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	<title>Paolo Lucciola &#187; corriere della sera</title>
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	<description>Panta rei os potamòs</description>
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		<title>Il centro della Terra</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 17:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse questo post non interesserà nessuno, ma personalmente sono sempre stato affascinato dal centro della Terra. Sarà per l’omonimo romanzo di Julius Verne, sarà per pura curiosità di conoscere l’inconoscibile. Leggevo sul sito del Corriere della Sera che sull’ultimo numero di Science è uscito un’interessante articolo che cambia le teorie fin quì vigenti sul nocciolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse questo post non interesserà nessuno, ma personalmente sono sempre stato affascinato dal centro della Terra. Sarà per l’omonimo romanzo di Julius Verne, sarà per pura curiosità di conoscere l’inconoscibile.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/cumuli-termochimici.jpg" rel="lightbox[111]"><img class="aligncenter size-full wp-image-110" title="cumuli-termochimici" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/cumuli-termochimici.jpg" alt="" width="180" height="140" /></a></p>
<p>Leggevo sul sito del <a href="http://www.corriere.it">Corriere della Sera</a> che sull’ultimo numero di <a href="http://www.sciencemag.org/">Science</a> è uscito un’interessante articolo che cambia le teorie fin quì vigenti sul nocciolo del nostro pianeta.<br />
<span id="more-111"></span><br />
La vecchia teoria sull’interno della Terra lo descrive fatto a strati concentrici come una cipolla: crosta, mantello e nucleo, con materiali a densità, pressioni e temperature crescenti. E si ipotizzavano per gli strati via via più profondi composizioni chimiche singolari: Sial (silicio e alluminio), Sima (silicio e magnesio), Nife (nikel e ferro). Gli studiosi di Scienze della Terra dell’Università dell’Arizona mettendo insieme anni di studi e modelli sull’interno del nostro pianeta (effettuati non soltanto da loro stessi), ci consegnano uno spaccato per niente schematico, fatto di ammassi caotici di particolari combinazioni mineralogiche. La rivoluzione più sconvolgente sta nel mantello, quello strato spesso circa 2900 km, stretto fra la sottile crosta rigida (50 km appena) e il grande nucleo terrestre (3400 km di diametro). Le miscele di silicati, a temperature fra i 2 mila e i 3 mila gradi, che costituiscono il mantello, spiegano gli esperti, non sono distribuite in maniera omogenea. Nelle zone più profonde del mantello, infatti, sono stati scoperti due enormi grumi di materiali ad elevata densità la cui origine è ancora poco chiara. “Sono come due cumuli spessi alcune centinaia di km e posizionati l’uno in corrispondenza dell’Oceano Pacifico centrale, e l’altro fra l’Atlantico e l’Africa”, spiegano Ed Garnero e Allen McNamara, i due sismologi della Arizona State University’s School of Earth and Space Exploration. I due ricercatori americani dell’Arizona hanno chiamato queste strutture cumuli termochimici e ipotizzano che si siano formati a causa della compattazione degli atomi di silicio, magnesio e ferro sotto le enormi pressioni esistenti al fondo del mantello. Esperimenti condotti in laboratorio, con apparati in grado di riprodurre pressioni molto elevate, hanno permesso di ricreare il minerale costitutivo di questi ‘cumuli termochimici’ che è stato battezzato post-perovskite.</p>
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		<title>Gli occhi e il buio</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 21:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[bonelli]]></category>
