<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Paolo Lucciola &#187; corriere della sera</title>
	<atom:link href="http://www.plucciola.it/tag/corriere-della-sera/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.plucciola.it</link>
	<description>Panta rei os potamòs</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 07:00:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Lettera al Corsera</title>
		<link>http://www.plucciola.it/lettera-al-corsera</link>
		<comments>http://www.plucciola.it/lettera-al-corsera#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 15:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comitato di Quartiere]]></category>
		<category><![CDATA[GdR]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[Giardino di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pullara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.plucciola.it/?p=4589</guid>
		<description><![CDATA[Avevo già espresso personalmente su queste pagine la mia indignazione per l&#8217;articolo apparso sul Corriere della Sera, articolo di Pullara in cui il quartiere veniva immotivatamente dileggiato solo per meglio riempire lo spazio a disposizione nel giornale. I tempi cambiano &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/lettera-al-corsera">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo già <a href="http://www.plucciola.it/la-chiesa-in-borgata">espresso</a> personalmente su queste pagine la mia indignazione per l&#8217;articolo apparso sul Corriere della Sera, articolo di Pullara in cui il quartiere veniva immotivatamente dileggiato solo per meglio riempire lo spazio a disposizione nel giornale.</p>
<p>I tempi cambiano e internet, quando non è utilizzata alla Facebook &#8211; condividi il link, scaricati la coscienza e dimentica il problema &#8211; può diventare un potente mezzo di democrazia.</p>
<p>Sulla mailing list di <a href="http://groups.google.com/group/giardini_di_roma" target="_blank">Google</a> concittadini indignati hanno elaborato una bozza di lettera al direttore che il Comitato di Quartiere, con entusiasmo, ha fatto propria, rielaborandola ed inviandola al Corriere della Sera.</p>
<p>Di seguito il testo della lettera:</p>
<p><span id="more-4589"></span></p>
<blockquote>
<table style="width: 100%;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td align="left">Egregio Direttore,<br />
nel Corriere della Sera di venerdì 22 ottobre 2010 (edizione Roma, pag. 5) abbiamo letto con sorpresa e stupore, subito tramutati in sdegno e indignazione, l’articolo firmato da Giuseppe Pullara dal titolo “La chiesa in borgata riscatta l’urbanistica. Malafede. Dedicata a Padre Pio: la qualità architettonica allontana lo squallore circostante”.</p>
<p>A parte l’aver riscontrato una serie di imprecisioni, presenti già nel titolo e nell’occhiello, siamo rimasti allibiti nel constatare che un articolo, presumibilmente pensato per raccontare al lettore l’inaugurazione della chiesa di quartiere dedicata a Padre Pio, si sia trasformato invece in un racconto che dipinge la zona, in cui abitano circa diecimila persone, come un girone dell’Inferno dantesco, in cui predominano il “carattere maledetto”, il “toponimo sacrilego che imbarazza la coscienza”, “l’edilizia veramente ordinaria, talora squallida”, il “senso di straniamento” e la “deprimente monotonia del paesaggio edilizio”, cosicché la nuova chiesa – secondo l’autore – finirebbe per avere non solo l’obiettivo di “curare le coscienze” ma anche quello di “risanare il quartiere”.</p>
<p>Il nostro comprensorio, che si apre con una grande via intitolata a Massimo Troisi ed annovera una serie di strade tutte dedicate ad artisti del mondo del cinema, della musica e del teatro, come Marcello Mastroianni, Domenico Modugno e Nino Taranto, offre alla vista di chi transita grandi aree verdi ed ampie strade alberate. I terrazzi, di cui tutti gli appartamenti sono dotati, sono arredati con pergolati e piante che rendono fiorito il quartiere, mentre l’aria è resa salubre dalla vicinanza del Parco di Decima-Malafede &#8211; l’area verde più estesa di Roma &#8211; da una pineta che si attraversa per entrare nel comprensorio e dal mare che dista solo dieci chilometri. La comunità residente nel quartiere, giovane ma già solida, composta in maggioranza da coppie giovani con figli, conquista ogni giorno la propria dignità affrontando gli sforzi di una vita quotidiana resa difficile dalla difettività dei principali servizi e combattendo una malamministrazione che continua a negarle ciò cui ha legittimamente diritto e che paga abbondantemente con il duro lavoro. Questa comunità si sente legittimamente indispettita nel sentir definire il proprio quartiere “apparentemente privo di coscienza e di buone intenzioni”.</p>
