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	<title>Paolo Lucciola &#187; politica</title>
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	<description>Panta rei os potamòs</description>
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		<title>Sicuri di aver vinto?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 22:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centrodestra aumenta le regioni che governa e dichiara di aver vinto. Il Centrosinistra governa ancora un maggior numero di regioni rispetto al PdL e dichiara di aver vinto. Ma non è finita quà! Intanto c&#8217;è Casini. Se la poteva &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/sicuri-di-aver-vinto">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Centrodestra aumenta le regioni che governa e dichiara di aver vinto.</p>
<p>Il Centrosinistra governa ancora un maggior numero di regioni rispetto al PdL e dichiara di aver vinto.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2010/03/monkey_parliament2.jpg" rel="lightbox[3858]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3877" title="monkey_parliament2" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2010/03/monkey_parliament2-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Ma non è finita quà!</p>
<p><span id="more-3858"></span></p>
<p>Intanto c&#8217;è Casini. Se la poteva giocare in tre regioni: Piemonte, Lazio e Puglia. Bene, vediamo che ha fatto: in Piemonte si allea col centrosinistra. Ma vince il centrodestra. Caspita! Nel Lazio si allea col centrodestra. Ma rispetto alle vecchie regionali l&#8217;UDC perde due punti percentuali. Disdetta! In Puglia proprio non ci riesce ad allearsi e&#8230; arriva terzo su tre. Ultimo! Ma tranquilli: dichiara anche lui di aver vinto.</p>
<p>Finito? Non ancora&#8230;</p>
<p>Ci sono Di Pietro, Vendola con Sinistra e Libertà, Grillo coi 5 stelle, e qualche altro sparuto che non ricordo. Hanno vinto anche loro.</p>
<p>Che trionfo &#8216;ste elezioni italiane! Hanno vinto tutti. Un successo galattico.</p>
<p>Con un piccolo neo, un piccolo problema, che viene messo subito a margine dai tanti politici intervistati. Mai così pochi elettori erano andati a votare. Un problema così piccolo che entrambi i maggiori schieramenti a caldo lo liquidano con due battute.</p>
<p>Quelli del PdL attribuiscono  l&#8217;astensionismo alla mancanza delle liste di riferimento sulle schede.  Come se l&#8217;elettore fosse un tale idiota che se non vede il simboletto  preferito, preso dal panico, evita di avvicinarsi al seggio. Ma chi pensano che li voti? Dei pecorari balbuzienti?!?</p>
<p>Nel PD attribuiscono il clima gladiatorio della campagna elettorale  alla malevolenza del premier. Ma se hanno riempito il centro di Roma di non so quante manifestazioni anti B?!? Ma c&#8217;hanno le pigne in testa?!?</p>
<p>Ma torniamo seri e abbandoniamo i politici alle loro stupidaggini.</p>
<p>C&#8217;è un problema. Serio. Importante. Un italiano su tre NON ha votato.</p>
<p>Un italiano su tre NON ha votato. Non per disinteresse. Non perchè ha preferito andare al mare. Non perchè mancava la lista di riferimento.</p>
<p>Un italiano su tre NON ha votato per mancanza di offerta politica. E subito stronco le sciocchezze sparate da Casini che vorrebbe un nuovo ginepraio di partitini stile Prima Repubblica. La mancanza di offerta politica non è dovuta al bipartitismo. <strong>E&#8217; questa classe politica che ormai non è più in grado di raccontare il paese e SOPRATTUTTO di progettarne uno futuro</strong>. La campagna elettorale nel Lazio s&#8217;è incentrata su&#8230; mi piace o non mi piace Berlusconi. Manifestazioni viola contro il premier, manifestazioni di partito contro lo stesso, manifestazioni del PdL a sostegno, e noiosamente via così&#8230;</p>
<p>Ma il Lazio ha un problema. Serio. Troppo serio per i buffoni che hanno animato la campagna elettorale. Il problema è la <strong>sanità</strong>.</p>
