L’ottavo arcano

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Sembra che il precedente libro della Mosse , I codici del Labirinto, sia stato un buon successo. Leggo anche sulla quarta di copertina la recensione di Lucarelli che indica l’autrice come degna erede di Dan Brown. Già da questo avrei dovuto dedurre due cose. Primo: sarebbe stato preferibile leggere l’altro libro. Secondo: come per Dan Brown l’idea buona è solo una. Inutile insistere per trovarne un’altra.
A queste prime considerazioni ne aggiungo una terza: gli autori scrivono troppe recensioni di altri libri forse non leggendoli nemmeno. Tanto se il libro non ha successo nessuno se ne accorge. Se invece di successo ne ha, anche tu godi di un po’ di pubblicità riflessa.
E ora passiamo al perchè non mi è piaciuto L’ottavo arcano.

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Il diavolo nella cattedrale

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Per fortuna che non l’ho comprato ma l’ho preso in prestito a casa dei miei. Romanzo storico? Mah… di storico oltre la vaga ambientazione ha vari digressioni nelle conversazioni tra i personaggi. Ogni tanto ti parte una vera e propria lezione scolastica sulle crociate, Abelardo, ecc.
La trama, poi… La capisci dall’inizio. E, se l’autore non la stiracchiasse ben bene il libro sarebbe lungo un terzo.
I personaggi! Mah… uno più incredibile dell’altro. Tutti attori che recitano una parte. Suonano tutti così falsi.
Insomma, penso si deduca che proprio non m’è piaciuto questo libro

Stella del Mattino

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Stella del Mattino è scritto da uno solo dei componenti della Wu Ming Foundation. E’ un libro “leggero” che scorre via con disinvoltura. Ci porta alle origini del conflitto mediorientale, all’epopea di Lawrence d’Arabia e alle promesse non mantenute dagli Alleati agli Arabi durante la guerra contro l’Impero Turco. Bella l’idea di accostare tanti personaggi famosi in campi diversi, ma accomunati dall’aver soggiornato ad Oxford nello stesso periodo: avventurieri, poeti, statisti, gente comune. Belle le riflessioni a cui si abbandonano e le influenze reciproche che, nell’immaginario dell’autore (ma forse anche nella realtà?), li portano a creare le opere che li hanno resi immortali.

Mondo senza fine

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Eccolo quì! Un bel mattone di circa 1300 pagine venuto a fare da seguito a I Pilastri della Terra, capolavoro indiscusso di Follett.

Difficile per me dare un giudizio. Nei Pilastri avevo criticato le eccessive descrizioni architettoniche a cui s’era lasciato andare Follett. Descrizioni che, non accompagnate da figure e disegni, facevano perdere il lettore. O almeno questo specifico lettore…

In Mondo Senza Fine, per fortuna, l’autore non s’è dilungato troppo nei dettagli di questo genere.

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Manituana

Immagine di Manituana

Manituana è un’altra produzione del collettivo che pubblica sotto il nome di Wu Ming. Il sottotitolo è di fatto il programma del romanzo: una storia dalla parte sbagliata della storia. Le Sei Nazioni Irochesi, la ribellione delle colonie britanniche in America nel 1775 e la nascita degli Stati Uniti. Abituati a vivere epopee di tal genere dalla parte dei vincitori è sicuramente sorprendente ritrovarsi dalla parte di chi alla fine perde tutto. Un gran bel romanzo, non c’è che dire. A cui si accompagna un sito internet accattivante, con racconti scritti dagli autori come completamento di alcuni temi della storia, con la possibilità di visualizzare su Google Heart i luoghi del romanzo, ed altro ancora. Come per tutti i romanzi di Wu Ming anche questo può essere liberamente scaricato dalla rete, anche se personalmente preferisco leggere nel formato cartaceo.

PS

Per accedere al secondo livello del sito bisogna rispondere ad una domanda: qual è il primo degli spettri che compaiono a Philip Lacroix dopo la battaglia di Oriskany? La risposta è Shononses.