Skip to content

Zanzibar

Africa. Zanzibar è uno spicchio di Paradiso ed anche una piccola illusione per il turista distratto. Può sembrare un posto fuori dal mondo: le spiagge bianche, il mare turchese, gli abitanti che parlano italiano. Ma basta fare un giro fuori dal recinto protetto del proprio resort e del doveroso tour delle spezie. Basta andare nel mercato di Stone Town o fermarsi nei villaggi dispersi nell’isola. Basta parlare con i suoi abitanti per capire che anche qui, anche se non sembra, siamo in Africa. E in Africa devi vivere alla giornata. Non puoi programmare nulla perché nulla è certo. Ma forse anche per questo Zanzibar possiede un fascino irresistibile.

zanzibar. child, smile, Africa

Viaggio Zanzibar Discovery della solita Avventure nel Mondo con partenza il 28 Dicembre 2014 e ritorno il 6 Gennaio 2015. Una settimana di relax totale. L’arcipelago consiste di tre isole principali: Zanzibar, Pemba e Tanga – nome evocativo quest’ultimo… Il mio equipaggiamento fotografico è sovradimensionato per una semplice settimana di mare. A parte l’iPhone e la compatta subacquea, decido di portare anche la D5300. In fondo, al contrario delle Maldive, che sono solo cielo e mare, qui avremmo occasione di visitare villaggi e di girare per le isole.

28 Dicembre

Per la Tanzania serve il visto. Si ottiene facilmente – o spedendo passaporto ed un paio di foto ad Avventure, o andando in ambasciata oppure allo sportello dedicato dell’aeroporto di Dar El Salaam – dura un solo mese e con un colpo solo ti sei giocato una pagina del passaporto. Per la terza volta di seguito volo con Egypt Air. Questa è la volta buona: sia all’andata che al ritorno non subiamo ritardi né soppressione di voli. Viste le esperienze precedenti penso ad una fortunata congiunzione astrale!

29 Dicembre

Dopo Roma – Il Cairo, Il Cairo – Dar El Salaam e Dar El Salaam – Stone Town siamo finalmente a Zanzibar. Stone Town è la capitale di Zanzibar – se ho capito bene da Wikipedia l’arcipelago di Zanzibar va considerato un po’ come San Marino da noi. Ci si presenta come sovente si presentano i capoluoghi di questi paesi: caotica, sporca, precaria. E, cosa che mi salta subito agli occhi, piena di gattini malnutriti e malaticci. Comunque non siamo arrivati fin qui per stare a Stone Town. Per cui subito dopo esserci sistemati in un alberghetto senza pretese partiamo per il tour delle spezie nell’interno.

Zanzibar, Africa, spice, smile

Raggiungiamo quindi un villaggio dove ci accolgono per farci vedere la più nota risorsa di Zanzibar: le spezie, appunto. Coriandolo, pepe, cardamomo, noce moscata, vaniglia. Da bravi occidentali abituati a confrontarci con i banconi del supermercato, restiamo affascinati dallo scoprire le piante che si celano dietro le polverine che acquistiamo per cucinare. Sebbene la guida del villaggio ci parli in inglese, ci rendiamo conto che qui quasi tutti parlano italiano. Qualche ragazzo l’ha studiato nei – pochi – mesi in cui frequenta la scuola ogni anno. Molti l’hanno imparato lavorando con le aziende italiane che sono presenti a Zanzibar. E questa della lingua è una cosa che ci porteremo appresso per tutto il viaggio. I zanzibarini parlano swahili ed inglese, ma non rinunciano a voler parlare anche la lingua di chi va a trovarli.