<p>Il quartiere “Giardino di Roma” è un posto gradevolissimo, allietato tutti i giorni dal piacevole schiamazzo degli innumerevoli bambini che giocano nei giardini accompagnati dalle mamme e, nei giorni di festa, da tutta la famiglia. La nuova chiesa, da tempo attesa, costituirà senz’altro un più efficace centro di aggregazione per tutte le nostre famiglie, e potrà promuovere la nascita di un nuovo spirito collettivo e di tante iniziative destinate a cementare ancor di più la coscienza del quartiere, ma certamente questo avverrà indipendentemente dall’arditezza delle sue forme architettoniche. Una costruzione modesta in calce e mattoni avrebbe raggiunto esattamente lo stesso scopo, magari anche con un più efficiente utilizzo degli spazi e soprattutto con un minore impatto sul caseggiato circostante.</p>
<p>Siamo lieti, beninteso, che l’audacia del progetto di questa opera possa contribuire ad incrementare la visibilità del nostro quartiere, e senz’altro ospitare una prestigiosa opera architettonica non può che conferire maggior lustro al comprensorio, ma è assolutamente opportuno precisare che non v’è luogo a parlare di “riqualificazione delle aree periferiche”. Il nostro quartiere attende da sempre di essere “riqualificato”, ma con interventi efficaci da parte dell’amministrazione pubblica, che da sempre richiede e che riesce a strappare solo molto lentamente ed a prezzo di gravosi sforzi. La riqualificazione passa per la costruzione di una fermata ferroviaria da sempre promessa ed ancora neanche in cantiere, per la sistemazione delle pericolose voragini ai lati di Via di Malafede, deliberatamente disattesa dall’assessorato per la mobilità del municipio XIII, o anche da operazioni simboliche come l’apposizione di cartelli con la scritta del vero nome del quartiere , “Giardino di Roma”, per le quali l’ufficio toponomastica dello stesso municipio non ci ha ancora degnato di una risposta. Non passa, siamo convinti, per la scelta di soluzioni tecniche ardite ma – benevolmente &#8211; superflue per la costruzione della chiesa parrocchiale. In questo senso, ben spiega l’ultimo periodo dell’articolo che un intervento di squisito valore estetico da parte di un soggetto diverso dalla civile amministrazione non può sostituirsi all’opera delle istituzioni, quelle stesse istituzioni che, troppo spesso assenti nelle occasioni in cui la cittadinanza chiede risposte e soluzioni, si presentano invece puntualmente alle cerimonie di inaugurazione o di consacrazione. Peccato che questo concetto, quello che riteniamo più vero, concreto ed importante, sia stato solo velocemente accennato alla fine dell’articolo, il quale sembra invece tutto indirizzato a celebrare il presunto ruolo dell’architettura nel dare dignità ad una sorta di ghetto.</p>
<p>A conclusione, per dovere di rettifica di quanto pubblicato nell’articolo, la informiamo, come già sopra anticipato, che il nostro quartiere residenziale, costruito negli ultimi dieci/quindici anni e registrato in catasto con il nome di “Giardino di Roma”, non è una borgata – questo tipo di insediamenti urbanistici di edilizia popolare sono stati realizzati negli anni Venti e Trenta dello scorso secolo. Dal punto di vista topografico, esso si colloca nel quadrante compreso tra Via Cristoforo Colombo &#8211; Via Ostiense e Vitinia &#8211; Parco di Decima; viceversa, il quartiere denominato “Malafede” è ubicato tra Via Cristoforo Colombo &#8211; Via Ostiense e Via di Acilia &#8211; Parco di Decima.</p>
<p>Auspichiamo che voglia pubblicare questa lettera, anche a rettifica di quanto apparso nelle pagine del Suo giornale. Rimanendo in attesa di una Sua cortese notifica di pubblicazione, cogliamo l’occasione per inviarLe cordiali saluti.</p>
<p>Il Presidente<br />
Maria Antonietta Marino</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.plucciola.it/lettera-al-corsera/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il centro della Terra</title>
		<link>http://www.plucciola.it/il-centro-della-terra</link>
		<comments>http://www.plucciola.it/il-centro-della-terra#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 17:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.plucciola.it/?p=111</guid>
