SASSI: SU E GIU’ PER MATERA di Anna Sowinska

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

Più che sui panorami, che non mancano comunque, Anna Sowinska (sito qui) si concentra sui particolari dei Sassi di Matera. Sulla lavorazione del pane come sulle ceramiche prodotte in loco. La piccola mostra è all’interno dell’Anticafè (link qui), un locale di Via Veio, ma si avvale di stampe sufficientemente grandi da poter essere godute senza problemi anche quando poste dietro i tavolini del locale.

GLOBETROTTING ENERGY CAPTURER di Tania Gherardi

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

Tania Gherardi (il link al suo sito è qui) sta portando avanti nei suoi viaggi questo interessante progetto chiamato Globetrotting Energy Capturer, progetto nato dalla sensazione di avere deja vù osservando luoghi diversi sparsi ai quattro angoli del mondo. Questo perchè spesso sono i dettagli minuscoli ed impercettibili ad accomunare luoghi così distanti e diversi tra loro. Il progetto è interessante ma aver scelto di esibirne una parte nel Materia Caffè (bel posto, dateci un’occhiata qui) con foto troppo piccole (10×15 se non sbaglio) appese ai muri, spesso dietro i tavoli, le rende troppo poco fruibili.

SPIN WIDE SHOTS di collettiva

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

Un collettivo di fotografi ha esposto le sue foto all’interno degli spazi comuni dello Spin Time Labs, una sede occupata ex INPDAP. Scena all’ingresso col ragazzo della reception:

IO: sono qui per una mostra fotografica

LUI: qui c’è solo un’osteria

IO: mah… guardi (apro sul cellulare la pagina dedicata alla mostra sul sito del Mese della Fotografia a Roma)

LUI: (dopo averci riflettuto un po’) mah… ci sono delle foto esposte in giro

IO: appunto: una mostra fotografica

LUI: La accompagno!

Sarà per la mancanza di informazioni e per la mia ritrosia ad avventurarmi in giro più di tanto per il complesso, forse mi sono perso parte della mostra distribuita. Comunque qualcosa ho visto e, di quello che ho visto, ho apprezzato le foto di Pierluigi Zolli (link qui) riunite sotto il titolo S.C.P. (Senza Casa Propria): L’incontro con oggetti d’uso comune che tutti noi pensiamo forse siano gettati o abbandonati invece sono fondamentali per qualcun’altro, è l’oggetto che da principio al concetto di casa.

RITRATTI NEL SECOLO BREVE di Paola Agosti e Giovanna Borgese

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

Le due fotografe Paola Agosti (link qui) e Giovanna Borgese hanno incentrato questo incontro sul loro lavoro sui grandi protagonisti della cultura del ‘900, da De Chirico a Warhol, da Borges (nella foto sopra) a Yourcenar, da Ginsberg a Garcia Marquez. Hanno sfruttato l’ora e mezza in cui ci hanno (ri)proposto fotografie ormai famosissime ed iconiche per svelarci ricordi, aneddoti ed emozioni scaturiti dall’incontro con questi personaggi grandissimi ma spesso semplicissimi e gentili – non tutti ovviamente 😉 E’ stato un racconto pieno di curiosità che ha messo in evidenza come, senza la giusta empatia, non sia facile far scaturire l’anima di una persona da un ritratto!

L’INGANNO NEGLI OCCHI di Angelo Raffaele Turetta

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

In questo talk è andato in scena il cinema. Anzi è andata in scena la finzione, che del cinema è in fondo l’essenza. Angelo Turetta è un fotografo di scena, ma non solo… Ci ha raccontato, in un lungo e poetico excursus, molto del suo lavoro. Fotografa in analogico e solo da poco ha iniziato a trasferire in digitale le sue diapositive. E’ un amante dell’arte in generale. Trae spunto dai grandi maestri della fotografia, della pittura, della letteratura per citarne le opere nelle sue fotografie o per trarne spunto mentre svolge i suoi lavori fotografici. Come fotografo di scena ha lavorato sui set dei film di Sergio Rubini, Dario Argento, Christian De Sica, Cristina Comencini, Marco Tullio Giordana (I Cento Passi), Claudio Caligari (Non essere cattivo) per citarne alcuni. Scene in cui Turetta si muove con abilità ed in cui riesce a cogliere sguardi e situazioni sempre originali, conservando in quel mondo difficile e rissoso che è spesso il cinema quell’animo gentile che traspariva durante tutta la serata. E poi ci sono i suoi lavori sull’emigrazione, sulla prostituzione, sull’emarginazione sociale e sulle feste private dell’alta borghesia. Parlando di se come fotografo è stato chiaro: la tecnica in fotografia è una trappola, bisogna lavorare sull’errore. Bisogna dare vita alla fotografia, darle un’anima. Anche sbagliando, anzi soprattutto violando le fredde regole stabilite della tecnica. Una serata a tutto tondo dove le parole e le immagini ci hanno rapito.