<p>L&#8217;autonomia delle regioni si svolge soprattutto nella gestione della sanità. Di fatto ha senso andare a votare il governatore principalmente perchè così si indirizzerà la gestione della sanità.</p>
<p>Guardiamoci indietro. La sanità viene affidata alle regioni. Storace vi pascola ingordamente, lasciando un bel buco. Marrazzo non vuol essere da meno e arriva addirittura a farsi commissariare dal governo la sanità regionale. Beh&#8230; quando ristrutturi degli ospedali e poi decidi di chiuderli te lo devi aspettare che i conti poi non torneranno&#8230; Ma che vuoi aspettarti da uno che è arrivato a farsi ricattare da quattro poliziotti infedeli?</p>
<p>Comunque, visti i plateali fallimenti sulla sanità di PdL e PD, è gioco forza che l&#8217;interesse degli elettori si potesse concentrare proprio su quell&#8217;argomento. La Sanità.</p>
<p>Peccato che non se ne sia parlato. Tutti troppo presi ad urlarsi contro. Schierati con me. No, con me. Libertà! Giustizia! Comunisti! Generatori di odio!</p>
<p>Insomma un italiano su tre era lì a chiedersi come i politici volessero risolvere i problemi concreti della regione. E quelli a fare i buffoni in piazza.</p>
<p>Poi, a pochi giorni dal voto, ti si riempiono le cassette delle lettere di brochure, santini, lettere dei vari candidati coi loro programmi. Finalmente! Era ora! Almeno leggo che cosa vogliono fare con la sanità.</p>
<p>Ora, il debito sanitario laziale è impressionante. L&#8217;ho detto: la sanità è commissariata. Beh, ci fosse uno dei candidati che affermi di rendersene conto. Chi vuole abolire i ticket per le fasce più deboli &#8211; ma non si è già esenti dal ticket per reddito? Chi vuole diminuire il numero delle ASL per tagliare i costi &#8211; ma non basterebbe mettere manager onesti e capaci? La famosa <em>Lady ASL</em> ha rubato a man bassa non perchè le ASL di Roma sono troppe, ma perchè era la persona sbagliata messa al posto sbagliato. E così via&#8230; Insomma nessuno che ti dicesse con onestà qualcosa come: <em>non c&#8217;è una lira quindi se vogliamo in futuro avere ancora una sistema sanitario valido, ora dobbiamo mettere tutti le mani al portafoglio &#8211; meglio se ognuno per le proprie capacità. Risparmiare e compartecipare ai costi del servizio sanitario</em>. Anche perchè tanto li paghiamo già ora direttamente. Ticket sui farmaci e sulle analisi. Ticket uguali per tutti, che pesano tanto quindi sui più deboli e poco sui più abbienti. Alla faccia dell&#8217;equità sociale sbandierata da PD e PdL!</p>
<p><strong>Insomma, alla fine un italiano su tre &#8211; qualcuno in più nel Lazio &#8211; s&#8217;è trovato a NON poter votare nessun candidato!</strong></p>
<p>E i politici ad ascoltarli non se ne rendono conto. Sono autoreferenziali, incapaci di comunicare. Sembrano dischi rotti che ripetono gli stessi slogan. Riforme è ormai il termine taumaturgico. Formigoni, che come un caterpillar ha rivinto &#8211; come sempre mi vien da dire &#8211; le elezioni in Lombardia ancora parla di riforme! Ancora?!?</p>
<p>Un tipico atteggiamento che potrei definire da tardo impero, da fine di un&#8217;epoca. Forse si stà avvicinando il tempo di seppellire questa velleitaria Seconda Repubblica e fondarne una Terza. Ma su basi diverse. Ormai le distinzioni tra destra e sinistra appartengono alla storia e agli slogan dei politici di professione, coi loro seguaci settari, prigionieri del loro mondo. Con programmi elettorali pressochè identici, forse dobbiamo guardare a motivi diversi per coagulare il consenso.</p>
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		<title>Il corpo del capo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 23:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Viviamo in una democrazia occidentale sui generis. Roba da tardo Impero Romano. Rifletteteci. Al di là dell&#8217;Atlantico sono dodici anni che la poltrona di Presidente degli Stati Uniti è contesa tra due famiglie: i Bush ed i Clinton. Certo, ora &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/il-corpo-del-capo">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in una democrazia occidentale <em>sui generis</em>. Roba da tardo Impero Romano. Rifletteteci.</p>
