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	<title>Paolo Lucciola &#187; saggi</title>
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	<description>Panta rei os potamòs</description>
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		<title>La grande strategia dell&#8217;impero bizantino</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 16:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luttwak non è mai l&#8217;ultimo arrivato su argomenti strategico-militari e ho letto con piacere ed interesse questo suo saggio. Molto, molto attuale. Oggi, come allora, i nemici del momento possono diventare gli alleati del domani. Oggi, come allora, è preferibile &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/la-grande-strategia-dellimpero-bizantino">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="More about La grande strategia dell'impero bizantino" href="http://www.anobii.com/books/La_grande_strategia_dellimpero_bizantino/015113ca6bade3f9a2/"><img class="aligncenter" style="padding: 5px;" title="More about La grande strategia dell'impero bizantino" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=015113ca6bade3f9a2&amp;time=1297860736" alt="More about La grande strategia dell'impero bizantino" width="178" height="253" /></a></p>
<p>Luttwak non è mai l&#8217;ultimo arrivato su argomenti strategico-militari e ho letto con piacere ed interesse questo suo saggio. Molto, molto attuale. Oggi, come allora, i nemici del momento possono diventare gli alleati del domani. Oggi, come allora, è preferibile evitare le battaglie dissuadendo i nemici con altri mezzi. Dalle regalie, agli accordi economici. Dall&#8217;influenza esercitata dalla nostra cultura, alla deterrenza esercitata da eserciti sempre pronti ed efficaci.</p>
<p><span id="more-5689"></span></p>
<p>Quello che mi ha colpito di più è stata la capacità del bizantini di modificare radicalmente la strategia romana storica. Quando costruirono e mantennero l&#8217;Impero, i romani avevano come obiettivo la distruzione degli avversari. Erano militarmente più forti ed organizzati, economicamente possenti. E, spazzati via i loro nemici, non v&#8217;erano popolazioni che a breve ne potessero prendere il posto. Le legioni, la loro fanteria pesante, erano il nerbo del loro esercito. Al contrario la cavalleria aveva per lo più il compito di inseguire i fuggiaschi o poco più.</p>
<p>L&#8217;esatto opposto dell&#8217;epoca delle invasioni barbariche. L&#8217;arco composito degli Unni e delle altre popolazioni nomadi, unito all&#8217;estrema mobilità a cavallo, avevano reso la fanteria pesante troppo vulnerabile. I bizantini acquisirono la tecnica del potente arco composito, spostarono l&#8217;asse del loro esercito proprio sugli arcieri a cavallo. Produssero una vasta manualistica militare i cui principi erano costanti nei secoli: evitare le battaglie campali &#8211; meglio le imboscate o aggredire piccole formazioni nemiche -, lasciare sempre una via di fuga al nemico &#8211; onde evitare inaspettati rivolgimenti dell&#8217;esito della battaglia &#8211; e utilizzare diplomazia e corruzione per sgretolarne l&#8217;unità.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/09/RTWBI.jpg" rel="lightbox[5689]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5694" title="Barbarian Invasion" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/09/RTWBI-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>A questo punto ho deciso di rispolverare un vecchio gioco <em>Rome Total War &#8211; Barbarian Invasion</em>. Ho sempre amato Rome Total War, ma ho sempre avuto difficoltà epocali con la sua espansione, Barbarian Invasion appunto. Ero abituato alla strategia romana classica. Avanzavo distruggendo i miei nemici, provincia dopo provincia. Inesorabilmente. Le provincie conquistate diventavano tranquille fonti di reddito per finanziare nuovi eserciti.</p>
<p>Con Barbarian niente di tutto questo. A capo dell&#8217;Impero d&#8217;Oriente le città andavano in rivolta che era uno spasso &#8211; non vi dico con quello d&#8217;Occidente. A livello militare i miei eserciti venivano spazzati via dai cavalieri armati d&#8217;arco. Le truppe spesso fuggivano alla sola carica dei nemici.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/09/RTWBI3.png" rel="lightbox[5689]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5698" title="RTWBI3" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/09/RTWBI3-300x192.png" alt="" width="300" height="192" /></a></p>
<p>E allora mi sono detto: applichiamo quanto appreso. Aspettiamo che il fiume di tribù barbare sia passato. Sacrifichiamo le province meno difendibili. Rafforziamo le mie metropoli, tessiamo alleanze ed utilizziamo il tesoro per corrompere gli eserciti nemici.</p>
