Pizzeria All’Angolo

Ormai mi interesso poco del quartiere in cui vivo. Molte delle questioni in essere ai tempi in cui facevo parte del Comitato di Quartiere sono state risolte. Altre, come la fermata della metropolitana, per scelta di Comune e Regione, vedranno la luce solo se e quando il Gruppo Caltagirone avrà interesse ad edificare le ultime palazzine su Via di Fiumalbo. A livello culturale non è il posto giusto per organizzare iniziative – presentazioni di libri o proiezioni cinematografiche hanno avuto riscontri miseri.

allangolo

Però, visto che comunque ci vivo, continuo ad osservare quello che succede. E l’ultima cosa successa è stata l’apertura di una nuova pizzeria. Si chiama All’Angolo e si trova alla fine dei palazzi di Via Gustavo Cacini. Fanno un po’ di tutto: pizza, fritto, cucina. C’è qualche tavolino ed offrono servizio d’asporto a domicilio. Che è cosa comoda, non c’è dubbio. Li ho inseriti nella pagina sulle attività commerciali, con i riferimenti telefonici. E comunque hanno anche un pagina su Facebook se volete vedere qualche foto.

Liquidazioni che non si fanno più

Avevo raccontato in un precedente articolo del divertente caso che aveva smosso la placida tranquillità del quartiere in cui vivo. Avevo intitolato quell’articolo Liquidazioni che non si possono fare e mi era sembrato un caso eclatante di corto circuito da parte dei membri del Consiglio di Amministrazione del Consorzio che gestisce il quartiere. Se non avete voglia di leggervi tutto l’articolo vi riassumo in estrema sintesi il fatto: lo Statuto del Consorzio dice che il Consorzio ha durata indeterminata finché tutti i lotti gestiti dallo stesso non vengono ceduti al Comune di Roma. Il Verde Pubblico è ancora gestito dal Consorzio, ma il CdA avrebbe voluto comunque procedere alla messa in liquidazione dello stesso.

Dopo le prese di posizione pubbliche di vari consorziati per sottolineare l’incongruità di tale posizione, l’Assemblea Straordinaria necessaria per la messa in liquidazione del Consorzio è stata revocata (la lettera circolare è qui).

Bene direi… Abbiamo evitato di spendere inutilmente i soldi per il notaio (avrebbe dovuto redarre il verbale dell’Assemblea Straordinaria) e di dover perdere cinque minuti di tempo per impugnare il verbale di quell’Assemblea per farla annullare.

Resto comunque perplesso sull’efficacia delle proposte del CdA per la cessione del Verde Pubblico al Comune di Roma. Personalmente preferirei mantenere una gestione privata del verde (con questo o con un nuovo Consorzio). Però, salvo modifiche dello Statuto di questo Consorzio, mi rendo conto che il CdA ne debba perseguire gli scopi. Più sopralluoghi sono stati eseguiti nel tempo da parte dei dipartimenti comunali e municipali sul lotto del Verde Pubblico e sempre sono state ravvisate opere da riparare o sistemare. Richieste mai del tutto ottemperate per problemi di cassa da parte del Consorzio stesso. La mia perplessità verte proprio su come possa il CdA immaginare di cedere forzatamente il lotto senza prima adempiere agli obblighi richiesti dalla Convenzione per effettuare tale procedimento.

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L’ultima proposta del Consorzio al Municipio X risulta quella di spezzettare il Verde Pubblico in più lotti da rimettere in sesto e cedere separatamente (lettera qui). Vedremo cosa risponderanno gli uffici municipali a riguardo.

Liquidazioni che non si possono fare

Dove vivo io è un Consorzio privato che sta cedendo man mano i suoi lotti funzionali al Comune di Roma. Per chi non lo sapesse col termine “lotti funzionali” si intendono le opere di urbanizzazione (strade, illuminazione, verde, ecc). Tutto come previsto dallo Statuto del Consorzio stesso, sebbene i tempi necessari per portare a termine il Consorzio si siano rivelati molto più lunghi di quelli che ci si sarebbe attesi. C’è un Consiglio di Amministrazione ed un Presidente a governare questo Consorzio di Gestione. Costoro hanno convocato per Giugno l’annuale Assemblea Consortile con un novità: han pensato bene di proporre la liquidazione del Consorzio sebbene da Statuto NON possano farlo. Non possono farlo semplicemente perché l’ultima opera di urbanizzazione, il verde pubblico, non è stata ancora consegnata al Comune di Roma. Per consegnarla si debbono eseguire dei lavori di manutenzione, i soldi in cassa son pochi (esistono molte morosità e i vari CdA susseguitisi nel tempo sotto lo stesso Presidente non sono mai riusciti a risolvere il problema) e questo Consiglio di Amministrazione non pensa di riuscire ad eseguirli in breve tempo. E, nella relazione che Presidente e CdA hanno preparato, lo spiegano nei dettagli. Poi però dicono che, visto che quasi tutto l’hanno consegnato, allora si può procedere con la liquidazione.

