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Lo stand a congresso

Oggi mi è toccata una giornata di lavoro extra. Extra ma soprattutto noiosa. Ho presidiato il famoso, o famigerato, stand a congresso.

Come anche i non addetti ai lavori possono intuire facilmente, le società scientifiche organizzano i loro congressi finanziandosi grazie alla sponsorizzazione delle aziende farmaceutiche. Per lo più le aziende pagano gli spazi espositivi dove promuovere i loro prodotti, che siano farmaci, integratori, medical devices, testi o quant’altro possa interessare i medici nella loro professione.

Anche quì, come si intuisce, investimenti diversi a seconda del calibro dell’azienda, dell’importanza nel listino dei farmaci promossi, ecc.

Per l’informatore stare allo stand può essere divertente. Nelle pause i medici si assiepano attirati da penne e portachiavi in omaggio, ma anche dalla curiosità verso farmaci che non conoscono, dandoti la possibilità spesso di reincontrarsi con calma in ambulatorio o in ospedale. Poi magari ci sono anche medici che vedi regolarmente e allora c’è il piacere di scambiare quattro chiacchiere.

Normalmente la giornata passa abbastanza velocemente, anche perchè quando i medici sono immersi nelle sessioni di lavoro, tu chiacchieri con i colleghi che sono con te allo stand e con quelli degli stand limitrofi.

Ma ci sono delle eccezioni. E oggi ho partecipato appieno ad una di queste eccezzioni.

Il congresso era sicuramente importante, già dal titolo che è un programma: 13th World Congress on Menopause. La location non era da meno, il Marriott Park Hotel.

La giornata assegnatami d’ufficio, la peggiore: il sabato, giorno di chiusura dell’evento. Tutto il giorno da solo allo stand, col compito di recuperare i tre roll-up dello sfondo a fine giornata.

Eccolo il mio stand. Piccolino, il micro-stand. Ma l’azienda è piccola, il farmaco fattura ancora poco e ci stà tutto. Peccato che il roll-up di destra sarebbe dovuto stare a sinistra, ma all’ultimo giorno è inutile perderci tempo.

Comunque appena arrivo al Marriott capisco che sarà dura.

All’ingresso della sala, dal lato delle sale congressuali, troneggia l’astronave Pfizer, Platinum Sponsor del congresso. Un mega-stand con un vero bar incluso all’interno!

Tutte hostess madrelingua al lavoro, vista la platea internazionale dell’evento. Perchè quì ti passano davanti tutti, dalla dottoressa araba in chador al medico indiano con barba bianca e turbante, dalla israeliana in tauiller al dottore argentino che parla un buon italiano e che si riempie le buste di gadget e campioni.

Non da meno comunque gli stand dei gold sponsor Novo Nordisk, MSD, Bayer, anche se anche loro sfigurano rispetto all’astronave Pfizer.

Raggiungo il mio micro-stand e… brutta sorpresa! Già sono in fondo alla sala, ma l’avevo messo in conto. Pure i due stand limitrofi vuoti però no!

E tanto per mettere la pietra tombale sulla mia speranza di scambiare due chiacchiere ogni tanto  gli stand alle mie ali sono quelli di prodotti dermo-cosmetici.

Questo vuol dire che sono zeppi di campioncini gratuiti, che i medici vi si assieperanno anche quando dovrebbero essere nelle aule. Per cui i tempi morti per chiacchierare con loro sono molto ridotti.

Insomma a parte qualche dottoressa che conosco che è venuta a salutarmi, a parte qualche ginecologo italiano ed un paio di sud americani che sono venuti a prendere informazioni sul Donaflor, ho passato una giornata noioooooooosa!

Rovistando tra le schede compilate dai medici per farsi venire a trovare dai miei colleghi ho trovato però una nota di umorismo 🙂

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