Luttwak non è mai l’ultimo arrivato su argomenti strategico-militari e ho letto con piacere ed interesse questo suo saggio. Molto, molto attuale. Oggi, come allora, i nemici del momento possono diventare gli alleati del domani. Oggi, come allora, è preferibile evitare le battaglie dissuadendo i nemici con altri mezzi. Dalle regalie, agli accordi economici. Dall’influenza esercitata dalla nostra cultura, alla deterrenza esercitata da eserciti sempre pronti ed efficaci.
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I barbari
Ho già scritto sull’argomento in relazione al video di Feltrinelli in un precedente post. Poi ho comprato il libro e finalmente l’ho letto. Continue reading
Baricco ed i barbari
Interessante come sempre Baricco. Almeno per me. Da quello che si dice Baricco o lo ami o lo odi. Io lo trovo interessante.
Interessante soprattutto la lezione tenuta a Milano sul suo saggio intitolato I barbari e la mutazione.
Non l’ho letto, anche se mi ripropongo di farlo. Comunque ho visto la lezione su Youtube, nel canale della Feltrinelli.
Barbari e mutazione sono semplicemente la nuova generazione, quella del movimento, contrapposta all’altra, quella statica o dell’approfondimento.
La Folie Baudelaire
Ho comprato il libro perchè incuriosito dall’intervista fatta da Fazio a Calasso, l’autore, nella trasmissione Chetempochefà.
NAM
NAM è, come enuncia il sottotitolo, niente più che la cronaca della guerra del Vietnam dal 1965 al 1975, anno della caduta di Saigon. E’ una raccolta che fece mio padre e che avevo letto non so quanto tempo fà. A Natale rovistando a casa dei miei l’ho ritrovato in una delle librerie e me la sono portata a Roma per rileggermela. Sono due volumi con qualche mappa e varie schede sull’armamento delle parti opposte, oltre alla cronaca degli eventi bellici e alle testimonianze di chi li ha vissuti direttamente.
La caduta dell’impero romano
Il periodo della caduta dell’Impero d’Occidente m’aveva sempre incuriosito. Lo si studia sempre superficialmente. Ci sono le invasioni barbariche e alla fine Romolo Augustolo viene deposto.
Peter Heather ci dà un quadro più preciso della lunga agonia dell’Impero d’Occidente, sottolineando come sia l’aumentata civilizzazione delle tribù germaniche sia la spinta militare degli Unni abbiano avuto un ruolo maggiore di quello fin quì attribuitigli.