicata. Formalmente dovremmo essere una stato laico. Almeno così formalmente viene asserito. Uno stato laico non dovrebbe intromettersi nelle coscienze delle persone. Dovrebbe contribuire a formarle, ma non dovrebbe imporre i propri dictat etici1.
Ma tutto il clamore degli ultimi giorni sul caso di Eluana Englaro, le prese di posizione, gli atti fuori da qualunque ragionevolezza del Governo e di moltissimi membri del Parlamento di ambo gli schieramenti, me lo fà dubitare.
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- Note all'articolo
  1. L’ultimo stato che c’ha provato è stata la Cambogia di Pol Pot,e tutti sanno com’è andata a finire… []

Parlare di cose serie?

Sono sempre più allibito. Maggioranza ed opposizione approfittano di qualunque scusa per parlare di futilità evitando sempre di affrontare problemi seri.

Ieri s’è scatenato un ridicolo vespaio sulle dichiarazioni in Russia di Berlusconi. Ha definito Obama: bello, giovane e abbronzato. Forse una battuta improvvida, ma tanto durante la campagna elettorale ad Obama gl’hanno detto di peggio. Veltroni e co. si sono scatenati sull’argomento, evitando accuratamente di chiedere pubblicamente al Presidente del Consiglio se ha affrontato con Medvedev temi più caldi, come l’annunciato schieramento di missili sulla frontiera europea, o la situazione in Georgia. L’abbronzato in effetti risulta un tantino più importante. Merita scuse ufficiali da parte del governo

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