Trovo antropologicamente interessante osservare come chi dovrebbe conoscere, per il ruolo ricoperto, le regole meglio di tanti altri proponga di violare o ignorare tali regole.

Proponendo non solo qualcosa che verrebbe annullata subito dopo (basterebbe che un solo consorziato impugnasse il verbale dell’Assemblea entro trenta giorni) ma proponendo anche di far spendere a vuoto dei soldi per un notaio (che dovrebbe redigere il verbale per la nomina del commissario liquidatore). Ovviamente la cosa non avrà seguito. Con altri consorziati stiamo spiegando in giro l’assurdità della proposta per farla respingere. E alla peggio, come accennato, il verbale verrà impugnato. Nonostante questo continuo a chiedermi il perché di una mossa palesemente votata al fallimento e che getta pesanti dubbi sulle capacità gestionali di chi l’ha avanzata.

Se siete interessati proseguite nella lettura e troverete i dettagli. Se non lo siete, magari dategli comunque una letta veloce. E’ uno spaccato dell’arte di “interpretare” regole e regolamenti che contraddistingue molti nostri concittadini.

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Pinsa Bianca

Pinsa_Bianca

Riapre nel mio quartiere, sotto una nuova gestione, la pizzeria di Via Stoppa. Pinsa Bianca nel volantino elenca numerosi tipi di pinse a disposizione degli avventori. Ma… cos’è la pinsa? Come me l’avrete sicuramente vista e mangiata anche senza saperne il nome. La definizione migliore la dà il sito pinsaromana.info, dove vi conviene andare per approfondire maggiormente l’argomento.

Quella che potremmo più giustamente chiamare “Pinsa romana moderna” è una rivisitazione di un’antica ricetta che risale al tempo dell’ Antica Roma, rielaborata grazie a ingredienti e tecniche di lavorazione moderne .La ricetta originale proviene dalle popolazioni contadine fuori le mura, le quali grazie alla macinazione di cereali (miglio, orzo e farro) e con l’aggiunta di sale ed erbe aromatiche, cucinavano queste schiacciatine o focacce. Il termine Pinsa deriva dal latino Pinsere, allungare-schiacciare. Questa ricetta classica nel corso dei secoli ha subito diverse rivisitazioni, fino ad arrivare ai giorni nostri.

 

Visita guidata presso gli scavi di Ostia Antica | Bona Fides

L’Associazione Culturale Bona Fides ha organizzato per Sabato 6 Giugno 2015 alle ore 10 una visita guidata presso gli scavi di Ostia Antica con la dott.ssa Eleonora Federici, storica dell’arte e guida turistica abilitata della Provincia di Roma. La visita è aperta a tutti, soci e non dell’Associazione.

Per maggiori info andate al link qui sotto.

Sorgente: Visita guidata presso gli scavi di Ostia Antica | Bona Fides

Inizia lo smantellamento dell’elettrodotto di Via Troisi

Fin dalla sua costruzione, il quartiere è sempre stato diviso in due dagli imponenti piloni di un elettrodotto. Come spesso accade col tempo ci si era abituati a vederlo e a considerarlo come qualcosa di irrimediabile. Qualche speranza di non vederlo più era sorta quando fu costruita nel 2012 una nuova linea interrata da 150 kV sotto Via Mastroianni. ACEA stessa aveva preannunciato lo smantellamento delle linee aeree da 60 kV senza però dare alcuna data. Ebbene da Maggio 2015 finalmente è iniziato lo smantellamento. Per ora si sta lavorando sul lato sinistro. Successivamente si passerà al lato destro.

La questione “elettrodotto” faceva parte dei problemi che il Comitato di Quartiere dei tempi che furono aveva tentato di affrontare. Con ben poco successo, ahimè. Ben venga comunque che alla fine ce ne stiamo liberando. E’ d’obbligo un ringraziamento ad Andrea Moneca, dipendente ACEA che abita nel quartiere, che ci ha costantemente aggiornati sulla questione su uno dei gruppi Facebook.
Come precisava Andrea, la dorsale da 380 kV che passa tra il quartiere e Vitinia resterà così com’è.