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	<title>Paolo Lucciola &#187; dinosauri</title>
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	<description>Panta rei os potamòs</description>
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		<title>Brontosauro, Apatosaurus</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 07:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il vero nome del solitamente chiamato Brontosauro è in realtà: <em>Apatosaurus</em>, tipico dinosauro del Giurassico superiore degli Stati Uniti. Sebbene il termine sia entrato anche nel linguaggio comune con un senso negativo, la storia di questo animale è abbastanza interessante, soprattutto per gli errori e la confusione legati ai suoi fossili.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-188"></span></p>
<p style="text-align: left;">Questo grande dinosauro quadrupede fa parte di un gruppo di erbivori chiamati sauropodi, la cui caratteristica principale, oltre alle enormi dimensioni, era quella di avere il collo e la coda particolarmente lunghi. Il Brontosauro (<em>Apatosaurus</em>), in particolare, con i suoi 25 metri di lunghezza e gli 8 di altezza, era decisamente rispettabile, ma altri dinosauri giganti lo superavano: il <em>Supersaurus </em>e il <em>Brachiosaurus</em>, solo per rimanere nel Giurassico superiore nordamericano.</p>
<p style="text-align: left;">Il Brontosauro (<em>apatosauro</em>) era un animale imponente: non solo per la lunghezza, comunque del tutto rispettabile anche tra i sauropodi, quanto per la costituzione: il corpo, infatti, era tra i più pesanti di tutti i diplodocidi, e il collo era formato da enormi vertebre. Longitudinalmente, l&#8217;intero corpo di questo sauropode era probabilmente percorso da una serie di spine simili a quelle delle iguana. La testa del Brontosauro era piccola e dotata di narici alla sommità del muso. I denti erano deboli e adatti a strappare tenere foglie.</p>
<p style="text-align: left;">La storia tassonomica del Brontosauro (<em>Apatosaurus</em>) è abbastanza complessa, ma bisogna far luce sulla confusione tra <em>Apatosaurus </em>e <em>Brontosaurus</em><br />
Sul finire dell&#8217;800, O.C. Marsh scoprì tre gigantesche vertebre nella Morrison Formation a cui dette il nome di <em>Apatosaurus Ajax</em>, ovvero &#8220;lucertola ingannatrice&#8221;. Qualche anno dopo, lo stesso paleontologo trovò un enorme scheletro quasi completo, e lo chiamò <em>Brontosaurus excelsus </em>(&#8220;lucertola del tuono&#8221;). Negli anni successivi, gli studiosi si resero conto che le due specie appartenevano in realtà a un unico genere, e quindi per questioni di precedenza tassonomica il nome corretto è <em>Apatosaurus</em>, nonostante sia tuttora largamente utilizzato il termine Brontosauro. Questo dinosauro è stato il protagonista involontario di un altro clamoroso caso di identificazione sbagliata di un fossile: quando O.C. Marsh scoprì lo scheletro quasi completo, si accorse che mancava il cranio dell&#8217;animale e, arbitrariamente, scelse un teschio dalla forma accorciata che era stato rinvenuto nella stessa zona. Solo un secolo dopo ci si accorse che il cranio di Marsh apparteneva a un altro dinosauro, <em>Camarasaurus</em>; il vero aspetto del cranio di <em>Apatosaurus</em>, invece, era lungo e snello, simile a quello dell&#8217;affine <em>Diplodocus</em>. Anche la parte finale della coda era stata basata su quella di <em>Camarasaurus</em>: ora si sa che l&#8217;apatosauro possedeva, come tutti i diplodocidi, una coda a frusta. Le specie appartenenti al genere <em>Apatosaurus </em>sono tre: <em>Apatosaurus Ajax </em>(la più lunga, fino a 25 metri), <em>Apatosaurus excelsus </em>(in realtà la più piccola, lunga 18 metri) e <em>Apatosaurus louisae </em>(la più robusta). Recentemente, in strati poco più antichi, è stato rinvenuto un presunto antenato di questi animali, al quale è stato dato il nome di <em>Eobrontosaurus yahnahpin</em>. Una vertebra caudale di un animale simile ad <em>Apatosaurus è</em> stata rinvenuta in terreni del Giurassico superiore della Georgia europea.</p>
<p style="text-align: left;">Quì sotto potete vedere prima il cranio e l&#8217;aspetto sbagliato del Brontosauro e a seguire le rappresentazioni veritiere.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignnone size-medium wp-image-190" title="camarasaurus" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/camarasaurus-300x245.jpg" alt="" width="204" height="166" /><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/brontotoy.jpg" rel="lightbox[188]"><img class="alignnone size-medium wp-image-189" title="brontotoy" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/brontotoy.jpg" alt="" width="203" height="164" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/apatosaurus2.jpg" rel="lightbox[188]"><img class="alignnone size-medium wp-image-192" title="apatosaurus2" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/apatosaurus2-300x200.jpg" alt="" width="302" height="200" /></a><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/apatosaurus.gif" rel="lightbox[188]"><img class="alignnone size-medium wp-image-191" title="apatosaurus" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/apatosaurus-300x257.gif" alt="" width="254" height="218" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Cratere di Chicxulub</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 07:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; storia ormai nota che agli inizi degli anni &#8217;90 in Messico fu individuato un cratere da impatto del raggio di circa 300 km, il cui centro era nei pressi della cittadina di Chicxulub. Questo cratere è spesso considerato come la prova che un singolo asteroide avrebbe spazzato via i dinosauri dalla faccia della Terra. