La Folie Baudelaire
Ho comprato il libro perchè incuriosito dall’intervista fatta da Fazio a Calasso, l’autore, nella trasmissione Chetempochefà.
NAM
NAM è, come enuncia il sottotitolo, niente più che la cronaca della guerra del Vietnam dal 1965 al 1975, anno della caduta di Saigon. E’ una raccolta che fece mio padre e che avevo letto non so quanto tempo fà. A Natale rovistando a casa dei miei l’ho ritrovato in una delle librerie e me la sono portata a Roma per rileggermela. Sono due volumi con qualche mappa e varie schede sull’armamento delle parti opposte, oltre alla cronaca degli eventi bellici e alle testimonianze di chi li ha vissuti direttamente.
La caduta dell’impero romano
Il periodo della caduta dell’Impero d’Occidente m’aveva sempre incuriosito. Lo si studia sempre superficialmente. Ci sono le invasioni barbariche e alla fine Romolo Augustolo viene deposto.
Peter Heather ci dà un quadro più preciso della lunga agonia dell’Impero d’Occidente, sottolineando come sia l’aumentata civilizzazione delle tribù germaniche sia la spinta militare degli Unni abbiano avuto un ruolo maggiore di quello fin quì attribuitigli.
Il grande gioco
Chi non conosce Kim di Kipling ed il Grande Gioco? La sfida tra Russi ed Inglesi per il controllo delle steppe asiatiche, dell’India e dell’Afghanistan?
In questo libro Hopkirk racconta la storia degli ufficiali dei servizi segreti zarista e britannico che hanno operato in quel teatro tra la fine dell’800 ed i primi anni del ’900.
Ero stato incuriosito sull’argomento dalla lettura di A passo di gambero di Umberto Eco, dove in un capitolo si citava un episodio raccontato in questo libro. Un emiro di una tribù sperduta sui monti a nord dell’India Britannica che credeva che Russi ed Inglesi fossero tribù confinanti e tentava di sondarne la forza chiedendo all’inviato britannico quanti cannoni avesse la regina Vittoria, forte dei suoi 20!
Al di là delle avventure, a lieto fine o tragiche, raccontate in questo libro, quello che m’ha veramente colpito è stata la sensazione di come il mondo fosse grande per l’uomo, con deserti invalicabili e territori sconosciuti, e di come nel tempo si sia man mano rimpicciolito, grazie alla costruzione di ferrovie e all’evoluzione della tecnica.
