La ferrovia Roma-Lido lambisce il quartiere dal lato dell’Ostiense e gioco forza ci vuole poco ad aspettarsi una fermata del trenino proprio lì.

plastico

 

Ed infatti nel plastico che troneggiava nel locale della ImmobilDream ai tempi della commercializzazione delle costruzioni, la fermata era stata inserita e data per certa. A rincarare la dose ci aveva pensato anche la pubblicità intitolata La felicità a due passi dalla Cristoforo Colombo – in cui per inciso viene utilizzato il nome Quartiere Caltagirone, nome che a fatica il quartiere si è lasciato alle spalle in favore di quello vero: Giardino di Roma.

Pubblicità Quartiere Caltagirone

 

Nero su bianco:

 Eccellenti i collegamenti attraverso un servizio di metropolitana leggera che collegherà il centro di Roma ed Ostia Lido direttamente al Quartiere Caltagirone

Così non è, perché in realtà nella convenzione di costruzione del quartiere (link qui) della fermata del trenino non ve n’è traccia. La fermata in verità era stata programmata nel Piano Regolatore del 2003 (qui l’immagine completa da cui ho ritagliato quella sotto e qui il link al sito del Comune di Roma dove l’ho reperita).

PRG_2003_fermata_metro

 

Prevista quindi, ma poi non finanziata. Nulla più che una mera chimera, una dichiarazione d’intenti.

La situazione cambia nel 2006 a causa di una delibera del Consiglio Comunale del Comune di Roma datata 16 Novembre, la numero 182 (link qui).
Cosa decide l’Assemblea Capitolina? Decide di consentire un cambio di destinazione d’uso, per 56.000 metri cubi, da un uso non residenziale ad un uso residenziale per il lotto Z20.

Mappa del Quartiere Giardino di Roma - Lotto Z20

Il lotto Z20 è compreso tra Via di Fiumalbo e Via Domenico Modugno ed in origine vi dovevano essere edificate due palazzine destinate ad ospitare uffici. Con la delibera si offre la possibilità di costruirvi due palazzine ad uso residenziale. Per compensare l’incremento del valore immobiliare degli edifici, incremento individuato in circa 4 milioni di euro, l’Assemblea Capitolina richiede la risistemazione di Via di Malafede, la costruzione di un asilo nido da 60 posti ed la costruzione della preventivata fermata del trenino.

 La delibera non è un obbligo a costruire. Da solo la possibilità al costruttore di finire il quartiere diversamente da quanto programmato, ma solo se sarà per lui conveniente.

Il 13 Ottobre 2007 l’allora Presidente del XIII Municipio, Paolo Orneli, presentò un progetto per i lotti Z18 e Z19. Anche se pochi se n’erano accorti nella lottizzazione erano previste sia una fermata del trenino sia la realizzazione di un piccolo centro commerciale.

Si avvicinavano le elezioni, passate le quali la cosa si sgonfiò velocemente. Il progetto era anche abbastanza controverso perché prevedeva un sovrappasso che da Via Macario avrebbe dato accesso al parcheggio sul tetto della zona commerciale rischiando di aggravare la già critica situazione del traffico in quella stretta arteria.

Nel 2008 comunque la parte commerciale venne accantonata e nell’ambito del Dipartimento all’Urbanistica e del costruttore prese forma il progetto della sola fermata del trenino. Nel 2009 si arrivò alla stesura di un Atto d’Obbligo tra le due parti ed al coinvolgimento della Regione Lazio, proprietaria ultima della linea ferrata, linea gestita al tempo dalla società Metro e successivamente passata alla gestione di ATAC.

Nel 2010 iniziarono le conferenze dei servizi che tra ritardi ed intoppi si sono chiuse nel 2014. Cosa ne è venuto fuori? Che la parte ferrata andrà adeguata alla bisogna (semafori, scambi e quant’altro) e che andranno costruiti due argini sul Fosso di Malafede per evitare che le esondazioni dello stesso possano danneggiare la struttura. In più la parte pubblica, sia il Comune di Roma che la Regione Lazio, si dichiarano (sempre verbalmente) indisponibili a finanziare l’opera lasciando al costruttore la decisione finale. Tecnicamente nel 2015 dovrà essere effettuato il ricalcolo del costo delle opere sul preziario aggiornato, riunita una conferenza dei servizi tra i 25 uffici fin qui coinvolti e firmato un accordo di programma. All’accordo poi seguirà una convenzione di costruzione che darà il via ai lavori. Ma quando?

 Solo l’autonoma volontà della parte privata a sobbarcarsi in toto il costo di tali opere potrà portare a compimento il progetto. Tale volontà è ovviamente legata all’andamento del mercato immobiliare. Solo l’appetibilità dovuta alla vendita delle nuove unità immobiliari potrà indurlo ad affrontare gli investimenti richiesti.

 

  • Paul

    Insomma che della stazione non se ne fara’ nulla, giusto? Che delusione.
    Ma non potrebbero includere la costruzione di questa fermata nel rinnovamento della linea all’interno del piu’ largo progetto dello stadio?

    • Al momento la possibilità di avere una stazione nel quartiere resta vincolata alla necessità del costruttore di edificare le ultime due palazzine a Via di Fiumalbo con una destinazione d’uso residenziale. Teoricamente il Comune di Roma avrebbe potuto includere la fermata nel progetto dello stadio. Di fatto solo la fermata Tor di Valle è stata inclusa nelle opere legate a quel progetto. Non so se il progetto approvato possa teoricamente essere ancora modificato. Nel caso molto dipenderebbe dalla volontà di realizzarlo da parte della prossima amministrazione comunale.

      • angelo

        considerato che l’attuale amministrazione comunale si dice molto attenta alle questioni inerenti la mobilità, non potremmo coinvolgere tutto il nostro quartiere in un’iniziativa che ci porti a sollevare la questione della fermata del trenino o quanto meno ad un collegamento con la fermata di Vitinia? è assurdo dover arrivare a Bernocchi e poi tornare indietro…