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	<title>Paolo Lucciola &#187; designerblog</title>
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	<description>Panta rei os potamòs</description>
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		<title>Distruggere il look web 2.0</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 16:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
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		<category><![CDATA[web design]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da poco che ho modificato l&#8217;aspetto del mio sito. Ho voluto rendere l&#8217;aspetto più lineare, con colori chiari e sfumati. Insomma un layout leggero che dà spazio ai contenuti più che al contenitore. Insomma, come direbbe qualcuno, l&#8217;ho fornito &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/distruggere-il-look-web-20">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da poco che ho modificato l&#8217;aspetto del mio sito. Ho voluto rendere l&#8217;aspetto più lineare, con colori chiari e sfumati. Insomma un layout leggero che dà spazio ai contenuti più che al contenitore. Insomma, come direbbe qualcuno, l&#8217;ho fornito di un look da web 2.0!</p>
<p>Ed ecco che su <a href="http://www.designerblog.it/" target="_blank">designerblog</a> mi salta all&#8217;occhio un articolo che invece sprona ad andare in controtendenza. L&#8217;articolo è di <a href="http://www.snap2objects.com/2007/11/20/how-to-destroy-the-web-20-look/" target="_blank">Mauricio Duque</a> (detto Mao) e riprende le argomentazione della relazione di <a href="http://elliotjaystocks.com/blog/" target="_blank">Elliot Jay Stocks</a> al <a href="http://futureofwebdesign.com/" target="_blank">Future of Web Designe</a> tenutosi a New York City ed intitolata: <a href="http://elliotjaystocks.com/blog/archive/2007/destroy-the-web-20-look-future-of-web-design-new-york/" target="_blank">Destroy the Web 2.0 Look</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/dw2.jpg" rel="lightbox[352]"><img class="alignnone size-medium wp-image-353 aligncenter" title="dw2" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/dw2-300x131.jpg" alt="&lt;br /&gt;" width="300" height="131" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ma andiamo con ordine e vediamo cosa ci suggeriscono questi due designers&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-352"></span></p>
<p>Intanto Stocks nella sua relazione individua le caratteristiche di un sito dall&#8217;aspetto grafico web 2.0:</p>
<ul>
<li>colori vibranti e ad alto contrasto</li>
<li>etichette di vario genere sovrapposte al sito</li>
<li>effetti visivi vari (effetto lucido, linee diagonali, gradienti di colori, ecc)</li>
<li>bordi arrotondati</li>
<li>effetto riflessione applicato al logo</li>
</ul>
<p>Detto ciò Stocks sottolinea come ormai i siti web sono tutti in linea a questi paradigmi, causando così la proliferazione di siti-cloni, tutti esteticamente simili.</p>
<p>Ma l&#8217;errore principale in cui la gente cade è che in realtà il concetto di web 2.0 non è legato ad un assioma grafico, ma al modo in cui funziona un sito. Un sito web 2.0 è un sito dinamico, in cui si può interagire con i contenuti (vedi la possibilità di aggiungere commenti agli articoli, o di fruire di un forum di discussione, ecc.).</p>
<p>In conclusione Stocks invita tutti a spiegare alla gente il significato del termine web 2.0 e ad implementare un pizzico di originalità nei propri siti, adattandoli ai nostri gusti grafici.</p>
<p>Come elaborazione di questi concetti Mao ci espone il suo punto di vista, a mio parere di indubbio interesse.</p>
<p>Infatti Mao sfrutta come esempi una serie di siti che si distaccano dall&#8217;asetticità dei siti clone di cui si parlava poc&#8217;anzi:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/cameronmoll.jpg" rel="lightbox[352]"><img class="alignnone size-medium wp-image-354 aligncenter" title="cameronmoll.jpg" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/cameronmoll-300x155.jpg" alt="&lt;br /&gt;" width="300" height="155" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/darklightartcom.jpg" rel="lightbox[352]"><img class="alignnone size-medium wp-image-355 aligncenter" title="darklightartcom.jpg" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/darklightartcom-300x153.jpg" alt="&lt;p&gt;&lt;/p&gt;" width="300" height="153" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/fisticuffdesign.jpg" rel="lightbox[352]"><img class="alignnone size-medium wp-image-356 aligncenter" title="fisticuffdesign.jpg" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/fisticuffdesign-300x154.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="154" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/dirtyprettythingsband.jpg" rel="lightbox[352]"><img class="alignnone size-medium wp-image-357 aligncenter" title="dirtyprettythingsband.jpg" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/dirtyprettythingsband-300x153.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="153" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/jrvelasco.jpg" rel="lightbox[352]"><img class="alignnone size-medium wp-image-359 aligncenter" title="jrvelasco.jpg" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/06/jrvelasco-300x155.jpg" alt="&lt;/p&gt;" width="300" height="155" /></a></p>
<p>Come si vede questi siti, pur mantenendo appieno la possibilità di interagire col visitatore, risultano originali e molto evocativi.</p>
<p>La caratteristica principale è l&#8217;effetto retro-vintage che li accomuna, l&#8217;utilizzo di una palette di colori caldi e scuri, caratteri grunge-retro, ornamenti e macchie e degli header espremamente elaborati. Il tutto fatto però in piena padronanza dei fogli di stile, permettendo quindi di mantenere i contenuti fruibili e facilmente accessibili ai visitatori.</p>
<p>Alla fine di tutto facevo una considerazione tutta mia. Mi sono tanto entusiasmato per il nuovo look del mio sito, non più retrò ma alla web 2.0, e neanche dopo due giorni mi metto a leggere che forse avrei fatto meglio a lasciare tutto così com&#8217;era! Da non credere&#8230;</p>
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