Questo viaggio nel nord del Brasile è durato due settimane. La meta sono stati sia il Parco Nazionale dei Lençois Maranhenses sia le coste e le spiagge di tre stati brasiliani: il Maranhão, il Piauì ed il Cearà. Questi luoghi sono una parte del Brasile molto tranquilla. A parte la città di Fortaleza (la capitale del Cearà) che gode di una pessima fama, le altre città e villaggi dove abbiamo sostato si sono confermati essere posti dove poter girare tranquillamente. Come alcuni brasiliani hanno avuto modo di spiegarci, qui le persone sono povere ma non in miseria – una differenza che forse noi abbiamo difficoltà a cogliere… Il clima è caldo, d’altronde siamo all’equatore, ma la zona è sempre molto ventilata – il mare è costellato dalle vele dei kite surfer  – per cui basta un cappello per superare le ore più calde. Una maglietta, un costume e le havaianas sono l’abbigliamento costante di tutto il viaggio.

 

29 Luglio

Partenza da Roma per Lisbona. Tre ore di volo e poi altre sette per la tratta Lisbona-Fortaleza. Sempre con Tap Portugal.

Atterriamo a Fortaleza per l’ora di cena. Il tempo di raggiungere la nostra pousada in centro, la Panoramica Pousada e cenare in una churrascaria – un classico per il Brasile, no?  La sistemazione notturna è abbastanza di fortuna, ma dovendoci stare poche ore ci accontentiamo.

 

30 Luglio

Volo mattutino per raggiungere São Luís, la capitale dello stato del Maranhão. Alloggiamo alla Pousada Portas de Amazonia, posto carino e molto centrale. Approfittiamo subito per girare nel centro storico della città, pieno di case coloniali decorate con azulejos, le classiche piastrelle che si vedono ovunque a Lisbona. Siamo fortunati perché è domenica e c’è una bella festa nella piazza principale con balli, musica e tanti chioschi che vendono cibo.

Per ammirare il il tramonto andiamo in spiaggia. C’è la bassa marea e la spiaggia, che già è profonda di suo, è diventata enorme. Passiamo la serata sul lungomare, frequentatissimo e vivo, pieno di locali dove cenare e bere caipirinhe.

 

31 Luglio

Partiamo la mattina da São Luìs per raggiungere con un catamarano Alcântara. Alcântara è una cittadina situata sull’altro lato della Baia de São Marcos, baia su cui si affaccia São Luís. Al nostro arrivo troviamo ad aspettarci Danilo, proprietario della Pousada Bela Vista, che ci accompagna per una visita guidata della cittadina. Ci racconta che in piena epoca coloniale questa zona sperduta nel nord del Brasile era molto contesa. Sebbene col Trattato di Tordesillas spagnoli e portoghesi si fossero divisi le loro sfere di influenza, altre nazioni europee tentarono di accaparrarsi porzioni del Nuovo Mondo. Così i francesi fondarono Alcântara e São Luìs, mantenendone il controllo finché i portoghesi non mossero loro guerra occupando l’enclave. Il centro storico è molto carino, con un’alternanza di edifici storici ristrutturati oppure in rovina.

Nel pomeriggio Danilo ci accompagna per un’escursione in barca per ammirare la baia e gli ibis rossi che la popolano.

 

1 Agosto

Mattinata di relax nella piscina della pousada. Con calma riprendiamo il catamarano per tornare a São Luìs e finiamo di visitare la città.

Passiamo la serata in centro a far incetta di caipirinhe e a goderci un po’ di vita notturna. forse troppe caipirinhe?!?

2 Agosto

Lasciamo la capitale del Maranhão per raggiungere Santo Amaro de Maranhão. Prendiamo alloggio alla Pousada Isabela. Dopo un po’ di relax in piscina nel pomeriggio con due camionetas raggiungiamo i Lançois. I Lançois Maranhenses sono la mervaglia della natura che rende unica questa regione. Parliamo di una zona vasta 270 km2 ricoperta di dune di sabbia bianca, una sabbia di quarzo finissimo, dune che cambiano continuamente posizione negli anni a causa del forte vento che caratterizza questa regione. Ma la cosa veramente stupefacente è che in questa regione desertica piove abbondantemente durante la stagione delle piogge – siamo all’equatore – e tra le dune sabbiose di formano delle lagune d’acqua dolce.

Nel pomeriggio quindi raggiungiamo per la prima volta questo deserto e ne rimaniamo incantati. Non solo la sabbia bianchissima conferisce un che di magico alla distesa di dune. Fare il bagno nelle lagune è un’esperienza divertente e rilassante.