		<description><![CDATA[Forse questo post non interesserà nessuno, ma personalmente sono sempre stato affascinato dal centro della Terra. Sarà per l’omonimo romanzo di Julius Verne, sarà per pura curiosità di conoscere l’inconoscibile. Leggevo sul sito del Corriere della Sera che sull’ultimo numero &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/il-centro-della-terra">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse questo post non interesserà nessuno, ma personalmente sono sempre stato affascinato dal centro della Terra. Sarà per l’omonimo romanzo di Julius Verne, sarà per pura curiosità di conoscere l’inconoscibile.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/cumuli-termochimici.jpg" rel="lightbox[111]"><img class="aligncenter size-full wp-image-110" title="cumuli-termochimici" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/cumuli-termochimici.jpg" alt="" width="180" height="140" /></a></p>
<p>Leggevo sul sito del <a href="http://www.corriere.it">Corriere della Sera</a> che sull’ultimo numero di <a href="http://www.sciencemag.org/">Science</a> è uscito un’interessante articolo che cambia le teorie fin quì vigenti sul nocciolo del nostro pianeta.<br />
<span id="more-111"></span><br />
La vecchia teoria sull’interno della Terra lo descrive fatto a strati concentrici come una cipolla: crosta, mantello e nucleo, con materiali a densità, pressioni e temperature crescenti. E si ipotizzavano per gli strati via via più profondi composizioni chimiche singolari: Sial (silicio e alluminio), Sima (silicio e magnesio), Nife (nikel e ferro). Gli studiosi di Scienze della Terra dell’Università dell’Arizona mettendo insieme anni di studi e modelli sull’interno del nostro pianeta (effettuati non soltanto da loro stessi), ci consegnano uno spaccato per niente schematico, fatto di ammassi caotici di particolari combinazioni mineralogiche. La rivoluzione più sconvolgente sta nel mantello, quello strato spesso circa 2900 km, stretto fra la sottile crosta rigida (50 km appena) e il grande nucleo terrestre (3400 km di diametro). Le miscele di silicati, a temperature fra i 2 mila e i 3 mila gradi, che costituiscono il mantello, spiegano gli esperti, non sono distribuite in maniera omogenea. Nelle zone più profonde del mantello, infatti, sono stati scoperti due enormi grumi di materiali ad elevata densità la cui origine è ancora poco chiara. “Sono come due cumuli spessi alcune centinaia di km e posizionati l’uno in corrispondenza dell’Oceano Pacifico centrale, e l’altro fra l’Atlantico e l’Africa”, spiegano Ed Garnero e Allen McNamara, i due sismologi della Arizona State University’s School of Earth and Space Exploration. I due ricercatori americani dell’Arizona hanno chiamato queste strutture cumuli termochimici e ipotizzano che si siano formati a causa della compattazione degli atomi di silicio, magnesio e ferro sotto le enormi pressioni esistenti al fondo del mantello. Esperimenti condotti in laboratorio, con apparati in grado di riprodurre pressioni molto elevate, hanno permesso di ricreare il minerale costitutivo di questi ‘cumuli termochimici’ che è stato battezzato post-perovskite.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.plucciola.it/il-centro-della-terra/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli occhi e il buio</title>
		<link>http://www.plucciola.it/gli-occhi-e-il-buio</link>
		<comments>http://www.plucciola.it/gli-occhi-e-il-buio#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 21:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[bonelli]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[Gigi Simeoni]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.plucciola.it/?p=367</guid>
		<description><![CDATA[Bonelli ha pubblicato il secondo volume della collana annuale Romanzi a fumetti. Il precedente, Dragonero, era di genere fantasy e non interessava il sottoscritto. Questo invece&#8230; Sceneggiato e disegnato da Gigi Simeoni eccoci catapultati in una storia che, sebbene nella &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/gli-occhi-e-il-buio">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bonelli ha pubblicato il secondo volume della collana annuale <em>Romanzi a fumetti</em>. Il precedente, Dragonero, era di genere fantasy e non interessava il sottoscritto.</p>
<p>Questo invece&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/oeb1.jpg" rel="lightbox[367]"><img class="alignnone size-medium wp-image-369 aligncenter" title="oeb1" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/oeb1-229x300.jpg" alt="&lt;br /&gt;" width="229" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-367"></span></p>
<p>Sceneggiato e disegnato da Gigi Simeoni eccoci catapultati in una storia che, sebbene nella trama non particolarmente originale, riesce a catturarci e ad avvincerci.</p>