Il mistero Henri Pick

David Foenkinos è considerato uno dei migliori scrittori quarantenni francesi. Molto apprezzato in patria, ha vinto vari premi ed i suoi libri sono vendutissimi oltralpe. Il mistero Henri Pick è uno di quelle storie che si fa leggere tutta d’un fiato. Non solo per la trama – c’è un mistero da svelare, lo dice anche il titolo! Ma anche perchè è molto “meta”, con continui richiami al mondo della cultura francese ed internazionale. Ci sono personaggi che discutono di Sottomissione di Michel Houellebecq o che leggono 2666 di Roberto Bolaño. I protagonisti di questo romanzo però più che le persone sono i libri: quelli mai pubblicati, quelli rifiutati o quelli mai presentati a un editore. Tutto parte dal sogno di uno stravagante autore degli anni Settanta, Brautigan. Immagina una biblioteca che raccolga tutti i libri che gli editori non intendono pubblicare, lo scarto della letteratura mondiale, rifugio di sedicenti scrittori che debbono raggiungerla per depositare di persona i loro manoscritti. La biblioteca dei manoscritti rifiutati vede realmente la luce nel 1990 nel Vermont, per essere poi trasferita nel 2001 in quel di Vancouver. La Brautigan Library (link qui) al momento conserva circa trecento manoscritti. E da questa suggestione parte la nostra storia…

L’ANIMA DI ROMA di Franco Fontana e Quelli di Franco Fontana

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

Franco Fontana non ha bisogno di presentazioni – il suo sito è comunque qui. E’ uno dei grandi della fotografia italiana e nonostante abbia superato gli ottant’anni non si stanca né di sperimentare né di guardare avanti. Di suo in questa mostra c’è ben poco. Questo perchè il maestro ha chiesto ad alcuni suoi allievi di fotografare “l’Anima di Roma”! Un compito arduo per una città millenaria, così piena di sfaccettature, di monumenti solenni e di tante storie piccole e grandi. Sono esposte una settantina di fotografie di dieci diversi fotografi, Quelli di Franco Fontana appunto (Alex Mezzenga, Dario Apostoli, Fausto Corsini, Francesca Della Toffola, Franco Sortini, Lisa Bernardini, Massimo De Gennaro, Giuliana Mariniello, Roberto Mirulla, Tea Giobbio) che con sensibilità diverse cercano di rispondere all’invito del maestro.

FACE TO FACE WITH OUR IMAGE di Cristina Valeri

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Maria Cristina Valeri (qui il link al suo sito) ha presentato il suo progetto Face to Face with our Image. Un tentativo di indagare il rapporto che donne, di varie fasce di età – dai 20 agli 80 anni – di differenti estrazioni sociali, dalle storie personali completamente diverse, hanno stabilito con la propria immagine e come questo rapporto abbia influito nelle loro vite e nel loro benessere psico-fisico e relazionale. Donne che nella loro vita hanno subito una frattura e che, nonostante questa frattura le abbia spinte ad un cambiamento doloroso – perchè il cambiamento è sempre doloroso – hanno comunque riaffermato se stesse affrontando a viso aperto le loro difficoltà. Da qui la scelta nel logo dell’iniziativa di inserire quelle linee dorate tipiche del kintsugi, la tecnica giapponese di riparare con l’oro le ceramiche infrante: dall’imperfezione o da una ferita può nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.

La Valeri ha presentato il progetto fotografico insieme alla psicologa Bina Nigro ed alla archeologa Ilenia Gradante, che hanno dato un contributo importante alla maggior comprensione delle varie sfaccettature del progetto stesso. Erano presenti molte delle donne protagoniste, che hanno assistito per la prima volta al risultato del lavoro della Valeri. il progetto si articola sia su interviste filmate in cui le protagoniste si raccontano – l’idea finale è creare un piccolo documentario – sia su fotografie intense e splendide. La serata è stata l’occasione per conoscere delle donne straordinarie che si sono messe in gioco sfidando timidezza e riservatezza.