 

3 Agosto

In mattinata nuova escursione nei Lençois. Raggiungiamo con le solite camionetas una località chiamata Betânia. Scendiamo ad un piccolo imbarcadero, con una barchetta ci traghettano sull’altra sponda di un fiumiciattolo, camminiamo una ventina di minuti ed arriviamo nel bel mezzo delle dune. Sempre bianchissime e sempre inframmezzate da vari specchi d’acqua. Giochiamo ai piccoli esploratori addentrandoci all’interno dei Lançois. Dal lato in cui siamo entrati le pareti delle dune sono alte e ripide e scalarle è una sfida che affrontiamo con entusiasmo. Il bianco della sabbia è veramente abbacinante e mentre avanziamo notiamo che le lagune sono spesso nascoste alla vista proprio a causa della ripida altezza delle dune. Questa escursione è stata per me il momento più bello del viaggio, completamente persi in un posto così unico. Volete un’idea? Date un’occhiata al video qui sotto

Pranziamo in un ristorantino vicino l’imbarcadero e poi ci spostiamo sempre su queste benedette camionetas (ma quanto vento che ci prendiamo in questi spostamenti?!?) fino a Barreinhas. Alloggiamo alla Pousada do Rio, una pousada molto carina che, come dice il nome, è sulle sponde del Rio Preguiças.

 

4 Agosto

In mattinata volo aereo sui Lençois Maranhenses.

Poi nel pomeriggio altra escusione sulle dune. Stavolta andiamo nella zona più famosa, quella dove sono la Lagoa Azul e la Lagoa Bonita. Arriviamo ai margini dei Lençois, scaliamo una duna molto alta e davanti a noi d’improvviso si staglia l’immensità dei Lençois Maranhenses. Passiamo buona parte del nostro tempo nella Lagoa Azul e poi ci godiamo lo spettacolo del tramonto.

 

5 Agosto

Lasciamo Barrehinas e grazie a due lancia fluviali percorriamo il Rio Preguiças per raggiungerne la foce. Sbarchiamo sulla splendida spiaggia di Caburè, una lingua di sabbia che separa il fiume dal mare. E dopo giorni di bagni in acqua dolce finalmente il mareeeee. Facciamo il bagno, scorrazziamo lungo la spiaggia con i quad che affittano allimbarcadero, pranziamo in una delle baraccos sulla spiaggia e beviamo caipirinhas sulle amache.

Esaurite queste sane attività ludiche ci spostiamo per visitare il faro di Mandacau (una volta era sulla linea della costa, ma poi il fiume ha fatto avanzare la terra ed ora è solo un’attrazione turistica) e finalmente raggiungiamo Atins. Ad Atins alloggiamo alla Pousada Cajueiro. Atins è un villaggio di pescatori costruito interamente sulla sabbia. Le attività principali sono la pesca, il turismo ed il kite surf. Tutta la costa da qui a Jericoacoara ed oltre è uno spot importante per questo sport. Ci spiegano che il vento quando spira lo fa con costanza, senza quelle raffiche che possono rendere pericoloso il kite surf. In tutti i giorni successivi vedremo sempre le vele dei surfer costellare il mare ed a volte anche le lagune nei Lençois.

La Pousada Cajueiro è un piccolo pezzo di Italia trasferitosi qui. Conosciamo il signor Lorenzo, un imprenditore toscano che, con un socio piemontese, è il proprietario della pousada. Lorenzo ci racconta che vive da vent’anni in Brasile e che da dodici anni fa la spola tra São Paulo ed Atins. Fu la passione per il kite surf a portarlo in quello che dodici anni fa era un villaggio di pescatori dove non c’era neanche la corrente elettrica (arrivò un paio d’anni dopo). Dopo cena Lorenzo ci fa da cicerone e ci porta ad una festa nel vicino villaggio di Sant’Ignazio. Qui non siamo nel ricco sud del Brasile (ricco per pochi ovviamente). Qui la vita ha ritmi diversi da quelli stereotipati dai media e dai racconti dei turisti che vanno Rio de Janeiro o a Salvador de Bahia. L’evento a cui in pochi abbiamo la fortuna di partecipare si tiene una volta al mese – e neanche tutti i mesi. Partecipano molti degli abitanti di Atins e dei villaggi limitrofi. Gli unici turisti eravamo noi! Si beve birra – molta – e caipirinhe – poche – e si balla il forrò (dovrebbe pronunciarsi forò con la r francese) che è più o meno il tipo di ballo che vedete nel video qui sotto:

