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	<title>Paolo Lucciola &#187; dinosauri</title>
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	<description>Panta rei os potamòs</description>
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		<title>Testa di spinosauro</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 19:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>

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		<description><![CDATA[Testa di Spinosauro non è un nuovo insulto, ma indica proprio l&#8217;oggetto rappresentato nell&#8217;immagine. Tramite il bel blog Theropoda sono stato indirizzato al sito del National Geografic, dove il paleontologo Simone Maganuco ed il paleoartista Davide Bonadonna spiegano come abbiano &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/testa-di-spinosauro-4">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/09/spinosauro.png" rel="lightbox[5813]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5814" title="spinosauro" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/09/spinosauro-300x249.png" alt="" width="300" height="249" /></a></p>
<p>Testa di Spinosauro non è un nuovo insulto, ma indica proprio l&#8217;oggetto rappresentato nell&#8217;immagine. Tramite il bel blog <a href="http://theropoda.blogspot.com/2011/09/prehistoric-minds.html" target="_blank">Theropoda</a> sono stato indirizzato al sito del <a href="http://www.nationalgeographic.it/scienza/2011/09/14/foto/come_torna_in_vita_un_dinosauro-502106/1/" target="_blank">National Geografic</a>, dove il paleontologo Simone Maganuco ed il paleoartista Davide Bonadonna spiegano come abbiano ricostruito l&#8217;aspetto di <em>Spinosaurus aegyptiacus.</em></p>
<p>Che poi è quel bestione che in Jurassic Park III ammazza il <em>Tyrannosaurus Rex</em>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Theropoda</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 16:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>

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		<description><![CDATA[Theropoda in latino, Teropodi in italiano. Dinosauri. Anzi, &#8220;i&#8221; dinosauri del nostro immaginario collettivo. Eh, si, perchè teropodi sono i protagonisti cinematografici più noti tra i dinosauri: Tyrannosaurus rex e Velociraptor. I dinosauri fanno parte delle mie passioni fin da &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/theropoda">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Theropoda in latino, Teropodi in italiano. Dinosauri. Anzi, &#8220;i&#8221; dinosauri del nostro immaginario collettivo. Eh, si, perchè teropodi sono i protagonisti cinematografici più noti tra i dinosauri: <em>Tyrannosaurus rex</em> e <em>Velociraptor</em>.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/06/Theropodsize.png" rel="lightbox[5539]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5542" title="Theropoda" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/06/Theropodsize-300x92.png" alt="" width="300" height="92" /></a></p>
<p>I dinosauri fanno parte delle mie passioni fin da piccolo, passione che ho coltivato saltuariamente durante la mia vita.</p>
<p><span id="more-5539"></span></p>
<p>Come molti coetanei tutto iniziò con un libro della Panini: Il Grande Libro della Preistoria, che immagino sia ancora conservato a casa dei miei genitori, sepolto sugli scaffali più in alto della loro libreria.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/06/grande_libro_preistoria.jpg" rel="lightbox[5539]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5544" title="Il grande libro della preistoria" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/06/grande_libro_preistoria.jpg" alt="" width="116" height="168" /></a>Ricordo bene la copertina che vedete sopra. E mi fa un po&#8217; senso che sul web sia riuscito a trovare solo questa piccola immagine di un testo che aveva riempito così tanto la mia sete di conoscenza sul mondo ancestrale che tanto mi affascinava.</p>
<p>Ho sempre avuto dei ritorni di fiamma alla mia vecchia passione. Uno importante fu all&#8217;università e fu proprio l&#8217;esame di Anatomia Comparata. Studiare l&#8217;evolversi degli apparati tra le classi ed i phyla, vedere gli adattamenti alle varie nicchie ecologiche occupate fu qualcosa di veramente bello.</p>
<p>Poi la vita ti porta altrove, all&#8217;ingegneria genetica degli anni della tesi e del tirocinio, all&#8217;informazione del farmaco negli anni del lavoro remunerato.</p>
