Non voglio essere pessimista. Nè per forza essere bastian contrario verso coloro che vedono nell’elezione di Obama alla Casa Bianca l’ascesa del risolutore di tutti i mali del mondo, dalla crisi economica, al razzismo, alla fine delle guerre.
D’altronde è a posteriori che si giudica l’operato delle persone. A priori e senza la sfera di cristallo ci si può limitare a qualche osservazione marginale, generata forse da un maggiore disincanto rispetto a chi ha riempito Roma di manifesti con scritto: il mondo cambia. E basata anche sull’operato di passate amministrazioni democratiche in America.