<p><a href="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/09/RTWBI2.jpg" rel="lightbox[5689]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5696" title="RTWBI2" src="http://www.plucciola.it/wp-content/uploads/2011/09/RTWBI2.jpg" alt="" width="102" height="102" /></a></p>
<p>Sulla difensiva sulla frontiera danubiana &#8211; con due città alla fine saccheggiate ma prontamente riconquistate una volta allontanatesi le orde barbare &#8211; ho concentrato le mie energie per bloccare i Sassanidi ad oriente. Militarmente più deboli dei barbari, con la caduta della loro capitale si sono adeguati ad una pace durata quasi tutto il resto della partita. Con pazienza ho creato nuovi eserciti, senza sguarnire le mie metropoli. Poi, per non pregiudicare i miei rapporti con nervoso Impero d&#8217;Occidente, ho atteso. Al momento propizio ho spedito due eserciti via mare a conquistare Cartagine (rivoltatasi ed in mano ai Ribelli) e Roma (rivoltatasi anch&#8217;essa e senza governo). In Africa i Berberi avevano da tempo perso il loro slancio e la mia successiva occupazione di Leptis Magna ha pacificato la zona. In Italia l&#8217;Impero d&#8217;Occidente mi ha dichiarato guerra per riprendersi Roma. Il potente esercito che avevo mandato ha sconfitto ciò che restava delle truppe occidentali nell&#8217;assedio di Ravenna. Di lì conquistare Milano e Taranto è stato un gioco da ragazzi. Con la Gallia in mano a tribù barbare mie alleate, una veloce spedizione partita via mare dall&#8217;Africa ha occupato metà Spagna. Solo a quel punto i Sassanidi sono scesi di nuovo sul piede di guerra. Ma memore delle mie letture, nel tempo avevo già rafforzato i miei eserciti anche in oriente. E, nonostante una crisi economica dovuta alla lunga guerra contro l&#8217;Impero d&#8217;Occidente, con la caduta quasi contemporanea di altre tre città sassanidi ho finalmente visto per la prima volta la vittoria a Barbarian Invasion!!!</p>
<p>Thanks Luttwak <img src='http://www.plucciola.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>I barbari</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2009 21:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Baricco]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho già scritto sull&#8217;argomento in relazione al video di Feltrinelli in un precedente post. Poi ho comprato il libro e finalmente l&#8217;ho letto. Bello ed interessante. L&#8217;opinione di un uomo che non capisce bene il mondo che lo circonda e, &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/i-barbari">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="Più riguardo a I barbari" href="http://www.anobii.com/books/I_barbari/9788807720246/01d0ba57db36f7bdf1/"><img class="aligncenter" style="padding: 5px;" title="Più riguardo a I barbari" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01d0ba57db36f7bdf1&amp;time=1209927305" alt="Più riguardo a I barbari" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ho già scritto sull&#8217;<a href="http://www.plucciola.it/baricco-ed-i-barbari">argomento</a> in relazione al video di Feltrinelli in un precedente post. Poi ho comprato il libro e finalmente l&#8217;ho letto.<span id="more-2228"></span></p>
<p style="text-align: left;">Bello ed interessante. L&#8217;opinione di un uomo che non capisce bene il mondo che lo circonda e, invece di sproloquiare sul degrado dei tempi moderni, intravede la soluzione al suo disorientamento in una mutazione in atto, verso un modello di società e di cultura dove la superficie delle cose è più importante del loro senso reale e profondo, dove conta più la velocità della riflessione, più il piacere di fare che la fatica di approfondire.</p>
<p style="text-align: left;">Con un appello finale a mettere in salvo quello che ci è caro del vecchio mondo che và scomparendo, ma tenendo bene a mente che, vivendo una mutazione anzichè un&#8217;invasione, ciò che porteremo con noi non sarà messo in salvo dalla mutazione ma nella mutazione stessa.</p>
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		<title>Baricco ed i barbari</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 18:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Baricco]]></category>
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		<description><![CDATA[Interessante come sempre Baricco. Almeno per me. Da quello che si dice Baricco o lo ami o lo odi. Io lo trovo interessante. Interessante soprattutto la lezione tenuta a Milano sul suo saggio intitolato I barbari e la mutazione. Non &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/baricco-ed-i-barbari">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante come sempre Baricco. Almeno per me. Da quello che si dice Baricco o lo ami o lo odi. Io lo trovo interessante.</p>
