Liu Cixin è uno scrittore di fantascienza cinese. Nel suo paese è considerato il più prolifico e popolare. E quindi da noi è praticamente sconosciuto. Però ne avevo sentito parlare velocemente nel podcast Fantascientificast e mi ero incuriosito. I grandi della letteratura fantascientifica hanno utilizzato il genere per criticare la società loro contemporanea. Sarà che la Cina è un paese particolare ma Liu Cixin nel poscritto per l’edizione inglese ci tiene a sottolineare che non il suo intento non è mai stato questo ma quello di creare tanti mondi immaginari che non abbiano nulla a che fare con la realtà. Mi chiedo se sia la verità o un escamotage per non incorrere nella censura del regime cinese.

Comunque sia Liu Cixin è uno a cui piace la scienza e che riempie di scienza questo romanzo. Libro indubbiamente troppo verboso in alcune sue parti – vai a capire se sia solo il suo stile o se sia una caratteristica della letteratura cinese: ignorante io 😬 – ma sicuramente capace di rapire il lettore. Soprattutto nella parte iniziale dove letteralmente non si riesce a capire dove si voglia andare a finire. Non anticipo nulla della trama ma vi dico solo che si parte dalla scienza per finire nella fantascienza con una certa eleganza.

Ed in più – visto che la storia affonda le sue radici nei tempi della Rivoluzione Culturale di Mao e per altri nodi narrativi vengono posti accenni ad antiche dinastie imperiali – c’è anche l’occasione per stimolare il lettore ad approfondire poi un po’ di storia cinese.

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