<p>Ma le vecchie passioni covano sempre dentro. Tenute vive dallo stimolo cinematografico della saga <em>Jurassic Park</em>, anche su questo blog avevo scritto qualche breve articolo sui miei dinosauri. Amo citare soprattutto <a href="http://www.plucciola.it/velociraptor">quello</a> in cui registravo come il Velociraptor fosse ben diverso dalla rappresentazione fattane da Hollywood.</p>
<p>Bene. Ultimamente ho scoperto e mi sono appassionato ad un blog ben più competente del mio sull&#8217;argomento. Tenuto da un vero paleontologo, Andrea Cau, il blog <a href="http://theropoda.blogspot.com/" target="_blank">Theropoda</a> già dal nome mette in chiaro il suo scopo: divulgare in maniera comprensibile, ma scientificamente rigorosa.</p>
<p>Andrea, tra i tanti articoli che ha pubblicato, ha anche <a href="http://theropoda.blogspot.com/search/label/Billy%20e%20il%20Clonesauro" target="_blank">approfondito</a> le varie imprecisioni cinematografiche della saga jurassica in maniera impeccabile e apprezabile &#8211; soprattutto da me che oltre il superficiale approfondimento sul velocicoso non sarei mai potuto andare <img src='http://www.plucciola.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Proprio in questi giorni &#8211; e ovviamente nulla ne sapevo &#8211; la paleontologia è in fibrillazione per la pubblicazione dei risultati sulle analisi effettuate negli ultimi anni su <em>Scipionix Samniticus, </em>soprannominato colloquialmente Ciro.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/06/CopCiro.jpg" rel="lightbox[5539]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5550" title="Ciro" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/06/CopCiro-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
<p>Il fossile è quello di un dinosauro vissuto pochi giorni e morto per annegamento. E&#8217; stato scoperto in Italia, a Pietaroja. Un ritrovamento singolare quello di Ciro. Nel 1980 fu scoperto da un appassionato di fossili che lo tenne in casa pensando che il giovane sauro fosse una lucertola. Solo dopo aver visto Jurassic Park, mosso dalla curiosità, fece sottoporre il reperto alla valutazione di un esperto che ne individuò immediatamente l&#8217;unicità. Non solo era il fossile di un dinosauro, ma presentava mineralizzati anche molti degli organi interni e delle sue parti molli. Un unicum mondiale!</p>
<p>E proprio in questi giorni Andrea stà pubblicando dei post sul risultato dell&#8217;<em>autopsia</em> a cui è stato sottoposto in questi anni il fossile da parte di Del Sasso e Maganuco. Ma andate su <a href="http://theropoda.blogspot.com/" target="_blank">Theropoda</a> per saperne di più <img src='http://www.plucciola.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Brontosauro, Apatosaurus</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2007 07:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
 <a href="http://www.plucciola.it/brontosauro-apatosaurus">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il vero nome del solitamente chiamato Brontosauro è in realtà: <em>Apatosaurus</em>, tipico dinosauro del Giurassico superiore degli Stati Uniti. Sebbene il termine sia entrato anche nel linguaggio comune con un senso negativo, la storia di questo animale è abbastanza interessante, soprattutto per gli errori e la confusione legati ai suoi fossili.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-188"></span></p>
<p style="text-align: left;">Questo grande dinosauro quadrupede fa parte di un gruppo di erbivori chiamati sauropodi, la cui caratteristica principale, oltre alle enormi dimensioni, era quella di avere il collo e la coda particolarmente lunghi. Il Brontosauro (<em>Apatosaurus</em>), in particolare, con i suoi 25 metri di lunghezza e gli 8 di altezza, era decisamente rispettabile, ma altri dinosauri giganti lo superavano: il <em>Supersaurus </em>e il <em>Brachiosaurus</em>, solo per rimanere nel Giurassico superiore nordamericano.</p>
<p style="text-align: left;">Il Brontosauro (<em>apatosauro</em>) era un animale imponente: non solo per la lunghezza, comunque del tutto rispettabile anche tra i sauropodi, quanto per la costituzione: il corpo, infatti, era tra i più pesanti di tutti i diplodocidi, e il collo era formato da enormi vertebre. Longitudinalmente, l&#8217;intero corpo di questo sauropode era probabilmente percorso da una serie di spine simili a quelle delle iguana. La testa del Brontosauro era piccola e dotata di narici alla sommità del muso. I denti erano deboli e adatti a strappare tenere foglie.</p>
<p style="text-align: left;">La storia tassonomica del Brontosauro (<em>Apatosaurus</em>) è abbastanza complessa, ma bisogna far luce sulla confusione tra <em>Apatosaurus </em>e <em>Brontosaurus</em><br />
