È stato complicato buttar giù un commento su Altai. È il seguito di Q e non poteva essere allo stesso livello. Alcune opere letterarie sono uniche e lo rivendicano esplicitamente. Però… Anche Altai ha i suoi pregi. La scrittura collettiva anche quì riesce a stupire, maneggiando superbamente la lingua, anzi le lingue: il veneziano, il “giudasmo” e quant’altro. Termini arcaici che ci immergono nel tempo che fu. Idee potenti, sogni, invidie, giochi di potere. Vita e morte.
Se una critica debbo farla, e sento di dovere, è al personaggio che fu tanti e nessuno in Q, il Ludovico del periodo vissuto a Venezia. Il Tedesco è troppo mitizzato, troppo mi sembra un deus ex machina, troppo alieno. Eccezionale infine lo spaccato della società turca, con i suoi limiti, con le sue ingiustizie. E con la sua eccezionale tolleranza, paragonata all’odio feroce dei cattolici verso protestanti, ebrei, musulmani.
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Manituana
Manituana è un’altra produzione del collettivo che pubblica sotto il nome di Wu Ming. Il sottotitolo è di fatto il programma del romanzo: una storia dalla parte sbagliata della storia. Le Sei Nazioni Irochesi, la ribellione delle colonie britanniche in America nel 1775 e la nascita degli Stati Uniti. Abituati a vivere epopee di tal genere dalla parte dei vincitori è sicuramente sorprendente ritrovarsi dalla parte di chi alla fine perde tutto. Un gran bel romanzo, non c’è che dire. A cui si accompagna un sito internet accattivante, con racconti scritti dagli autori come completamento di alcuni temi della storia, con la possibilità di visualizzare su Google Heart i luoghi del romanzo, ed altro ancora. Come per tutti i romanzi di Wu Ming anche questo può essere liberamente scaricato dalla rete, anche se personalmente preferisco leggere nel formato cartaceo.
PS
Per accedere al secondo livello del sito bisogna rispondere ad una domanda: qual è il primo degli spettri che compaiono a Philip Lacroix dopo la battaglia di Oriskany? La risposta è Shononses.
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Wu Ming è uno pseudonimo che nasconde un gruppo di scrittori. Sono il gruppo che ha già scritto Q, sotto lo pseudonimo si Luther Blisset, allargato ed ampliato. Questo romanzo, ambientato nel 1954, anno da cui deriva il titolo, racconta le storie di vari personaggi, sia anonimi sia famosi, che si intrecciano e danno vita ad una storia particolare ed avvincente. Certo, una certa sovrastruttura marxista appesantisce forse l’opera, ma comunque il giudizio finale è sicuramente buono.