Zanzibar, Africa, spice, child,

Il tour delle spezie è fantastico. Sia per l’immersione completa nella realtà rurale – anche dura perché a ben vedere qui tutti lavorano nei campi, adulti e ragazzi. Sia perché restiamo ospiti a pranzo nel ristorante del villaggio dove una calda e corroborante zuppa al pepe fa da entreè ad un pasto semplice e sano. Alla fine del tour è anche possibile acquistare le spezie nel mercatino del villaggio. Consiglio di approfittarne se siete intenzionati a portarle a casa come ricordo. Sia perché qui sono sicuramente più sicure – dal produttore al consumatore. Sia perché nei villaggi turistici o nei resort è meno facile trovarne.

Zanzibar, Africa, spice

Torniamo a Stone Town nel tardo pomeriggio. Aperitivo sulla spiaggia di fronte il porto e cena in un ristorante proteso su un pontile concludono la nostra prima giornata a Zanzibar

30 Dicembre

Belle le spezie, ma siamo qui anche per il mare. Ed è ora di andare a Pemba.

Zanzibar_aereo

Quaranta minuti di aereo per raggiungere Pemba. Ci sistemiamo nel resort, il Pemba Misali Beach e raggiungiamo il nostro referente, Suleiman.

Zanzibar_Suleiman

Suleiman sarà la nostra guida per i tre giorni di Pemba e si rivelerà affabile e prezioso. Parla un buon inglese ed un discreto italiano. Secondo programma avremmo dovuto visitare una old distillery. Ma la nostra voglia di mare è irrefrenabile e affrontiamo un viaggio di un’oretta in pulmino per raggiungere Suleiman e le spiagge nel nord dell’isola. Attraversiamo una foresta costellata di villaggi. Bambini, polli e zebù – singolari mucche con una gobba dove immagazzinare l’acqua a mo’ dei cammelli – fanno da sfondo al nostro viaggio verso le acque turchesi di Pemba. Appena arrivati in spiaggia è subito bagno!!!

Zanzibar_Pemba_primaspiaggia

Visto il teso vento da nord che ha portato troppe alghe a riva, Suleiman decide di spostarci dall’altro versante del promontorio dove siamo. E dopo dieci minuti ci ritroviamo in un vero paradiso…

Zanzibar, Africa, sea, bank, boat

Le maree sono abbastanza pronunciate e lasciano a secco molte alghe. I zanzibarini le raccolgono per venderle ai giapponesi che ne ricavano prodotti di dermocosmesi. Questa seconda spiaggia è adiacente ad un resort di lusso. Ne approfittiamo per festeggiare sulla spiaggia al tramonto i primi quarant’anni di una delle ragazze del gruppo: lo spumante è cileno e per i bicchieri ci arrangiamo con un po’ di fantasia 🙂

zanzibar_spumante

31 Dicembre

Per goderci degnamente l’ultimo giorno dell’anno andiamo in barca sull’isola di Misali. Misali è un santuario naturalistico, un pezzo di paradiso dove ci sentiamo veramente in vacanza. Al nostro sbarco troviamo ombrelloni in paglia e lettini di legno liberamente disponibili per i turisti.

Zanzibar_misali_01

Sebbene mi sia portato maschera e pinne la barriera corallina di Zanzibar non è molto ricca. Alla fine sarebbero bastate le scarpette da scoglio – i coralli saranno pochi ma quando ci si allontana troppo dalla riva i ricci di mare non mancano!!!

Zanzibar_misali_02

Dopo pranzo Suleiman ci porta a visitare l’interno dell’isola. Prima ci fermiamo su una turtle beach, luogo dove nella stagione delle piogge le tartarughe depongono le uova.

Zanzibar_misali_03

Poi raggiungiamo una caverna nell’interno dove, secondo la leggenda, vive un living ghost, un fantasma capace di concedere delle grazie. Ci racconta Suleiman che quando qualcuno vuole richiedere una grazia allo spettro, va sull’isola accompagnato da uno sciamano. Eseguono il rito propiziatorio e liberano un pollo sull’isola. Poi tornano al loro villaggio. Se la grazia si realizza allorano sacrificano una capra o una mucca al villaggio, ne raccolgono il sangue in una ciotola, donano al villaggio la carne dell’animale e, tornati sull’isola, gettano la ciotola nella grotta come ringraziamento allo spirito che vi abita.