Sul finire dell&#8217;800, O.C. Marsh scoprì tre gigantesche vertebre nella Morrison Formation a cui dette il nome di <em>Apatosaurus Ajax</em>, ovvero &#8220;lucertola ingannatrice&#8221;. Qualche anno dopo, lo stesso paleontologo trovò un enorme scheletro quasi completo, e lo chiamò <em>Brontosaurus excelsus </em>(&#8220;lucertola del tuono&#8221;). Negli anni successivi, gli studiosi si resero conto che le due specie appartenevano in realtà a un unico genere, e quindi per questioni di precedenza tassonomica il nome corretto è <em>Apatosaurus</em>, nonostante sia tuttora largamente utilizzato il termine Brontosauro. Questo dinosauro è stato il protagonista involontario di un altro clamoroso caso di identificazione sbagliata di un fossile: quando O.C. Marsh scoprì lo scheletro quasi completo, si accorse che mancava il cranio dell&#8217;animale e, arbitrariamente, scelse un teschio dalla forma accorciata che era stato rinvenuto nella stessa zona. Solo un secolo dopo ci si accorse che il cranio di Marsh apparteneva a un altro dinosauro, <em>Camarasaurus</em>; il vero aspetto del cranio di <em>Apatosaurus</em>, invece, era lungo e snello, simile a quello dell&#8217;affine <em>Diplodocus</em>. Anche la parte finale della coda era stata basata su quella di <em>Camarasaurus</em>: ora si sa che l&#8217;apatosauro possedeva, come tutti i diplodocidi, una coda a frusta. Le specie appartenenti al genere <em>Apatosaurus </em>sono tre: <em>Apatosaurus Ajax </em>(la più lunga, fino a 25 metri), <em>Apatosaurus excelsus </em>(in realtà la più piccola, lunga 18 metri) e <em>Apatosaurus louisae </em>(la più robusta). Recentemente, in strati poco più antichi, è stato rinvenuto un presunto antenato di questi animali, al quale è stato dato il nome di <em>Eobrontosaurus yahnahpin</em>. Una vertebra caudale di un animale simile ad <em>Apatosaurus è</em> stata rinvenuta in terreni del Giurassico superiore della Georgia europea.</p>
<p style="text-align: left;">Quì sotto potete vedere prima il cranio e l&#8217;aspetto sbagliato del Brontosauro e a seguire le rappresentazioni veritiere.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignnone size-medium wp-image-190" title="camarasaurus" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/camarasaurus-300x245.jpg" alt="" width="204" height="166" /><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/brontotoy.jpg" rel="lightbox[188]"><img class="alignnone size-medium wp-image-189" title="brontotoy" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/brontotoy.jpg" alt="" width="203" height="164" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/apatosaurus2.jpg" rel="lightbox[188]"><img class="alignnone size-medium wp-image-192" title="apatosaurus2" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/apatosaurus2-300x200.jpg" alt="" width="302" height="200" /></a><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/apatosaurus.gif" rel="lightbox[188]"><img class="alignnone size-medium wp-image-191" title="apatosaurus" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/apatosaurus-300x257.gif" alt="" width="254" height="218" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Cratere di Chicxulub</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 07:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; storia ormai nota che agli inizi degli anni &#8217;90 in Messico fu individuato un cratere da impatto del raggio di circa 300 km, il cui centro era nei pressi della cittadina di Chicxulub. Questo cratere è spesso considerato come &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/cratere-di-chicxulub">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; storia ormai nota che agli inizi degli anni &#8217;90 in Messico fu individuato un cratere da impatto del raggio di circa 300 km, il cui centro era nei pressi della cittadina di Chicxulub. Questo cratere è spesso considerato come la prova che un singolo asteroide avrebbe spazzato via i dinosauri dalla faccia della Terra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/cratere.jpg" rel="lightbox[186]"><img class="alignnone size-medium wp-image-187 aligncenter" title="cratere" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/cratere-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span id="more-186"></span></p>
