Ho un vecchio computer da parte che pensavo di dare via. Mi son detto: prima però diamo un’occhiata a che cosa ci sia sul disco rigido. A parte il gusto di aver ridato vita alla mia vecchia distribuzione Linux Mandriva, son saltate fuori un po’ di cose di tanto tempo fa. Tra cui i file delle mie vecchie home page.

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Ben tre versioni successive, chiuse rispettivamente nel 2001, nel 2002 e nel 2006. Ed allora ho pensato di rimetterle online. Le ho solo ripulite dal codice superfluo: contatori di visite basati su servizi esterni, codice java utilizzato per un menù interattivo ma oramai troppo obsoleto perché funzionasse con i moderni browser.

Pronti per l’amarcord? O, per i più giovani, per la scoperta dell’arcaico web 1.0?

Ed allora eccoci qui. Torniamo a metà degli anni ’90. Il mio primo sito era ospitato gratuitamente da Xoom prima e da Digiland poi. Siete abituati ai siti interattivi? Vi pare ovvio scrivere dei commenti ad una foto? Oppure scorrere un flusso di notizie cronologicamente? Ecco: dimenticate tutto. Perché al tempo tutto questo semplicemente non esisteva. Non solo non esistevano i social network, ma se due utenti avessero voluto dare vita ad una interazione su un sito web, non avrebbero avuto altra scelta che scriversi via email.

E la terminologia del tempo rifletteva questa situazione. Questi siti personali erano chiamati semplicemente home page. Il nome rifletteva il contenuto: un rendiconto delle passioni o degli interessi del proprietario. Java e flash contribuivano a dare un po’ di dinamismo ai siti. Ma nulla più.

I siti si creavano in linguaggio html. O lo scrivevi su un file di testo o utilizzavi un editor WYSIWYG (What You See Is What You Get). FrontPage di Microsoft la faceva da padrone, sebbene ci fossero alternative valide come Dreamweaver.

Creare una pagine era un po’ un esercizio di stile. Imparavi il codice HTML e ti procuravi un biglietto da visita “proiettato al futuro”. La mia prima pagina deve aver visto la luce tra il 1995 ed il 1998. Non ho ritrovato alcun file a riguardo purtroppo. Per cui partiamo dal restyling di quella avvenuto a Marzo del 2000.

 

La prima pagina dal 2000 al 2001

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La prima home page la creai quindi nel Marzo del 2000 per chiuderla nel 2001 (il link è qui). Ammetto che la pacchianeria la fa da padrona! Addirittura bisogna cliccare su un portale per accedere al sito. Scritte in 3D. Sfondo fiammeggiante. Inorridisco!!!

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La cosa bella è che nella sezione dedicata alle foto ho ritrovato questa che vedete su, scattata dopo aver discusso la mia tesi di laurea. E sul vecchio disco rigido c’era pure una copia pdf della tesi!

Pensavo di imbattermi in molti più link inattivi di quelli che ho poi trovato. Nella sezione cellulari mi è caduto l’occhio su uno di questi link inattivi, che rimandava a Flat Telecoms.

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Una volta esisteva un solo operatore telefonico (ed esisteva solo la rete fissa ovviamente): SIP. Le telefonate extraurbane, in teleselezione come le chiamavano loro, avevano prezzi diversi a seconda della fascia oraria in cui erano effettuate. Ed erano comunque belle care. Le fasce orarie erano una distorsione del mercato causata dall’assoluto monopolio dell’azienda statale. Privatizzazione ed apertura alla concorrenza hanno portato ad una situazione odierna molto diversa. Flat Telecoms era un movimento nato online per promuovere appunto l’introduzione di una tariffa flat: pago una quota fissa e telefono quanto mi pare. Utopia al tempo. A mia memoria era molto interessante, con grafici interessanti e pareri ben argomentati.

 

La seconda pagina, dal 2001 al 2002

Nel 2001 debbo essere stato colpito dalla febbre del minimalismo e dell’eleganza! La pagina è qui. E finalmente a livello estetico si ragiona. O almeno si inizia a farlo.

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Avevo addirittura implementato questa (allora) nuova tecnologia, il Dynamic HTML, con cui far comparire il menù in un popup cliccando col tasto destro del mouse. Niente da dire: bravo io!

 

La terza pagina, l’ultima prima del blog, dal 2002 al 2006

Nella terza implementazione torno indietro con la tecnologia html (il link è qui). Rimetto il frame a sinistra per ospitare il menu ma mi salvo dai problemi di formattazione delle pagine.

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In effetti, nonostante l’utilizzo delle tabelle, mantenere la corretta formattazione del sito su schermi differenti dal mio diventava abbastanza complicato. Persone più smart stavano utilizzando i css per risolvere il problema. Ma io ormai lavoravo ed il tempo da dedicare a queste cose era meno di quello che avevo quando ero uno studente.

I contenuti delle tre versioni alla fine sono più o meno sempre quelli. Una breve biografia. Fumetti e videogiochi a rappresentare i miei hobby. L’attenzione alla sicurezza con le sezioni warez e pgp.

Quello che mi salta all’occhio è proprio il tentativo di ovviare alla limitatezza dovuta alla staticità del sito con la sezione update. La sezione, aggiornata a mano, vorrebbe creare manualmente il servizio fornitoci dall’attuale timeline dei blog e dei social network.

 

Il primo blog, dal 2006 al 2008

Nel 2006 il web era finalmente cambiato. Erano arrivati i CMS, software che grazie ad un database permettevano di gestire siti dinamici. Dovetti ovviamente abbandonare l’hosting gratuito. Quelle offerte erano tutte pensate per siti statici. E allora mi procurai un mio dominio, www.plucciola.it, e creai grazie a PHP-Nuke il mio blog.

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Non ho conservato screenshot del blog del tempo (ma se qualcuno l’avesse fatto e me li mandasse mi farebbe contento). Sopra comunque potete vedere più o meno come viene organizzato il sito da PHP-Nuke. Grazie a WayBackMachine è possibile accedere in maniera molto limitata ai contenuti del tempo, sebbene la grafica manchi di tutte le immagini. Il link è questo ma il sito archiviato non è ovviamente navigabile, in mancanza del database.

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Il CMS permetteva anche la facile gestione di un forum, che era abbastanza utilizzato nella sezione dedicata al quartiere.

PHP-Nuke come CMS avrebbe potuto avere un buon futuro se gli sviluppatori avessero avuto di meglio da fare che litigare tra loro. Ero abbastanza soddisfatto del suo funzionamento. Ma il mondo avanzava mentre la versione più stabile e supportata restava sempre la stessa con la sporadica aggiunta di qualche patch di sicurezza. Il 4 Maggio 2008, dopo due anni di Nuke, passavo in pianta stabile a WordPress. Di cui sono più che soddisfatto ancor oggi.

Ed adesso il materiale è tutto riunito in questo sito.

PS

Ma lo sapete che spinto da questa cosa ho scoperto che Digilander esiste ancora e che la terza home page è ancora online?!?

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