<p>Al di là dell&#8217;Atlantico sono dodici anni che la poltrona di Presidente degli Stati Uniti è contesa tra due famiglie: i Bush ed i Clinton. Certo, ora c&#8217;è Obama, ma Hilary Clinton è comunque lì, Segretario di Stato.</p>
<p>In Inghilterra c&#8217;è la saga del Labour Party. Tony Blair passa lo scettro a Brown quando ha superato il limite di eccesso di presenza. Concetto tipicamente inglese. Noi non lo comprenderemo mai, quindi inutile tentare.</p>
<p>In Francia c&#8217;è un cretino che pensa a tutto meno che al paese. Si sposa con una modella, si mette in mostra in Medio Oriente solo per apparire in televisione, non concludendo nulla. E nel frattempo le periferie delle sue metropoli sono in rivolta.</p>
<p>Quì da noi, tanto per essere originali, dopo l&#8217;incessante scontro Berlusconi-Prodi, il secondo vieppiù pugnalato da chiunque potesse infierire, viviamo ora nel dramma da assenza di opposizione. Troppo occupati a sinistra nell&#8217;auto-cannibalismo per crescere e decidere che fare da grandi. Il PD, dopo l&#8217;umiliante buffone di passaggio, ora si presenta con un segretario a termine. Che, disperato, spara bordate retoriche su qualunque argomento. Tesi già ampiamente rigettate dalla storia negli anni passati.</p>
<p><span id="more-1588"></span></p>
<p>E il centro-destra, tanto per passare il tempo decide di fondersi in un unico partito: il PdL.</p>
<p>PD e PdL. Due chimere destinate allo sfacelo. Il PD già adesso. Il PdL quando verrà a mancare il suo capo carismatico.</p>
<p>Berlusconi potrà piacere oppure no. Gli và accordato il merito di aver sconvolto la vita politica italiana.</p>
<p>Ormai le persone sono o pro o contro Berlusconi. Nessuno propone idee. Nessuno formula concetti. Lui sforna qualunque cosa gli passa per la mente, buona o brutta, e tutti lì a commentare, adorare od odiare.</p>
<p>Roba da tardo impero, quando i capricci dell&#8217;Imperatore di turno diventavano affare di stato.</p>
<p>Berlusconi ha creato un logo, un immagine uguale a se stessa nel tempo. Bandane, trapianto di capelli, lifting, cialis a go-go per fare sesso: il capo è sempre riconoscibile nonostante gli anni che passano, simile a se stesso. Facile per le masse vederlo come un&#8217;icona rassicurante: il corpo del capo, appunto.</p>
<p>E poi interpreta i due opposti: l&#8217;anti-italiano e l&#8217;arci-italiano. Si presenta imprenditore vincente, leader riconosciuto. Fà le corna e gaffe a non finire.</p>
<p>Nel deserto politico di buffoni e ballerine diventa un gigante e resta a galla senza più avversari. Non per sua grandezza, badate bene. Per minutagine degli altri.</p>
<p>Ed intanto noi, gentucola di buona volontà, ad annaspare&#8230;</p>
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		<title>Caro Alemanno</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 18:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alemanno]]></category>
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		<description><![CDATA[Come sfogo per la situazione a dir poco kafkiana1 dell&#8217;illuminazione intermittente del nostro quartiere ho tirato giù due righe, una ideale lettera al Sindaco Alemanno per chiedere un atto civico e di coscienza: ridare alla politica il suo valore e &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/caro-alemanno">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sfogo per la situazione a dir poco kafkiana<sup><a href="http://www.plucciola.it/caro-alemanno#footnote_0_1392" id="identifier_0_1392" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="come disse Aldo in Chiedimi se sono felice: Ma precisamente chi &egrave; questo Kafkian?   ">1</a></sup> dell&#8217;illuminazione intermittente del nostro quartiere ho tirato giù due righe, una ideale lettera al Sindaco Alemanno per chiedere un atto civico e di coscienza: ridare alla politica il suo valore e spingerla a fare ciò per cui è nata, essere al servizio del cittadino.<br />