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		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[Gigi Simeoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Bonelli ha pubblicato il secondo volume della collana annuale Romanzi a fumetti. Il precedente, Dragonero, era di genere fantasy e non interessava il sottoscritto. Questo invece&#8230; Sceneggiato e disegnato da Gigi Simeoni eccoci catapultati in una storia che, sebbene nella trama non particolarmente originale, riesce a catturarci e ad avvincerci. Un serial killer che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bonelli ha pubblicato il secondo volume della collana annuale <em>Romanzi a fumetti</em>. Il precedente, Dragonero, era di genere fantasy e non interessava il sottoscritto.</p>
<p>Questo invece&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/oeb1.jpg" rel="lightbox[367]"><img class="alignnone size-medium wp-image-369 aligncenter" title="oeb1" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/oeb1-229x300.jpg" alt="&lt;br /&gt;" width="229" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-367"></span></p>
<p>Sceneggiato e disegnato da Gigi Simeoni eccoci catapultati in una storia che, sebbene nella trama non particolarmente originale, riesce a catturarci e ad avvincerci.</p>
<p>Un serial killer che si muove nella Milano della Belle Epoque, nel pieno dei fermenti che segnarono quell&#8217;epoca: l&#8217;avvento delle innovazioni tecnologiche (automobili, telefono, elettricità), la nascita della polizia scientifica, il dinamismo dei giornali della città (<em>Il Secolo</em> ed <em>Il Corriere della Sera</em>), le trasformazioni sociali ed artistiche (il futurismo che si diffonde in quegli anni).</p>
<p>In tutto questo turbinio si muove Alessandro Simonetti. Artista ossessionato dal tentativo di ritrarre l&#8217;anima delle persone, anima che pensa di vedere nei loro occhi quando muoiono di una morte violenta. Ed il commissario Matteo De Vitalis, archetipo di un nuovo modo di svolgere le indagini, fresco dei corsi di polizia scientifica, che dovrà combattere contro il serial killer ed i suoi superiori, ancorati alle vecchie maniere.</p>
<p>Bello e coinvolgente, Gli Occhi e il Buio meriterebbe una maggior visibilità di quella permessa dalla limitata distribuzione nelle edicole di questa collana. Giudico importante comunque che la Bonelli sembri voler uscire dai suoi schemi classici per avventure editoriali nuove.</p>
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		<title>300 di Frank Miller</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 08:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ComicBook]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa ti scopro sul sito del Corriere della Sera? Che il 23 Marzo debutterà nelle nostre sale cinematografiche un nuovo film tratto dall&#8217;opera di Frank MIller. Dopo Sin City ecco 300. Girato con attori dal vivo e ambientazioni totalmente ricreate al computer, 300 racconta l&#8217;eroica impresa di Leonida (Gerard Butler), re degli Spartani, che nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/300.jpg" rel="lightbox[236]"><img class="alignnone size-medium wp-image-237 aligncenter" title="300" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/300-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Cosa ti scopro sul sito del Corriere della Sera? Che il 23 Marzo debutterà nelle nostre sale cinematografiche un nuovo film tratto dall&#8217;opera di Frank MIller. Dopo Sin City ecco <strong>300</strong>. <em></em><br />
<span class="\&quot;content\&quot;"><br />
</span><span id="more-236"></span></p>
<p><span class="\&quot;content\&quot;">Girato con attori dal vivo e ambientazioni totalmente ricreate al computer, 300 racconta l&#8217;eroica impresa di Leonida (Gerard Butler), re degli Spartani, che nel 480 a.C. resistette per due giorni con un esercito di soli trecento uomini all´invasione Persiana dall&#8217;est, guidata da Serse. Dopo la capitolazione (non senza aver inferto gravissime perdite all´esercito straniero) il terzo giorno, l&#8217;intera Grecia reagì all&#8217;invasore. Il film è tratto da una famosissima graphic novel di Frank Miller, che pure ha collaborato con il regista alla realizzazione del film.<br />