<p>Nuovi indizi suggeriscono che il cratere di Chicxulub risalga in realtà almeno a 300.000 anni prima dell&#8217;estinzione di massa. I dinosauri e molti altri organismi scomparvero approssimativamente 65 milioni di anni fa, nel passaggio fra i periodi del Cretaceo (K) e del Terziario (T). Il limite K-T è visibile in formazioni rocciose quali un sottile strato di argilla ricco di iridio, un elemento comune agli asteroidi. Per determinare l&#8217;età dell&#8217;impatto del Chicxulub rispetto al limite K-T, Gerta Keller dell&#8217;Università di Princeton e colleghi hanno esaminato gli strati all&#8217;interno del cratere.Quando l&#8217;asteroide colpì il terreno, fuse la roccia che si risolidificò per formare uno strato geologico distinto chiamato &#8220;breccia d&#8217;impatto&#8221;. Sopra e sotto la breccia d&#8217;impatto, i ricercatori hanno trovato 50 centimetri di calcare stratificato che si è accumulato nel corso di centinaia di migliaia di anni. Dentro il calcare c&#8217;erano microbi fossilizzati del tardo Cretaceo: questi risultati suggeriscono che l&#8217;impatto di Chicxulub si sia verificato ben prima del confine K-T.</p>
<p>Un asteroide caduto sulla terra 65 milioni di anni fa potrebbe aver spazzato via i dinosauri non semplicemente cambiando il clima del pianeta e oscurando i cieli per molti anni, ma anche facendo sì che la maggior parte di loro nascesse di sesso maschile. Lo sostengono alcuni ricercatori americani e britannici. Alcuni rettili moderni, come i coccodrilli, cambiano il proprio sesso a seconda della temperatura. Se anche i dinosauri avessero avuto questa caratteristica, fanno notare David Miller dell&#8217;Università di Leeds e colleghi, anche un piccolo sbilanciamento della popolazione a favore dei maschi avrebbe potuto portare all&#8217;estinzione. Nessuno sa se i dinosauri fossero simili ai rettili odierni o in qualche modo più vicini ai mammiferi. I rettili possiedono un metabolismo differente dai mammiferi e anche diversi modi di determinare il sesso della prole. Nei coccodrilli, per esempio, ma anche nelle tartarughe e in alcuni pesci, la temperatura alla quale vengono incubate le uova può influenzare il sesso dei nascituri. Il team di Miller ha effettuato un&#8217;analisi che mostra come in teoria un cambiamento di temperatura avrebbe potuto portare a una preponderanza di dinosauri maschi. Altri studi hanno dimostrato che, quando ci sono troppe poche femmine, la popolazione può soccombere. &#8220;La vita sulla Terra non scomparve del tutto 65 milioni di anni fa, &#8211; afferma Sherman Silber, che ha collaborato allo studio &#8211; cambiò solo la temperatura, e i dinosauri non avevano un meccanismo genetico (come il nostro cromosoma X) per far fronte a questo problema. I coccodrilli e le tartarughe, che a quel tempo erano già evoluti, sono invece sopravvissuti perché vivevano nell&#8217;intersezione di ambienti acquatici e terrestri che fornivano una certa protezione contro gli effetti più estremi dei cambiamenti ambientali, dando loro più tempo per adattarsi.</p>
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		<title>Velociraptor</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 07:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>
		<category><![CDATA[velociraptor]]></category>

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		<description><![CDATA[Fin da piccolo ero appassionato di dinosauri. Chi non lo è? Esseri mostruosi e misteriosi. Come molti mi sono goduto le meraviglie sceniche di Jurassic Park, che ridava vita a questi animali estinti. L&#8217;altra sera mi sono visto casualmente un &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/velociraptor">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fin da piccolo ero appassionato di dinosauri. Chi non lo è? Esseri mostruosi e misteriosi. Come molti mi sono goduto le meraviglie sceniche di Jurassic Park, che ridava vita a questi animali estinti. L&#8217;altra sera mi sono visto casualmente un documentario su La7 appartenente alla serie La7 Doc. <em></em></p>
<p>E sono rimasto molto colpito. Si parlava diffusamente del <em>Velociraptor</em>. Il predatore che imperversa in tutti e tre i film di Jurassic Park. Era implacabile, furbo e socialmente organizzato. Ho scoperto che l&#8217;immagine da lucertolone era del tutto sbagliata, come le dimensioni e l&#8217;utilizzo che faceva del suo artiglio retrattile. La trasmissione, un documentario della BBC, è stata molto interessante perchè si appoggiava a test biomeccanici per appurare la veridicità delle teorie più comuni e sfatarle.</p>
<p><span id="more-180"></span></p>
<p>Negli ultimi anni sono stati effettuati molti scavi archeologici nel Deserto del Gobi, in Mongolia. Le scoperte effettuate ci stanno aiutando a comprendere meglio la Preistoria.</p>
<p><strong>Le piume</strong></p>
<p>Nella primavera del 2000 nel nord-est della Cina, nella provincia del Liaoning, è stato rinvenuto il fossile di un <em>Dromaeosauro</em>, un dinosauro della stessa famiglia del <em>Velociraptor</em>, il terribile predatore che spartisce il ruolo del protagonista col <em>Tirannosaurus Rex</em> nei film della saga di Jurassic Park.</p>