<p>Un serial killer che si muove nella Milano della Belle Epoque, nel pieno dei fermenti che segnarono quell&#8217;epoca: l&#8217;avvento delle innovazioni tecnologiche (automobili, telefono, elettricità), la nascita della polizia scientifica, il dinamismo dei giornali della città (<em>Il Secolo</em> ed <em>Il Corriere della Sera</em>), le trasformazioni sociali ed artistiche (il futurismo che si diffonde in quegli anni).</p>
<p>In tutto questo turbinio si muove Alessandro Simonetti. Artista ossessionato dal tentativo di ritrarre l&#8217;anima delle persone, anima che pensa di vedere nei loro occhi quando muoiono di una morte violenta. Ed il commissario Matteo De Vitalis, archetipo di un nuovo modo di svolgere le indagini, fresco dei corsi di polizia scientifica, che dovrà combattere contro il serial killer ed i suoi superiori, ancorati alle vecchie maniere.</p>
<p>Bello e coinvolgente, Gli Occhi e il Buio meriterebbe una maggior visibilità di quella permessa dalla limitata distribuzione nelle edicole di questa collana. Giudico importante comunque che la Bonelli sembri voler uscire dai suoi schemi classici per avventure editoriali nuove.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.plucciola.it/gli-occhi-e-il-buio/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>300 di Frank Miller</title>
		<link>http://www.plucciola.it/300-di-frank-miller</link>
		<comments>http://www.plucciola.it/300-di-frank-miller#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 08:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ComicBook]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[frank miller]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.plucciola.it/?p=236</guid>
		<description><![CDATA[Cosa ti scopro sul sito del Corriere della Sera? Che il 23 Marzo debutterà nelle nostre sale cinematografiche un nuovo film tratto dall&#8217;opera di Frank MIller. Dopo Sin City ecco 300. Girato con attori dal vivo e ambientazioni totalmente ricreate &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/300-di-frank-miller">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/300.jpg" rel="lightbox[236]"><img class="alignnone size-medium wp-image-237 aligncenter" title="300" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/300-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Cosa ti scopro sul sito del Corriere della Sera? Che il 23 Marzo debutterà nelle nostre sale cinematografiche un nuovo film tratto dall&#8217;opera di Frank MIller. Dopo Sin City ecco <strong>300</strong>. <em></em><br />
<span class="\&quot;content\&quot;"><br />
</span><span id="more-236"></span></p>
<p><span class="\&quot;content\&quot;">Girato con attori dal vivo e ambientazioni totalmente ricreate al computer, 300 racconta l&#8217;eroica impresa di Leonida (Gerard Butler), re degli Spartani, che nel 480 a.C. resistette per due giorni con un esercito di soli trecento uomini all´invasione Persiana dall&#8217;est, guidata da Serse. Dopo la capitolazione (non senza aver inferto gravissime perdite all´esercito straniero) il terzo giorno, l&#8217;intera Grecia reagì all&#8217;invasore. Il film è tratto da una famosissima graphic novel di Frank Miller, che pure ha collaborato con il regista alla realizzazione del film.<br />
Ovviamente la storia è narrata con alcune licenze da Miller (soprattutto per quanto riguarda i costumi rigidi e duri della cultura spartana), che tuttavia descrive la battaglia con rara minuziosità, umanità e precisione (almeno questo dicono i commenti di chi ha già visto il film all&#8217;estero).<br />
Nel cast anche David Wenham (il Faramir del Signore degli Anelli), Lena Headey (che interpreta la Regina Gorgo) e Vincent Regan (Troy).</span></p>
<p>Personalmente sono rimasto affascinato da Sin City e certamente andrò a vedere anche questo film. Per ora posso solo dire che i due trailer reperibili su internet m&#8217;hanno intrigato moltissimo&#8230; Vedremo se le aspettative saranno soddisfatte..</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.plucciola.it/300-di-frank-miller/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nel &#8217;56 la Francia chiede di unirsi alla Gran Bretagna</title>
		<link>http://www.plucciola.it/nel-56-la-francia-chiede-di-unirsi-alla-gran-bretagna</link>
		<comments>http://www.plucciola.it/nel-56-la-francia-chiede-di-unirsi-alla-gran-bretagna#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 12:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.plucciola.it/?p=204</guid>
