La lettura di questa raccolta di interviste nasce da una scoperta. La scoperta che la Scuola Holden, la scuola di storytelling fondata da Alessandro Baricco, ha un canale YouTube con alcune lezioni liberamente fruibili. E subito l’occhio mi è caduto su quella di Nicola Lagioia su Roberto Bolaño (link qui). Lagioia sostiene che Bolaño sia il più grande scrittore – o comunque uno dei più grandi – del ventunesimo secolo. I giudizi assoluti non mi appartengono ma comunque lo reputo un ottimo scrittore e ho letto come ipnotizzato sia Notturno Cileno che I detective selvaggi.

Nella sua lezione Lagioia fa spesso riferimento a queste interviste ed alcuni brani mi hanno subito catturato. E così, eccomi qui a parlarne. Interviste, dicevo, rilasciate nell’ultima fase della vita di Bolaño che era già gravemente malato e che spesso trascurava di curarsi pur di non interrompere la scrittura di 2666. Cosa mi ha colpito? Sicuramente la sua cultura letteraria sterminata. Sembrava aver letto tutto, dai classici latini ai principali autori europei. Senza escludere tutti i sudamericani ed i principali nordamericani.

Sono interviste di tipologia diversa. Alcune rilasciate a riviste letterarie e quindi più canoniche nelle domande e nelle risposte. Poi come perla di rara bellezza c’è l’intervista rilasciata a Monica Maristain per l’edizione messicana di Playboy. Non solo conigliere quindi tra le pagine patinate 😜

Perché non ha l’aria condizionata nel suo studio?
Perché il mio motto non è Et in Arcadia ego, ma Et in Sparta ego.
 
Non pensa che se si fosse ubriacato con Isabel Allende e Ángeles Mastretta avrebbe un’altra opinione dei loro libri?
Non credo. Primo, perché quelle signore evitano di bere con gente come me. Secondo, perché ho smesso di bere. Terzo, perché anche nelle sbronze peggiori ho sempre conservato un minimo di lucidità, un qualche senso della prosodia e del ritmo, un certo rifiuto del plagio, della mediocrità e del silenzio.

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