Vivo di illusioni&#8230;<br />
<span id="more-1392"></span><br />
Caro Sindaco Alemanno,<br />
è nostra intenzione capovolgere la normale struttura di una lettera ed iniziarla con dei ringraziamenti. La cosa potrebbe sembrare inusuale, ma chi Le scrive rappresenta dei cittadini di serie B, persone che nominalmente sono cittadini del Comune di Roma, ma che hanno scoperto solo dopo aver comprato casa di essere de facto sotto l&#8217;amministrazione di un signore che quasi nessuno di loro ha mai conosciuto, né tantomeno liberamente eletto. Abbiamo deciso quindi di iniziare la lettera per ringraziarla nel caso volesse continuarne la lettura, dato che legalmente anche Lei, come i suoi predecessori sulla poltrona di Sindaco, potrebbe benissimo disinteressarsi di noi.</p>
<p>Confidiamo invece che la sensibilità esposta dalla Sua persona verso i tremendi fatti accaduti a Roma ultimamente, <strong>aggressioni e stupri in aree di periferia male o per niente illuminate</strong>, possa spingerla ad una moral suasion verso chi presiede il Consorzio Giardino di Roma, affinchè questa persona ottemperi ai suoi obblighi.</p>
<p>Ci rendiamo conto che ciò che per noi è lampante ed esasperante a Lei rimarrà del tutto ignoto, per cui le descriviamo brevemente la nostra situazione ed  il motivo che c&#8217;ha spinto a richiedere il suo appoggio. Le chiediamo quindi un minimo di pazienza per continuare la lettura della nostra lettera.</p>
<p>Il quartiere Giardino di Roma sorge tra la Colombo e l&#8217;Ostiense, tra Vitinia ed Acilia, nel territorio del XIII Municipio, amministrato dal Presidente Vizzani. In virtù di una convenzione di costruzione sottoscritta dal Comune di Roma e dalle società di Francesco Gaetano Caltagirone, l&#8217;area è gestita da un Consorzio di Gestione, denominato anch&#8217;esso Giardino di Roma. Gli acquirenti degli immobili diventano automaticamente soci dello stesso, sebbene per uno Statuto assai singolare il diritto di voto nell&#8217;assemblea del Consorzio è demandato agli amministratori degli stabili. I cittadini quindi si trovano a pagare due volte i servizi, al Comune e al Consorzio, non riuscendo poi ad influenzare il Consorzio stesso nelle sue scelte a causa della difficoltà a gestire una linea di comando così inefficiente. Gli amministratori di tale consorzio erano persone di fiducia o imprenditori vicini al costruttore, il Caltagirone. Questo Comitato di Quartiere, nato neanche due anni fa, è da pochi mesi riuscito, in occasione del rinnovo del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, e con la collaborazione di alcuni amministratori di buona volontà, a rinnovare parzialmente le cariche in scadenza. Su sette membri componenti tale CdA ora quattro sono espressione del quartiere. Sono state confermate ai loro posti tre persone vicine al Caltagirone, tra cui il Presidente del Consorzio, il dott. Orlandi.<br />
Si dice che in democrazia chi ha la maggioranza decide. Il dott. Orlandi, abile faccendiere, al contrario dimostra come eventuali interessi personali – quantunque a noi oscuri &#8211; o una semplice negligenza fine a se stessa,  possano essere preminenti sul benessere e sulla sicurezza di quasi diecimila persone.<br />
Dopo essere riusciti con fatica a migliorare la gestione del verde consortile (sotto la gestione finale del vecchio CdA – sempre presieduto da Orlandi – avevamo i prati con l&#8217;erba alta circa 1 metro!!!), abbiamo tentato di risolvere i malfunzionamenti del nostro impianto di illuminazione pubblica. Funzionava abbastanza bene in passato (a volte le luci restavano accese di giorno, ma la sera il quartiere era illuminato), ma nonostante l&#8217;ACEA si prenda 50.000 euro per la manutenzione, ormai uscire di casa dopo l&#8217;imbrunire diventa quanto meno inquietante. Le vie sono illuminate o meno a secondo dell&#8217;oroscopo quotidiano di ognuno di noi!<br />