Restiamo un paio d’orette alla festa, dopodiché Lorenzo si supera in gentilezza e disponibilità e ci porta sulle dune all’interno dei Lençois. Ci spiega che ogni anno, per le piogge e per il vento, cambiano sia le strade approssimate che percorriamo (da Atins a Sant’Ignazio guadiamo anche due fiumiciattoli!) sia la disposizione delle dune all’interno del parco. C’è la luna piena e lo spettacolo della laguna e delle dune è a dir poco magico. Il deserto è pieno di vita e suoni, come di giorno uno non potrebbe mai immaginare. Intravediamo vari tipi di uccelli, rapaci e non, e ne ascoltiamo i richiami.

 

6 agosto

La mattina altra escursione nei Lençois. Come sempre vento sostenuto che rende un’impresa stendere un telo, sabbia che vola via dalla cima delle dune, lagune e tanto relax.

Poi un’escursione al mare ed infine tramonto di nuovo nel deserto.

 

7 agosto

Ci spostiamo verso il delta del Rio Parnaìba. Grazie a delle lance fluviali posiamo percorrere alcuni rami del delta apprezzandone piante ed animali.

Dopo aver pranzato in un ristorantino su una delle isole raggiungiamo la Pousada Recanto Dos Pàssaros sulla Ilha das Canàrias. Siamo immersi nel verde in un posto incantevole e dopo cena è anche possibile effettuare un’escursione in barca nel delta nel tentativo di vedere qualche coccodrillo.

 

8 agosto

Prima di ripartire andiamo a visitare il villaggio di cui fa parte la pousada e dei maestri ci permettono di entrare nella scuola locale. Sono le 9 del mattino ed i bimbi scorrazzano per il portico della scuola mangiando pasta e patatine chips.

Finita la nostra visita raggiungiamo Barra Grande, un altro posto dove domina il kite surf. Dormiamo alla Pousada Cabana Kite.

 

9 agosto

Spostamento sui 4×4 per raggiungere Jericoacoara. Sono sul fuoristrada di Frank, un signore portoghese che ora vive a Fortaleza. Mentre guida tra le dune e chiacchiera con noi, ci dice che lui ha una band musicale e che canta. Poi avvia sullo stereo dell’auto la modalità karaoke e ci strabilia con una fantastica performance live. Se siete curiosi potete visitare il suo canale YouTube: Frank Rod Jr.

Ci fermiamo per pranzo presso una laguna attrezzata con amache in acqua. Comodo perché fai amaca e bagno in contemporanea. Tira talmente tanto vento che dei turisti francesi fanno kite surf nella laguna.

Noi siamo meno bravi e giochiamo con birra e vento

Dopo pranzo finalmente raggiungiamo Jijoca de Jericoacoara (da qui in poi Jerì, come la chiamano tutti) e prendiamo alloggio alla Pousada Tropical Brasil. Quindi in spiaggia per caipirinhe e tramonto.

Jerì è il posto più turistico della zona. Ovviamente turistico va preso tra virgolette. Mille e cinquecento abitanti, cittadina costruita interamente sulla sabbia. Non un filo di asfalto o di lastricato a terra. Molti negozietti e ristoranti. Ombrelloni e lettini in riva al mare. Feste notturne sulla spiaggia – si balla reggae da queste parti. Insomma, fatte le debite proporzioni, la Rimini della zona.

 

10 agosto

Giornata di relax in spiaggia

Ci inventiamo qualche “gioco” per divertirci… uno di questi è il campionato mondiale di amaca

 

11 agosto

Escursione sui quad nel Parco Nazionale di Jericoacoara. Dune ed un paio di lagune con le amache in acqua. Pranziamo a Preà, sulla costa e poi tornaimo a Jerì per andare vedere la Pedra Furada, un arco di roccia attraverso cui veder calare il sole. Ora, non è che tiri vento alla Pedra Furada… c’è proprio una bufera per tutto il tempo!!!

La sera andiamo di nuovo a Preà per cenare al Cabarè du Vento, ristorante e scusa di kite che una delle ragazze del gruppo sta frequentando. Vento qui ne tira anche di sera ma dopo cena ci accendono un grosso falò sulla spiaggia non ne soffriamo.

 

12 agosto

Altra giornata di relax in spiaggia

 

13 agosto

Con i 4×4 percorriamo tutta la costa, spesso viaggiando in spiaggia per raggiungere l’aeroporto di Fortaleza. Partiamo alle 9 ed arriviamo alle 19… E’ ora di togliere le havaianas e rimettere le scarpe