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; storia ormai nota che agli inizi degli anni &#8217;90 in Messico fu individuato un cratere da impatto del raggio di circa 300 km, il cui centro era nei pressi della cittadina di Chicxulub. Questo cratere è spesso considerato come la prova che un singolo asteroide avrebbe spazzato via i dinosauri dalla faccia della Terra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/cratere.jpg" rel="lightbox[186]"><img class="alignnone size-medium wp-image-187 aligncenter" title="cratere" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/cratere-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span id="more-186"></span></p>
<p>Nuovi indizi suggeriscono che il cratere di Chicxulub risalga in realtà almeno a 300.000 anni prima dell&#8217;estinzione di massa. I dinosauri e molti altri organismi scomparvero approssimativamente 65 milioni di anni fa, nel passaggio fra i periodi del Cretaceo (K) e del Terziario (T). Il limite K-T è visibile in formazioni rocciose quali un sottile strato di argilla ricco di iridio, un elemento comune agli asteroidi. Per determinare l&#8217;età dell&#8217;impatto del Chicxulub rispetto al limite K-T, Gerta Keller dell&#8217;Università di Princeton e colleghi hanno esaminato gli strati all&#8217;interno del cratere.Quando l&#8217;asteroide colpì il terreno, fuse la roccia che si risolidificò per formare uno strato geologico distinto chiamato &#8220;breccia d&#8217;impatto&#8221;. Sopra e sotto la breccia d&#8217;impatto, i ricercatori hanno trovato 50 centimetri di calcare stratificato che si è accumulato nel corso di centinaia di migliaia di anni. Dentro il calcare c&#8217;erano microbi fossilizzati del tardo Cretaceo: questi risultati suggeriscono che l&#8217;impatto di Chicxulub si sia verificato ben prima del confine K-T.</p>
<p>Un asteroide caduto sulla terra 65 milioni di anni fa potrebbe aver spazzato via i dinosauri non semplicemente cambiando il clima del pianeta e oscurando i cieli per molti anni, ma anche facendo sì che la maggior parte di loro nascesse di sesso maschile. Lo sostengono alcuni ricercatori americani e britannici. Alcuni rettili moderni, come i coccodrilli, cambiano il proprio sesso a seconda della temperatura. Se anche i dinosauri avessero avuto questa caratteristica, fanno notare David Miller dell&#8217;Università di Leeds e colleghi, anche un piccolo sbilanciamento della popolazione a favore dei maschi avrebbe potuto portare all&#8217;estinzione. Nessuno sa se i dinosauri fossero simili ai rettili odierni o in qualche modo più vicini ai mammiferi. I rettili possiedono un metabolismo differente dai mammiferi e anche diversi modi di determinare il sesso della prole. Nei coccodrilli, per esempio, ma anche nelle tartarughe e in alcuni pesci, la temperatura alla quale vengono incubate le uova può influenzare il sesso dei nascituri. Il team di Miller ha effettuato un&#8217;analisi che mostra come in teoria un cambiamento di temperatura avrebbe potuto portare a una preponderanza di dinosauri maschi. Altri studi hanno dimostrato che, quando ci sono troppe poche femmine, la popolazione può soccombere. &#8220;La vita sulla Terra non scomparve del tutto 65 milioni di anni fa, &#8211; afferma Sherman Silber, che ha collaborato allo studio &#8211; cambiò solo la temperatura, e i dinosauri non avevano un meccanismo genetico (come il nostro cromosoma X) per far fronte a questo problema. I coccodrilli e le tartarughe, che a quel tempo erano già evoluti, sono invece sopravvissuti perché vivevano nell&#8217;intersezione di ambienti acquatici e terrestri che fornivano una certa protezione contro gli effetti più estremi dei cambiamenti ambientali, dando loro più tempo per adattarsi.</p>
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		<title>Velociraptor</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 07:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>
		<category><![CDATA[velociraptor]]></category>

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		<description><![CDATA[Fin da piccolo ero appassionato di dinosauri. Chi non lo è? Esseri mostruosi e misteriosi. Come molti mi sono goduto le meraviglie sceniche di Jurassic Park, che ridava vita a questi animali estinti. L&#8217;altra sera mi sono visto casualmente un documentario su La7 appartenente alla serie La7 Doc. E sono rimasto molto colpito. Si parlava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fin da piccolo ero appassionato di dinosauri. Chi non lo è? Esseri mostruosi e misteriosi. Come molti mi sono goduto le meraviglie sceniche di Jurassic Park, che ridava vita a questi animali estinti. L&#8217;altra sera mi sono visto casualmente un documentario su La7 appartenente alla serie La7 Doc. <em></em></p>
