Con un po’ di ritardo eccomi qui per un breve racconto del mio ultimo viaggio. Come sempre la prima cosa che faccio è pubblicare le foto, quindi probabilmente le avrete già viste qui. E’ la terza volta che vado a New York City. La prima volta fu nell’agosto del 1994 – c’erano ancora le Torri Gemelle, la Lira era carta straccia al cambio col dollaro… quanti anni son passati… Poi tre anni fa, per il capodanno del 2012. Quest’anno ci sono ritornato per fare da guida ad i miei genitori. Non sono grandi viaggiatori, non parlano la lingua e a quarant’anni mi è piaciuta l’idea di potergli far fare qualcosa a cui sennò avrebbero rinunciato.

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I posti dove li ho portati li conoscevo già, così ho concentrato il mio occhio – anzi, l’obiettivo della fotocamera – su temi un po’ diversi da quelli del 2012.

Abbiamo affittato una stanza in un’hotel di Midtown, l’Affinia Manhattan. C’era un’offerta interessante per questa stanza. Arriviamo ed entriamo. Stanza ampia, bagno ampio, cabina armadio. Strano per l’east coast americana dove le stanze in albergo normalmente sono piccole. Mistero svelato: eravamo sotto il generatore dell’albergo. Dopo un paio di notti abbiamo gentilmente chiesto di essere spostati – grrrrr

Nolan

Arrivati il 19 pomeriggio siamo stati in giro tra Times Square ad il Rockfeller Center. Il giorno dopo era Pasqua. I miei genitori sono cattolici (in America è importante distinguere visto il pullulare di varie declinazioni del cristianesimo) e siamo andati a Messa presso la cattedrale di Saint Patrick. Al contrario dell’Italia, dove ci si sarebbe aspettati mezzogiorno come orario della Messa principale, lì la funzione celebrata dall’arcivescovo di New York, cardinale Nolan, era alle 10. In questo periodo – in perfetto sincrono con Roma impacchettata in una miriade di ponteggi – la cattedrale è in restauro. Un peccato perché merita sempre una visita da chi va per la prima volta a New York.

Nolan si è dimostrato molto alla mano nella sua omelia. Ho riassunto dopo la fine della messa ai miei genitori il contenuto del suo discorso. Loro comunque hanno apprezzato tanto la sua giovialità e semplicità – papà commentava che da noi c’è chi porta la mitra, chi la mette e chi la toglie, mentre Nolan faceva tutto da solo. E hanno apprezzato molto il fatto che dopo l’eucarestia abbia fatto il giro di tutte le tre navate della chiesa per salutare e benedire i fedeli.

Un’altra cosa che ci ha colpito è l’importanza che riveste lì il servire durante la messa. Al posto dei nostri giovani chierichetti c’erano anziani signori in tight e guanti bianchi! Per la cronaca Nolan ha sottolineato come quello fosse il posto più emozionante per celebrare la santa messa di Pasqua, dopo la chiesa di San Pietro a Roma 🙂

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All’uscita della messa era in corso l’Easter Parade, la sfilata di Pasqua in cui i newyorkesi festeggiano l’arrivo della primavera indossando cappelli singolari e costumi sgargianti. Sulla Quinta Strada, tra il Rockfeller Center e Central Park era pieeeeeno di persone agghindate come quelle che vedete nelle foto.

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La giornata era splendida ed essendo il lunedì lavorativo, Central Park era pieno di pic nic. Abbiamo visitato il Guggenheim Museum con una mostra sul futurismo italiano – per fortuna, perché a me tre anni fa era toccato l’orrido Cattelan! – e ci siamo goduti una bella passeggiata nel parco.

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Il giorno dopo abbiamo affrontato il Metropolitan Museum. Dopo sette ore i miei genitori erano finalmente soddisfatti, sebbene ovviamente abbiamo saltato varie sezioni. D’altronde il Metropolitan è una città nella città ed è impossibile visitarlo tutto in un solo giorno.

Old_Steakhouse

La sera siamo andati a cena all’Old Homestead Steakhouse dalle parti di Tribeca.  Locale raffinato – la foto su parla da sola – specializzato in carne. Bistecche belle alte e spettacolari. Magari prendetene una in due, viste le generose dimensioni. Il cameriere era convinto che fosse la terza volta che ci serviva e mi ha anche indicato il tavolo dove ci eravamo accomodati la volta precedente. Non ho voluto contraddirlo 😛 Servizio impeccabile – con tanto di tovagliolo messo sulle gambe dal cameriere stesso. Conto adeguato al servizio 😀

Shot at 9/11 Memorial in New York City

Il 22 siamo andati a vedere la Statua della Libertà ed Ellis Island. Purtroppo l’ultimo uragano che ha investito NYC ha danneggiato i macchinari che mantengono l’atmosfera controllata delle teche del museo dell’immigrazione, che di conseguenza era chiuso. Un vero peccato. Comunque la gita in battello alle due isole è sempre un must di New York. Nel pomeriggio abbiamo visto Wall Street, il Memoriale dell’11 Settembre (molto toccante), Little Italy – ormai fagocitata da Chinatown e ridotta alla sola Mulberry Street – e Soho.

Smilodon

Il 23 giornata dedicata al Museo di Storia Naturale.

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Il 24 mattina è stato dedicato all’Intrepid. Papà è da sempre un appassionato di aerei e non potevo non portarlo sul museo galleggiante allestito su questa portaerei della Seconda Guerra Mondiale. Abbiamo visitato un sottomarino, la portaerei sul cui ponte sono esposti vari Mig, F14, F16 e chi più ne ha più ne metta e – novità rispetto alla mia visita di tre anni fa – lo Space Shuttle Enterprise!!! Pomeriggio al MOMA. Serata musical a Broadway: Mama Mia. Cena dopo teatro in un simpatico locale, il Jekyll and Hyde Club. Arredamento in tema horror, statue robotizzate che si animano all’improvviso, luci che all’improvviso si spengono ad intermittenza e caratteristi che si aggirano tra i tavoli vestiti come i personaggi delle saghe horror. Troppo carino!

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Il 25 Empire State Building, pranzo a Sea Port, giro a Brooklyn e passeggiata per il Brooklyn Bridge.

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Il 26, dovendo partire la sera, giro a piedi tra la settima e la quinta fino a Grand Central Station. Abbiamo anche incrociato una sfilata piena di indiani. Celebravano non so che martire perito in degli scontri contro l’India.

New York alla fine ti costringe a camminare comunque tanto, ma la città è sempre fenomenale e non si può che esserne sempre entusiasti, anche quando come me si rivedono posti già visitati.

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