Vista l&#8217;inerzia del Presidente, noi semplici cittadini, appoggiati dai nostri quattro rappresentanti nel CdA, ci siamo fatti carico di redigere per il Consorzio una lettera di diffida all&#8217;ACEA affinchè ripristini l&#8217;efficienza dell&#8217;impianto che, sotto la sua supervisione, non è più in grado di garantirci l&#8217;illuminazione. A Dicembre il CdA ha votato per spedire la missiva.</p>
<p>E da qui è ricominciato il muro di gomma del Presidente. Prima ha ritardato la spedizione con scuse irricevibili – si trova spesso in Spagna per amministrare una società del solito Caltagirone, e si rifiuta di delegare alcuno a supplire alle sue funzioni durante le sue frequenti assenze – poi, come ulteriore dilazione ha preteso una nuova riunione del CdA per far aggiungere alla missiva le firme di tutti i membri del consiglio. Riunione sempre di difficile convocazione visti gli impegni del Presidente e dei suoi due sodali facenti riferimento al già, fin troppo, nominato Caltagirone.</p>
<p>Dopo questa lunga premessa, e scusandoci per averLa costretto a leggerla per intero, Le scriviamo perchè molti nostri concittadini, e noi per primi vorremmo evitare di diventare vittime di reati direttamente legati alla negligenza del dott. Orlandi. Il caso della signora Reggiani, gli stupri avvenuti negli ultimi tempi a Roma hanno creato un clima di inquietudine in chi deve attraversare a piedi un quartiere male o per niente illuminato.</p>
<p>Vista la sensibilità istituzionale ed umana da Lei espressa in tali situazioni, abbiamo deciso di scriverLe. La nostra richiesta è semplice e si basa sull&#8217;evidenza che nel nostro paese, purtroppo, contano più le ragioni dei forti che quelle dei deboli. Lei, come Sindaco di Roma, rappresenta sempre per noi il riferimento ultimo della amministrazione della nostra città e pertanto Le chiediamo di voler gentilmente prendere contatto con i due attori del nostro dramma, con il dott. Orlandi e con l&#8217;unica persona a cui questo dà ascolto, Francesco Gaetano Caltagirone, per indurli ad assumersi le proprie responsabilità. Come il Presidente della Repubblica non ha spesso poteri reali, ma il suo alto consiglio può spingere i politici a trovare soluzioni che sembravano irraggiungibili, è nostra concreta speranza che il Suo intervento sia sufficiente a modificare l&#8217;atteggiamento del dott. Orlandi, redimendolo dalla categoria dei faccendieri e ponendolo in quella degli amministratori coscienziosi.</p>
<p>Ringraziandola per l&#8217;attenzione, in attesa che il lungo iter dei collaudi e della presa in carico del nostro quartiere da parte dell&#8217;amministrazione capitolina ci permetta di diventare a tutti gli effetti cittadini di serie A, Le porgiamo i nostri</p>
<p>Distinti Saluti</p>
<strong>- Note all'articolo </strong><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1392" class="footnote">come disse Aldo in Chiedimi se sono felice: <em>Ma precisamente chi è questo Kafkian?</em> <img src='http://www.plucciola.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  </li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Il PD non può</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 21:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa non può il PD? Essere Giano bifronte. Non può pensare di essere sia un partito americano sia un partito europeo. Il partito americano, vedi i Democratici, non ha tessere nè strutture rigide e gerarchizzate. Ci si conquista il consenso &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/il-pd-non-puo">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/11/obama-veltroni.jpg" rel="lightbox[944]"><img class="size-medium wp-image-937 aligncenter" title="obama-veltroni" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2008/11/obama-veltroni-214x300.jpg" alt="&lt;br /&gt;" width="214" height="300" /></a></p>