<p>E sono rimasto molto colpito. Si parlava diffusamente del <em>Velociraptor</em>. Il predatore che imperversa in tutti e tre i film di Jurassic Park. Era implacabile, furbo e socialmente organizzato. Ho scoperto che l&#8217;immagine da lucertolone era del tutto sbagliata, come le dimensioni e l&#8217;utilizzo che faceva del suo artiglio retrattile. La trasmissione, un documentario della BBC, è stata molto interessante perchè si appoggiava a test biomeccanici per appurare la veridicità delle teorie più comuni e sfatarle.</p>
<p><span id="more-180"></span></p>
<p>Negli ultimi anni sono stati effettuati molti scavi archeologici nel Deserto del Gobi, in Mongolia. Le scoperte effettuate ci stanno aiutando a comprendere meglio la Preistoria.</p>
<p><strong>Le piume</strong></p>
<p>Nella primavera del 2000 nel nord-est della Cina, nella provincia del Liaoning, è stato rinvenuto il fossile di un <em>Dromaeosauro</em>, un dinosauro della stessa famiglia del <em>Velociraptor</em>, il terribile predatore che spartisce il ruolo del protagonista col <em>Tirannosaurus Rex</em> nei film della saga di Jurassic Park.</p>
<p>Come è ben visibile dall&#8217;immagine, nel fossile è chiaramente visibile la presenza di piume! I Dromoeosauridi infatti sono strettamente imparentati con gli uccelli e le piume altro non sono che un&#8217;evoluzione delle squame. Questo cambia molto il modo in cui dobbiamo immaginarci gli antichi dinosauri. Non animali simili a lucertole giganti ma piuttosto a degli uccelli bizzarri! In questi animali le penne non servivano certo a volare, ma contribuivano al mantenimento dell&#8217;omeotermia.</p>
<p>Per cui ecco come cambia ai nostri occhi l&#8217;immagine che avrebbe potuto avere un <em>Velociraptor:</em></p>
<p>da così</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/oldvelo.jpg" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-182 aligncenter" title="oldvelo" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/oldvelo.jpg" alt="" width="144" height="129" /></a></p>
<p>a così</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/velociraptor.jpg" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-184 aligncenter" title="velociraptor" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/velociraptor-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a></p>
<p>Essendo un veloce predatore è inoltre ipotizzabile che sfruttasse le penne presenti sulle braccia durante la corsa per aiutarsi nei cambi rapidi di direzione, cosa oggi visibile negli struzzi in corsa.</p>
<p><strong>Le dimensioni</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/scale.png" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-183 aligncenter" title="scale" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/scale-300x202.png" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;">Altro mito da sfatare sono le dimensioni del <em>Velociraptor</em>.</p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;">Nei film di Jurassic Park appariva grande quanto un uomo. A volte anche più alto. Niente di più falso. Il Velociraptor era piccolo. Era alto all&#8217;incirca 1 metro con una lunghezza, lunga coda compresa, di 2,7 metri.</p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;">Un grosso tacchino con una lunga coda, una bocca piena di denti affilati come rasoi e seghettati ed un lungo artiglio retrattile alle zampe.</p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;"><strong>L&#8217;artiglio retrattile</strong></p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;">L&#8217;artiglio retrattile era la sua arma. Ma non come ipotizzato in Jurassic Park. Nel film si parlava dell&#8217;artiglio come di un&#8217;arma capace di squarciare il ventre delle prede.</p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" style="text-align: center;" align="\&quot;left\&quot;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/laundett.jpg" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-181 aligncenter" title="laundett" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/laundett-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p>Con un ingegnoso esperimento di biomeccanica si è dimostrata l&#8217;erroneità di questa teoria</p>
<div></div>
<p>Studiando l&#8217;attaccatura dei tendini sulle ossa si è ricostruita la massa muscolare del <em>Velociraptor </em>e si è calcolata la forza della sua zampa. Costruendone un modello biomeccanico e testandolo su un ventre di maiale si è scoperto che l&#8217;artiglio retrattile avrebbe si perforato il ventre della preda, ma senza riuscire a squarciarlo.</p>
<p>Come lo utilizzava dunque? In questo caso ci viene in aiuto uno dei ritrovamenti fossili più stupefacenti della storia:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/fightvelo.jpg" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-185 aligncenter" title="fightvelo" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/fightvelo-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>Quello che vedete è la scena di un combattimento tra un erbivoro, un <em>Protoceratops</em>, ed il suo predatore classico, un <em>Velociraptor</em>. Probabilmente i due sono morti perchè sommersi da una colata di fango o perchè sprofondati in delle sabbie mobili. Le cose fenomenali di questo ritrovamento sono due:</p>
<ol>
<li>Il <em>Protoceratops </em>si difende strenuamente, tantevvero che sta mordendo la zampa dell&#8217;aggressore</li>
<li>Il <em>Velociraptor </em>ci svela l&#8217;utilizzo del suo artiglio. Lo adopera per pugnalare alla gola la vittima, onde recidere le giugulari o la trachea.</li>
</ol>
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