<p>Interessante soprattutto la lezione tenuta a Milano sul suo saggio intitolato <em>I barbari e la mutazione</em>.</p>
<p>Non l&#8217;ho letto, anche se mi ripropongo di farlo. Comunque ho visto la lezione su Youtube, nel canale della <a href="http://www.youtube.com/user/feltrinellieditore" target="_blank">Feltrinelli</a>.</p>
<p>Barbari e mutazione sono semplicemente la nuova generazione, quella del movimento, contrapposta all&#8217;altra, quella statica o dell&#8217;approfondimento.</p>
<p><span id="more-1622"></span><em>La pièce</em> iniziale è pienamente moderna. Si parla di Google. E di come sia un archetipo della differenza tra la vecchia generazione e quella nuova, presente in massa già da dieci anni in America e arrivata ora anche da noi.</p>
<p>Problema: esiste la rete ma senza la possibilità di trovare ciò che cerco, la rete mi serve a ben poco.</p>
<p><strong>Civiltà statica.</strong></p>
<p>I primi motori di ricerca erano molto lacunosi. Indicizzavano le pagine web ma poi non sapevano restituire un risultato sensato per indirizzare l&#8217;utente verso quelle pagine che fossero significative per il termine ricercato. Restringevano la ricerca, certo, ma i risultati erano comunque di poca utilità. Troppi e senza un ordine o una gerarchia.</p>
<p>La mente prodotto della vecchia generazione aveva pensato di mettere delle persone a leggere tutte le pagine per poter dare un peso alle stesse, relativamente ai vari termini potenzialmente ricercati. Impresa titanica (attuata da Altavista) ed inutile, vista la soggettività dei giudizi.</p>
<p><strong>Civiltà dinamica.</strong></p>
<p>L&#8217;idea nuova viene ai due creatori di Google. Da poco era stato inventato l&#8217;ipertesto, il link. I due decidono che non è importante il contenuto della pagina in sè, ma il traffico di visitatori che questa pagina attrae tramite i link. Più link una pagina attrae, più il contenuto sarà pertinente al testo ricercato. Ovviamente subito sorge un altro problema. Come capire se i link indirizzati verso una pagina sono sinceri o un bluff creato solo per scalare il ranking del motore di ricerca? Dando un peso maggiore ai siti che ci linkano e che a loro volta ricevono molti link. Movimento. Dove c&#8217;è movimento, lì ci sarà la maggiore probabilità di trovare una pagina pertinente al termine immesso nel motore di ricerca. Da quì affinando e calibrando è nato l&#8217;algoritmo che dà vita a Google.</p>
<p>In conclusione quando cerchiamo qualcosa in Google non avremo il sito che dà la migliore definizione di ciò che cerchiamo, ma quello che dà la definizione più condivisa nella rete. Se per esempio cercassimo un racconto il cui testo originale è in aramaico, come primo risultato avremmo una pagina col testo in inglese, magari una traduzione imperfetta, ma maggiormente condivisa dell&#8217;originale.</p>
<p><strong>I barbari.</strong></p>
<p>La tesi è che la precedente generazione aveva delineato usi, costumi e canoni estetici mettendo in risalto i canoni della sobrietà e della profondità. In una merce in vendita molto contava la qualità del prodotto e poco come veniva presentato. Se affrontavi per esempio un musicista, un Bach, eri lì che ascoltavi assorto le opere senza distrazioni. Un tempo per ogni cosa. Distintamente.</p>
<p>I barbari, la nuova generazione, così diversa, invece vivono di commistioni e di velocità. Fanno più cose insieme, nessuna perfetta se presa singolarmente. Ma ciò che fanno, questo fare più cose insieme, lo fanno molto bene.</p>
<p>L&#8217;esempio del treno è calzante.</p>
<p>La vecchia generazione viveva di stazioni terminali. Arrivavi, scendevi e visitavi la città per più giorni.</p>
<p>Nella ferrovia della nuova generazione queste stazioni sono state trasformate in stazioni passanti. Arrivi, ti fermi a pranzo, vedi un monumento e riparti. Tutto velocemente. Magari poi durante il viaggio ripasserai pure nella stessa stazione e in città vedrai qualcosa che la volta precedente non avevi visto.</p>
<p>Sarà bene? Sarà male? E&#8217; un cervello diverso, una generazione diversa.</p>