Ovviamente la storia è narrata con alcune licenze da Miller (soprattutto per quanto riguarda i costumi rigidi e duri della cultura spartana), che tuttavia descrive la battaglia con rara minuziosità, umanità e precisione (almeno questo dicono i commenti di chi ha già visto il film all&#8217;estero).<br />
Nel cast anche David Wenham (il Faramir del Signore degli Anelli), Lena Headey (che interpreta la Regina Gorgo) e Vincent Regan (Troy).</span></p>
<p>Personalmente sono rimasto affascinato da Sin City e certamente andrò a vedere anche questo film. Per ora posso solo dire che i due trailer reperibili su internet m&#8217;hanno intrigato moltissimo&#8230; Vedremo se le aspettative saranno soddisfatte..</p>
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		<title>Nel &#8217;56 la Francia chiede di unirsi alla Gran Bretagna</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 12:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>

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		<description><![CDATA[Va bene che il mondo è strano e che la realtà supera sempre la fantasia. Però questo articolo della BBC lascia di stucco! Certo, nel 1956 la Quarta Repubblica francese era nel marasma più totale e impelagata tra la rivolta in Algeria e la crisi di Suez. Tant&#8217;evvero che alla fine De Gaulle risolse il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene che il mondo è strano e che la realtà supera sempre la fantasia. Però questo articolo della BBC lascia di stucco! Certo, nel 1956 la Quarta Repubblica francese era nel marasma più totale e impelagata tra la rivolta in Algeria e la crisi di Suez. Tant&#8217;evvero che alla fine De Gaulle risolse il problema con un colpo di stato e con l&#8217;avvento della Quinta Repubblica. Sono sicuro quindi che questi documenti riservati illustrino una delle, probabilmente tante, proposte ed idee che in quel periodo saranno state fatte dai responsabili politici di quel paese per venire fuori dall&#8217;impasse. Comunque ecco la storia che apprendo dal sito internet del Corriere<em>:</em></p>
<p><span id="more-204"></span></p>
<p>Come dicevo nel 1956 Elisabetta II rischiò di diventare regina anche di Francia. Secondo un documento riservato del governo di Sua Maestà, che ha dell&#8217;incredibile se si pensa a come per secoli i due Paesi si siano fatti la guerra e guardati in cagnesco, il primo ministro francese di allora, Guy Mollet, esplorò la possibilità di una fusione con la Gran Bretagna. Era pronto a trasformare la sgangherata Quarta Repubblica in monarchia sotto corona britannica.</p>
<p><strong> LA SCOPERTA DELLA BBC</strong> &#8211; Elisabetta parla un ottimo francese e non avrebbe quindi avuto la minima difficoltà con gli eventuali sudditi a sud della Manica. Ma il governo britannico di allora, capeggiato da Anthony Eden, respinse il progetto di fusione avanzato da Mollet malgrado all&#8217;epoca Francia e Regno Unito fossero vicinissime e si preparassero ad occupare assieme con una massiccia operazione bellica il canale di Suez nazionalizzato dal presidente egiziano Gamel Nasser. Lo strabiliante retroscena è stato portato a galla dalla Bbc, sulla scorta di alcuni documenti recuperati negli Archivi Nazionale di Londra.</p>
<p><strong>LA PROPOSTA</strong> &#8211; Quando il primo ministro francese è stato di recente a Londra &#8211; precisa un documento del governo britannico che sintetizza un colloquio del 10 settembre 1956 tra Mollet e Eden &#8211; ha sollevato con il primo ministro la possibilità di un&#8217;unione tra Regno Unito e Francia. Eden lasciò cadere questa proposta ma &#8211; a quanto traspare da un secondo documento, in data 28 settembre 1956 &#8211; Mollet ritornò alla carica quando il primo ministro di Sua Maestà andò poco tempo dopo a fargli visita a Parigi: gli chiese se ci fossero problemi a cooptare la Francia nel Commonwealth. A suo giudizio non sarebbe stato difficile convincere i francesi ad accettare la regina Elisabetta come loro capo di stato. Dal documento si capisce che Eden sembra piuttosto interessato all&#8217;idea di una Francia monarchica ancorata al Commonwealth ma non se ne fece nulla. Guy Mollet non diede infatti seguito al suo progetto dopo che i due Paesi furono costretti dagli Stati Uniti a un umiliante ritiro dal canale di Suez.<br />