IL FOTOREPORTER AL LAVORO IN AREE A RISCHIO di Pier Paolo Cito

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

Pier Paolo Cito (link al suo sito qui) è da oltre vent’anni un fotoreporter dalle cosiddette aree a rischio, un simpatico eufemismo per non chiamarle subito col loro nome: zone di guerra. Vanta una lunga collaborazione con Associated Press ed ha lavorato sia autonomamente in varie parti del mondo (Israele, Palestina, Kosovo, Montenegro, Libano, Etiopia, Iraq, Libia, Nagorno-Karabakh) che embedded (quindi inserito come giornalista nei ranghi delle truppe al fronte) con le forze statunitensi in Afghanistan. Sono andato a questo incontro organizzato dal Mese della Fotografia a Roma pieno di curiosità. Siamo infatti abituati a vedere scene cruente in televisione o sul web, scene di combattimento o di profughi in fuga. Siamo così catturati da quello che vediamo che, troppo spesso, ci dimentichiamo che quelle foto non si scattano da sole ma che ci sono persone che rischiano – e a volte perdono, ahimè – la loro vita per raccontarci con parole o immagini quello che succede nel mondo.

Cito è stato chiaro in questo. Si rischia la vita – è un dato di fatto – e per minimizzare il rischio occorre essere ben preparati. Fare i compiti a casa prima di partire. Fisicamente: se vuoi salvarti la vita spesso devi correre a perdifiato. Culturalmente: un gesto sbagliato per il contesto sociale in cui sei inserito potrebbe metterti in difficoltà (per esempio, prendere il cibo con la mano sinistra nella cultura islamica è un affronto). Logisticamente: avere un supporto in loco che abbia i contatti utili alla bisogna, avvertire dei propri spostamenti i colleghi o l’ambasciata per far scattare repentinamente un allarme in caso di difficoltà. E poi ci ha parlato di tante, tante altre cose a cui nella nostra vita di tutti i giorni non penseremmo mai… tipo a pianificare come scappare rapidamente dalla propria casa! Perchè nella nostra vita di tutti i giorni la possibilità che la nostra casa venga bombardata non è un’opzione neanche mai presa in considerazione… per fortuna aggiungo!

Non parliamo poi del difficile ruolo del giornalista in questi posti del mondo. Posti dove la legalità è una mera finzione, dove occorre sempre avere le “antenne dritte” per tentare di distinguere tra realtà e finzione, tra una mezza verità ed una sfacciata bugia. Tanti esempi e tanti racconti di una persona che MAI si è sentita un “Rambo” ma che ha sempre provato a svolgere al meglio la propria professione.

Per me – ma forse per tutti – la parte più emozionante è stata quella del racconto dietro la foto. Il tempo era tiranno e Cito ci ha potuto fare solo pochi esempi. Ma ognuno di questi racconti ha rapito la nostra attenzione per la carica umana sia del nostro reporter, sia delle persone con cui è rimasto in contatto. Sono state due ore dense ed emozionati che mi sono rimaste scolpite dentro.

CAMERA 10 di Jo Fenz

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

Camera 10 è una mostra particolare, soprattutto per la sua location: un albergo. Prende il suo nome dal numero della stanza dove fu esposta la prima volta. Adesso, in occasione del Mese della Fotografia di Roma è esposta nell’ingresso dell’Hotel Pomezia, in Via dei Chiavari 13 (link qui). In pieno centro quindi.

E’ una mostra particolare nella location e nell’argomento. Jo Fenz (link qui) è un’artista di Latina ed il suo progetto è curato da Emanuele Carlenzi. Il progetto – che fa parte della più vasta serie fotografica InnHerViolence – si propone di interrogare non tanto lo stato della donna in senso generale, quanto l’identità dei singoli soggetti ritratti attraverso un approccio psicologico ed introspettivo. Ogni fotografia è quindi il risultato del confronto tra l’artista e le donne scelte. Da questo confronto emergono ricordi, memorie, rivelazioni, conflitti legati alla propria intimità che le due parti scelgono di condividere ed elaborare. Di qui un oggetto investito di una carica affettiva che l’artista chiede di scegliere e che diventa il simbolo principale dello scatto.

E’ disponibile comunque nella location della mostra un più ampio comunicato stampa per i visitatori, comunicato che meglio illustra il progetto di Jo Fenz.