Zanzibar_misali_04

Tornati in spiaggia riprendiamo la sessione interrotta di bagni e sole 🙂

Zanzibar_buon2015

La sera cena – qui sono mussulmani e non festeggiano il capodanno, però ci fanno un paio di dolci e montano la discoteca per una serata danzante. Nel nostro resort spumante non ce n’è ma risolviamo con un gin and tonic di fortuna…

Zanzibar_ginandtonic

1 Gennaio

Per festeggiare l’anno nuovo chiediamo a Suleiman di portarci in una spiaggia dove goderci il tramonto. Di nuovo con la barca andiamo in un posto sperduto di Pemba, dove di altri turisti non c’è nemmeno l’ombra.

Zanzibar, Africa, sea, bank, boat

Trascorriamo così una delle giornate più belle del viaggio, godendoci un tramonto mozzafiato.

Zanzibar, Africa, sunset

Torniamo sulla barca illuminati dalla sola luce della luna, che è quasi piena ed è più che sufficiente per riportarci al resort.

La sera andiamo a cena nel villaggio vicino il resort a casa di una signora che cucina di mestiere. Ha cucinato per le nostre escursioni e lo fa in occasione delle cerimonie e delle ricorrenze del villaggio. Ceniamo seduti a terra, il cibo è molto buono e rimaniamo molto soddisfatti.

2 Gennaio

Lasciamo Pemba per tornare a Zanzibar. Ci sistemiamo a Nungwi presso l’Amaan Bungalows. Nungwi è una delle zone più belle e più turistiche di Zanzibar. Qui infatti le maree sono meno pronunciate che altrove, permettendo di godersi maggiormente la spiaggia.

Zanzibar, Africa, masai

La spiaggia di Nungwi è piena di beach boys che offrono escursioni e che ti invitano a visitare i loro negozi o, come i masai in foto, le loro bancarelle nel mercatino masai. Parlano praticamente tutti italiano, magari non perfettamente, ma lo parlano e sono molto insistenti. Anche troppo, visto che sistematicamente dobbiamo fargli presente che sono troppo pressanti e che vorremmo goderci un poco di tranquillità. Il mercatino masai non offre nulla di nuovo per chi è già stato in Africa. Il grosso delle statuine e delle ciotole le ho viste a minor prezzo nei negozi del waterfront di Cape Town. Qui poi bisogna contrattare su tutto e anche questo alla lunga è stressante.

3 Gennaio

Tra una contrattazione e l’altra, organizziamo anche un’escursione a Prison Island e su una striscia di sabbia bianca in mezzo al mare. Si tratta di tornare a Stone Town e con una barca raggiungere i due luoghi. Prison Island in realtà era la zona di quarantena di Zanzibar. Oltre alle vecchie strutture del forte, l’isola ospita delle tartarughe di terra importate dalle Seychelles. Età media centocinquant’anni!

Zanzibar, Africa, turtle

Dopodiché ci spostiamo su questa lingua di sabbia per giocare con i cavalloni finché l’alta marea non ci costringe a ritornare a Stone Town.

zanzibar_sabbiabianca

Lì approfittiamo per visitare il mercato della città, dove il pesce e la carne sono preda delle mosche ed i polli vengono macellati in pubblico.

Zanzibar, Africa, meat, market

4 Gennaio

Giornata relax. Tuuuuutto il giorno in spiaggia a Nungwi. Bagni, ultimi acquisti, sole.

5 e 6 Gennaio

Si torna a casa.

Zanzibar_Pemba_beach

In conclusione Zanzibar si è rivelata veramente un’isola fantastica dove svernare per la settimana di Capodanno. Le persone sono amichevoli e sorridenti, il mare è caldo e se si evitano le zone troppo turistiche si può veramente rimanere incantati…