		<description><![CDATA[Va bene che il mondo è strano e che la realtà supera sempre la fantasia. Però questo articolo della BBC lascia di stucco! Certo, nel 1956 la Quarta Repubblica francese era nel marasma più totale e impelagata tra la rivolta &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/nel-56-la-francia-chiede-di-unirsi-alla-gran-bretagna">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene che il mondo è strano e che la realtà supera sempre la fantasia. Però questo articolo della BBC lascia di stucco! Certo, nel 1956 la Quarta Repubblica francese era nel marasma più totale e impelagata tra la rivolta in Algeria e la crisi di Suez. Tant&#8217;evvero che alla fine De Gaulle risolse il problema con un colpo di stato e con l&#8217;avvento della Quinta Repubblica. Sono sicuro quindi che questi documenti riservati illustrino una delle, probabilmente tante, proposte ed idee che in quel periodo saranno state fatte dai responsabili politici di quel paese per venire fuori dall&#8217;impasse. Comunque ecco la storia che apprendo dal sito internet del Corriere<em>:</em></p>
<p><span id="more-204"></span></p>
<p>Come dicevo nel 1956 Elisabetta II rischiò di diventare regina anche di Francia. Secondo un documento riservato del governo di Sua Maestà, che ha dell&#8217;incredibile se si pensa a come per secoli i due Paesi si siano fatti la guerra e guardati in cagnesco, il primo ministro francese di allora, Guy Mollet, esplorò la possibilità di una fusione con la Gran Bretagna. Era pronto a trasformare la sgangherata Quarta Repubblica in monarchia sotto corona britannica.</p>
<p><strong> LA SCOPERTA DELLA BBC</strong> &#8211; Elisabetta parla un ottimo francese e non avrebbe quindi avuto la minima difficoltà con gli eventuali sudditi a sud della Manica. Ma il governo britannico di allora, capeggiato da Anthony Eden, respinse il progetto di fusione avanzato da Mollet malgrado all&#8217;epoca Francia e Regno Unito fossero vicinissime e si preparassero ad occupare assieme con una massiccia operazione bellica il canale di Suez nazionalizzato dal presidente egiziano Gamel Nasser. Lo strabiliante retroscena è stato portato a galla dalla Bbc, sulla scorta di alcuni documenti recuperati negli Archivi Nazionale di Londra.</p>
<p><strong>LA PROPOSTA</strong> &#8211; Quando il primo ministro francese è stato di recente a Londra &#8211; precisa un documento del governo britannico che sintetizza un colloquio del 10 settembre 1956 tra Mollet e Eden &#8211; ha sollevato con il primo ministro la possibilità di un&#8217;unione tra Regno Unito e Francia. Eden lasciò cadere questa proposta ma &#8211; a quanto traspare da un secondo documento, in data 28 settembre 1956 &#8211; Mollet ritornò alla carica quando il primo ministro di Sua Maestà andò poco tempo dopo a fargli visita a Parigi: gli chiese se ci fossero problemi a cooptare la Francia nel Commonwealth. A suo giudizio non sarebbe stato difficile convincere i francesi ad accettare la regina Elisabetta come loro capo di stato. Dal documento si capisce che Eden sembra piuttosto interessato all&#8217;idea di una Francia monarchica ancorata al Commonwealth ma non se ne fece nulla. Guy Mollet non diede infatti seguito al suo progetto dopo che i due Paesi furono costretti dagli Stati Uniti a un umiliante ritiro dal canale di Suez.<br />
<strong>SORPRESA NEL MONDO DEGLI STORICI</strong> &#8211; A detta della Bbc le strabilianti avances non devono ad ogni modo sorprendere più di tanto: Mollet era un acceso anglofilo, ammirava della Gran Bretagna il sistema assistenziale e l&#8217;aiuto dato alla Francia nelle due guerre mondiali, governava su un Paese in marasma politico ed economico e alle prese con la rivolta in Algeria, credeva che una fusione avrebbe permesso a Londra e Parigi di avere molta più voce in capitolo sull&#8217;arena internazionale, cominciando dal Medio Oriente. Contattato dalla Bbc, un professore di storia contemporanea alla Sorbona di Parigi &#8211; Henry Soutou &#8211; è però quasi caduto dalla sedia quando lo hanno messo al corrente delle assurde proposte avanzate nel massimo riserbo mezzo secolo fa da Guy Mollet, proposte di cui non sembra esserci la minima traccia negli archivi francesi. Secondo l&#8217;ex-ministro britannico per gli affari europei Denis MacShane le rivelazioni della Bbc sono un&#8217;ulteriore prova del tormentato amore esistente dal Medioevo tra i due Paesi, pronti a saltare alla gola l&#8217;uno dell&#8217;altro ma legati da un matrimonio dove la parola divorzio non esiste.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.plucciola.it/nel-56-la-francia-chiede-di-unirsi-alla-gran-bretagna/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