<p>Come è ben visibile dall&#8217;immagine, nel fossile è chiaramente visibile la presenza di piume! I Dromoeosauridi infatti sono strettamente imparentati con gli uccelli e le piume altro non sono che un&#8217;evoluzione delle squame. Questo cambia molto il modo in cui dobbiamo immaginarci gli antichi dinosauri. Non animali simili a lucertole giganti ma piuttosto a degli uccelli bizzarri! In questi animali le penne non servivano certo a volare, ma contribuivano al mantenimento dell&#8217;omeotermia.</p>
<p>Per cui ecco come cambia ai nostri occhi l&#8217;immagine che avrebbe potuto avere un <em>Velociraptor:</em></p>
<p>da così</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/oldvelo.jpg" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-182 aligncenter" title="oldvelo" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/oldvelo.jpg" alt="" width="144" height="129" /></a></p>
<p>a così</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/velociraptor.jpg" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-184 aligncenter" title="velociraptor" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/velociraptor-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a></p>
<p>Essendo un veloce predatore è inoltre ipotizzabile che sfruttasse le penne presenti sulle braccia durante la corsa per aiutarsi nei cambi rapidi di direzione, cosa oggi visibile negli struzzi in corsa.</p>
<p><strong>Le dimensioni</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/scale.png" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-183 aligncenter" title="scale" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/scale-300x202.png" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;">Altro mito da sfatare sono le dimensioni del <em>Velociraptor</em>.</p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;">Nei film di Jurassic Park appariva grande quanto un uomo. A volte anche più alto. Niente di più falso. Il Velociraptor era piccolo. Era alto all&#8217;incirca 1 metro con una lunghezza, lunga coda compresa, di 2,7 metri.</p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;">Un grosso tacchino con una lunga coda, una bocca piena di denti affilati come rasoi e seghettati ed un lungo artiglio retrattile alle zampe.</p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;"><strong>L&#8217;artiglio retrattile</strong></p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" align="\&quot;left\&quot;">L&#8217;artiglio retrattile era la sua arma. Ma non come ipotizzato in Jurassic Park. Nel film si parlava dell&#8217;artiglio come di un&#8217;arma capace di squarciare il ventre delle prede.</p>
<p class="\&quot;MsoNormal\&quot;" style="text-align: center;" align="\&quot;left\&quot;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/laundett.jpg" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-181 aligncenter" title="laundett" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/laundett-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p>Con un ingegnoso esperimento di biomeccanica si è dimostrata l&#8217;erroneità di questa teoria</p>
<div></div>
<p>Studiando l&#8217;attaccatura dei tendini sulle ossa si è ricostruita la massa muscolare del <em>Velociraptor </em>e si è calcolata la forza della sua zampa. Costruendone un modello biomeccanico e testandolo su un ventre di maiale si è scoperto che l&#8217;artiglio retrattile avrebbe si perforato il ventre della preda, ma senza riuscire a squarciarlo.</p>
<p>Come lo utilizzava dunque? In questo caso ci viene in aiuto uno dei ritrovamenti fossili più stupefacenti della storia:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/fightvelo.jpg" rel="lightbox[180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-185 aligncenter" title="fightvelo" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/05/fightvelo-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>Quello che vedete è la scena di un combattimento tra un erbivoro, un <em>Protoceratops</em>, ed il suo predatore classico, un <em>Velociraptor</em>. Probabilmente i due sono morti perchè sommersi da una colata di fango o perchè sprofondati in delle sabbie mobili. Le cose fenomenali di questo ritrovamento sono due:</p>
<ol>
<li>Il <em>Protoceratops </em>si difende strenuamente, tantevvero che sta mordendo la zampa dell&#8217;aggressore</li>
<li>Il <em>Velociraptor </em>ci svela l&#8217;utilizzo del suo artiglio. Lo adopera per pugnalare alla gola la vittima, onde recidere le giugulari o la trachea.</li>
</ol>
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