L’INGANNO NEGLI OCCHI di Angelo Raffaele Turetta

Marzo 2019 a Roma è protagonista di una manifestazione organizzata da FARO, Associazione senza scopo di lucro che unisce fotografi professionisti, operatori del settore e amanti della Fotografia della città di Roma: il Mese della Fotografia di Roma (MFR2019). Durante questo mese, con maggiore concentrazione nei weekend, i visitatori potranno partecipare gratuitamente a mostre, incontri con gli autori, momenti didattici, seminari ed altri eventi legati all’arte della fotografia analogica e digitale. L’idea di fondo è che l’unione delle forze e il lavoro collaborativo (e non concorrenziale) tra gli operatori del settore, possa portare in tempi brevi a trovare idee migliori per raggiungere migliori risultati. Sul sito (link qui) o sulla pagina Facebook (link qui) trovate il calendario degli eventi.

In questo talk è andato in scena il cinema. Anzi è andata in scena la finzione, che del cinema è in fondo l’essenza. Angelo Turetta è un fotografo di scena, ma non solo… Ci ha raccontato, in un lungo e poetico excursus, molto del suo lavoro. Fotografa in analogico e solo da poco ha iniziato a trasferire in digitale le sue diapositive. E’ un amante dell’arte in generale. Trae spunto dai grandi maestri della fotografia, della pittura, della letteratura per citarne le opere nelle sue fotografie o per trarne spunto mentre svolge i suoi lavori fotografici. Come fotografo di scena ha lavorato sui set dei film di Sergio Rubini, Dario Argento, Christian De Sica, Cristina Comencini, Marco Tullio Giordana (I Cento Passi), Claudio Caligari (Non essere cattivo) per citarne alcuni. Scene in cui Turetta si muove con abilità ed in cui riesce a cogliere sguardi e situazioni sempre originali, conservando in quel mondo difficile e rissoso che è spesso il cinema quell’animo gentile che traspariva durante tutta la serata. E poi ci sono i suoi lavori sull’emigrazione, sulla prostituzione, sull’emarginazione sociale e sulle feste private dell’alta borghesia. Parlando di se come fotografo è stato chiaro: la tecnica in fotografia è una trappola, bisogna lavorare sull’errore. Bisogna dare vita alla fotografia, darle un’anima. Anche sbagliando, anzi soprattutto violando le fredde regole stabilite della tecnica. Una serata a tutto tondo dove le parole e le immagini ci hanno rapito.

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