<strong>SORPRESA NEL MONDO DEGLI STORICI</strong> &#8211; A detta della Bbc le strabilianti avances non devono ad ogni modo sorprendere più di tanto: Mollet era un acceso anglofilo, ammirava della Gran Bretagna il sistema assistenziale e l&#8217;aiuto dato alla Francia nelle due guerre mondiali, governava su un Paese in marasma politico ed economico e alle prese con la rivolta in Algeria, credeva che una fusione avrebbe permesso a Londra e Parigi di avere molta più voce in capitolo sull&#8217;arena internazionale, cominciando dal Medio Oriente. Contattato dalla Bbc, un professore di storia contemporanea alla Sorbona di Parigi &#8211; Henry Soutou &#8211; è però quasi caduto dalla sedia quando lo hanno messo al corrente delle assurde proposte avanzate nel massimo riserbo mezzo secolo fa da Guy Mollet, proposte di cui non sembra esserci la minima traccia negli archivi francesi. Secondo l&#8217;ex-ministro britannico per gli affari europei Denis MacShane le rivelazioni della Bbc sono un&#8217;ulteriore prova del tormentato amore esistente dal Medioevo tra i due Paesi, pronti a saltare alla gola l&#8217;uno dell&#8217;altro ma legati da un matrimonio dove la parola divorzio non esiste.</p>
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		<title>L&#8217;eliminazione dei libri classici nella Contea di Fairfax</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jan 2007 11:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>

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		<description><![CDATA[Che titolo, eh? Ebbene si. Nelle biblioteche pubbliche della Contea di Faifax, una cittadina vicino Washington, ci si stà allineando alle usanze delle librerie commerciali. Se il sotware di gestione dei prestiti rivela che un libro non è stato prestato da almeno due anni, ecco che viene eliminato dagli scaffali. Qualche esempio? Aristotele, Faulkner, Hemingway, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che titolo, eh? Ebbene si. Nelle biblioteche pubbliche della Contea di Faifax, una cittadina vicino Washington, ci si stà allineando alle usanze delle librerie commerciali. Se il sotware di gestione dei prestiti rivela che un libro non è stato prestato da almeno due anni, ecco che viene eliminato dagli scaffali. Qualche esempio? Aristotele, Faulkner, Hemingway, Dickinson&#8230; Resto sconcertato perchè non mi è mai sembrato che le biblioteche pubbliche fossero state istituite per far concorrenza alle grandi catene commerciali, dove bisogna tenere sugli scaffali solo i bestsellers. Resto convinto che il loro scopo sia quello di raccogliere il meglio della produzione letteraria. <em><br />
</em></p>
<p><span id="more-200"></span></p>
<p>In Italia, la notizia è stata presa con sdegno (per fortuna), e le biblioteche nazionali si sono affrettate a comunicare che per loro il libro è un&#8217;opera d&#8217;arte: se una mostra è meno visitata di un&#8217;altra, non per questo le sue opere vanno mandate al macero. La legge italiana, tra l&#8217;altro, considera i libri dei beni immobili che non possono essere dimessi. Ma a prescindere dalle precisazioni legali, i responsabili delle biblioteche sono chiari: &#8220;eliminare dei titoli dagli scaffali solo perchè non richiesti sarebbe una follia&#8221;.<br />
Infondo i corsi e ricorsi storici ci insegnano che alcuni titoli vivono dei periodi ciclici e la biblioteca deve conservare sempre il suo ruolo di &#8220;archivio della memoria&#8221;.</p>
<p>Sembra quindi che i nostri classici siano salvi.</p>
<p>Per fortuna siamo nell&#8217;epoca di internet e gli abitanti di Fairfax potranno recuperare i loro classici tramite i progetti di digitalizzazione delle opere come <a href="http://www.google.com/books" target="_blank">Google books</a>, <a href="http://www.liberliber.it/" target="_blank">Liber liber</a> o <a href="http://www.gutenberg.org/" target="_blank">Gutenberg</a>.</p>
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