<p>Baricco propone un esempio al contrario, per metter in risalto come anche la vecchia generazione possa apparire incomprensibile a quella che l&#8217;ha preceduta. Prendiamo un Flaubert, degno rappresentante della generazione del romanzo, e mettiamolo in un cinema a vedere un film di Wenders. Un film non leggero, con una colonna sonora importante, con dei primi piani, qualche effetto speciale. Dopo cinque minuti probabilmente Flaubert uscirebbe disgustato dalla sala. Non perchè non gli sia piaciuta la colonna sonora. Disgustato dal concetto di colonna sonora. Non bella o brutta, insomma. Di troppo! Non perchè infastidito dal montaggio, ma perchè sconvolto dal concetto di primo piano. Per una persona vissuta nella civiltà del romanzo il cinema risulterebbe così insensato. Per noi invece è un&#8217;arte piena di dignità e pregio.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>La conclusione ovviamente spetta ad ognuno di noi. C&#8217;è chi si dispera nel criticare la nuova generazione (consumatori asserviti alla pubblicità) e a mettere su un piedistallo la vecchia generazione (non ci sono più i valori di una volta).</p>
<p>Altri, Baricco, e mi unisco a lui, sostengono che anche le mutazioni possono essere guidate, navigando nella corrente, non venendo trascinati, ma navigando appunto. Decidendo cosa vogliamo mantenere del vecchio mondo, idee, parole, valori, senza paura del nuovo. Non metendolo in salvo dalla mutazione, ma nella mutazione. Accettando quindi che ciò che portiamo con noi potrebbe divenire comunque diverso da ciò che era.</p>
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		<title>La Folie Baudelaire</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 17:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[baudelaire]]></category>
		<category><![CDATA[Calasso]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho comprato il libro perch&#232; incuriosito dall&#8217;intervista fatta da Fazio a Calasso, l&#8217;autore, nella trasmissione Chetempochef&#224;. Non &#232; un romanzo, ma nemmeno un vero saggio. E&#8217; un insieme arioso di personaggi che ruotano intorno a Baudelaire. Scrittori, pittori, critici.&#160; E&#8217; &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/la-folie-baudelaire">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="Per saperne di pi&ugrave; su La folie Baudelaire" href="http://www.anobii.com/books/01b921b086a0cc2a63/"><img style="padding: 5px;" alt="Immagine di La folie Baudelaire" title="Per saperne di pi&ugrave; su La folie Baudelaire" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01b921b086a0cc2a63&amp;time=1232267839" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ho comprato il libro perch&egrave; incuriosito dall&#8217;intervista fatta da Fazio a Calasso, l&#8217;autore, nella trasmissione Chetempochef&agrave;.</p>
<p><span id="more-1303"></span></p>
<p style="text-align: left;">Non &egrave; un romanzo, ma nemmeno un vero saggio. E&#8217; un insieme arioso di personaggi che ruotano intorno a Baudelaire. Scrittori, pittori, critici.&nbsp; E&#8217; un affresco della Parigi del Secondo Impero, della vita che la anima e del moderno che l&igrave; nasce e di lei si nutre. Moderno di cui Baudelaire &egrave; archetipo e primo fondatore.</p>
<p style="text-align: left;">Di Baudelaire in fondo ritroviamo Il Cigno e l&#8217;unica sua opera in prosa, la descizione di un sogno. Tutto il resto &egrave; ci&ograve; che ha influenzato o che &egrave; stato influenzato da questo grande artista.</p>
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		<title>NAM</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 17:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plucciola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NAM &#232;, come enuncia il sottotitolo, niente pi&#249; che la cronaca della guerra del Vietnam dal 1965 al 1975, anno della caduta di Saigon. E&#8217; una raccolta che fece mio padre e che avevo letto non so quanto tempo f&#224;. &#8230; <a href="http://www.plucciola.it/nam">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.anobii.com/books/01e75a19273740e715/" title="Per saperne di pi&ugrave; su Nam 1"><img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01e75a19273740e715&amp;time=1207496887" title="Per saperne di pi&ugrave; su Nam 1" alt="Immagine di Nam 1" style="padding: 5px;" /></a></p>
<p style="text-align: left;">NAM &egrave;, come enuncia il sottotitolo, niente pi&ugrave; che la cronaca della guerra del Vietnam dal 1965 al 1975, anno della caduta di Saigon. E&#8217; una raccolta che fece mio padre e che avevo letto non so quanto tempo f&agrave;. A Natale rovistando a casa dei miei l&#8217;ho ritrovato in una delle librerie e me la sono portata a Roma per rileggermela. Sono due volumi con qualche mappa e varie schede sull&#8217;armamento delle parti opposte, oltre alla cronaca degli eventi bellici e alle testimonianze di chi li ha vissuti direttamente.</p>
]]></content:encoded>
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