<p>Cosa non può il PD? Essere Giano bifronte. Non può pensare di essere sia un partito americano sia un partito europeo.</p>
<p>Il <strong>partito americano</strong>, vedi i Democratici, non ha tessere nè strutture rigide e gerarchizzate. Ci si conquista il consenso volta per volta e se lo si perde si resta a casa. Si può andare anche contro le decisioni del partito e restarne comunque un importante esponente. Vedi Lieberman, che ha sostenuto Mc Cain anzichè Obama, ma è rimasto alla guida della commissione parlamentare sulla Homeland Security.</p>
<p>Il <strong>partito europeo</strong> pretende una tessera che dà diritto di cittadinanza, dà appartenenza ed identità, ma pretende fedeltà ed obbedienza. Se Villari non obbedisce, viene espulso.</p>
<p><span id="more-944"></span></p>
<p>I casi che riempiono le cronache di questi giorni sono un esempio lampante dell&#8217;impossibilità di gestire un partito nato male. L&#8217;attenzione si sposta volta per volta su chi debba essere deferito al tribunale interno per essere o meno espulso: la Binetti per le sue dichiarazioni su gay e pedofilia, il Latorre per i bigliettini passati a Bocchino, il Villari che dice una cosa e ne fà un&#8217;altra.</p>
<p>Fondamentalmente il PD è nato con un gran chiasso mediatico, con delle primarie che hanno incoronato chi era già stato scelto dall&#8217;apparato interno per essere segretario. Ma senza aver compiuto nessuna di quelle scelte che servono a dar vita a qualunque soggetto politico. Come decidere a quale famiglia politica europea fare riferimento, o se il partito fosse laico o confessionale nelle sue visioni, o se dovesse correre da solo alle elezioni (perchè da solo vuol dire senza Di Pietro, non solo senza gli altri partiti della sinistra). Tutto demandato al domani o confuso nella bolla mediatica, come se l&#8217;aver sciolto due vecchi partiti, DS e Margherita, in un nuovo soggetto bastasse a redimere quest&#8217;ultimo dalle contraddizioni che l&#8217;operazione aveva aperto.</p>
<p>Ed il domani non s&#8217;è fatto attendere. E&#8217; anzi arrivato presto. Molto prima di quanto i dirigenti del PD s&#8217;aspettassero. La conseguenza della mancata chiarezza è un&#8217;opposizione allo sbando, con un segretario, Veltroni, che viene sbeffeggiato dall&#8217;ultimo senatore di passaggio (Villari), e con esponenti (Fassino e D&#8217;Alema) che partecipano all&#8217;Internazionale socialista quando ancora non si sa se il PD dopo le elezioni europee si iscriverà al PSE.</p>
<p>Santoro dichiara che a suo parere c&#8217;è qualcuno nel PD che nell&#8217;ombra spinge Villari a resistere per mettere in difficoltà Veltroni. Non serviva il suo acume giornalistico. Da non facente parte di quell&#8217;area posso constatare che ci sono i cosiddetti dalemiani, gli eredi della margherita, i nostalgici di prodi, Epifani. Tutti contro tutti. Tutti a dimostrare che un partito deve nascere da una comunanza di idee, non da un&#8217;aggregazione con meri fini elettorali.</p>
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		<title>Obama</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 23:17:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ce l&#8217;abbiamo fatta! E&#8217; finito il tormentone della campagna elettorale americana. Barack Obama ha vinto ed i Democratici sono tornati al potere. La vera, ed unica, differenza con il periodo precedente (Bush senior-Clinton-W. Bush) è il cambio generazionale. E&#8217; un &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/obama">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ce l&#8217;abbiamo fatta! E&#8217; finito il tormentone della campagna elettorale americana. Barack Obama ha vinto ed i Democratici sono tornati al potere.</p>
<p>La vera, ed unica, differenza con il periodo precedente (Bush senior-Clinton-W. Bush) è il cambio generazionale. E&#8217; un po&#8217; come quando John Kennedy vinse su Nixon. Quando un popolo vuole scrollarsi di dosso il passato per riprendere una marcia troppo a lungo interrotta, ha bisogno di leader nuovi e giovani. Gli Stati Uniti, al contrario dell&#8217;Italia, non hanno mai avuto paura a farlo. Per cui benvenuto Obama.</p>
<p><span id="more-864"></span></p>
<p>Personalmente non mi sono molto appassionato al tormentone delle elezioni. La cosa che mi ha fatto ridere in questo periodo è stata la mania di schierarsi che ha contagiato molti. Spesso le persone di sinistra si sono dichiarate pro-Obama e quelle di destra pro-Mc Cain. Il problema sfuggito a tutti è che i Democratici ed i Repubblicani statunitensi sono difficilmente assimilabili con i nostri partiti PD e PDL. Il sistema sociale ed economico statunitense è così profondamente diverso dal nostro che solo nella fantasia dei nostri politici possono esistere tali parallelismi.</p>
<p>Mi spiego con un esempio concreto di come difficilmente Obama potrebbe essere dichiarato di sinistra se facesse politica in Italia. Riporto opinioni<sup><a href="http://www.plucciola.it/obama#footnote_0_864" id="identifier_0_864" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="tutte tratte dal New York Times, giornale da sempre schierato con i Democratici, tanto per essere sicuri che siano quanto pi&ugrave; corrette">1</a></sup> di Obama espresse in campagna elettorale:</p>
<ul>
<li>Obama vuole aumentare le tasse solo a chi guadagna più di 250.000 dollari all&#8217;anno e ridurle a chi guadagna meno. In Italia sei considerato &#8220;ricco&#8221; se superi i 40.000 euro all&#8217;anno.</li>
<li>Obama ha dichiarato di essere contrario alle nozze gay. Come cristiano crede che il matrimonio sia un&#8217;unione sacra, bendetta da Dio, intesa solo tra un uomo ed una donna. Manco avesse parlato il Papa in persona! E come la mettiamo coi nostri DICO o sigle similari proposti dalla sinistra?</li>
<li>In politica internazionale Obama (al pari di Clinton o di Bush) ha dichiarato: <em>Quando agiamo nei nostri interessi non riconosco il potere di veto dell&#8217;ONU nè di chiunque altro</em>. Obama ha ristabilito il tradizionale principio dell’interventismo liberal, e per certi aspetti anche neoconservatore, fatto proprio in questi anni da Bush, secondo cui l’America in certe occasioni ha il dovere morale di intervenire militarmente, anche se non sono direttamente minacciati i suoi interessi nazionali. E&#8217; ridicolo accusare Bush dell&#8217;invasione dell&#8217;Irak e dimenticare le guerre di Clinton in Somalia ed in Kossovo.</li>
</ul>
<p>Un po&#8217; poco di sinistra questo Obama a sentire quello che dice, vero?</p>
<p>E vogliamo parlare dei discorsi tenuti da Bush, Obama e Mc Cain a risultato ottenuto? Tutti ad incitare la nazione ad essere unita sotto il nuovo capo, senza stare più a pensare alle frizioni della campagna elettorale.</p>
<p>Tra l&#8217;altro faccio presente che nella tanto vituperata Amerika il perdente non si ripresenta poi a qualunque altra successiva tornata elettorale. Nella nostra civilissima Italia invece se si viene sconfitti è colpa del destino cinico e baro, e pure degli elettori che non hanno capito il messaggio, mai della propria inadeguatezza. E allora sorbiamoci tranquillamente un Presidente del Consiglio megalomane ed un capo dell&#8217;opposizione che è l&#8217;unico a credere a quello che dice.</p>
<strong>- Note all'articolo </strong><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_864" class="footnote">tutte tratte dal New York Times, giornale da sempre schierato con i Democratici, tanto per essere sicuri che siano quanto più corrette</li></ol>]]></content:encoded>
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