Eccomi di nuovo qui. Questo fine 2013 l’ho passato in Giordania: la città di Petra, il deserto del Wadi Rum, le rovine di Jerash, il Mar Morto. Una settimana molto intesa.

 

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Le foto le trovate nei soliti posti: Flickr, 500px, Facebook. Sono tutte fruibili senza registrazione ai vari servizi – anche quelle su Fb! Ho tentato di concentrarmi più sulle persone e sulle scene che sui monumenti. Petra per quanto bellissima è straconosciuta grazie al web.

E ora un piccolo diario di viaggio.

26 Dicembre

Partenza il pomeriggio sulla Egyptair con scalo al Cairo. Tempi stretti per le coincidenze – almeno per noi che partivamo da Roma. In serata arriviamo ad Amman e andiamo a dormire all’Hotel Shepherd. Pulizia e riscaldamento delle stanze lasciano a desiderare. Ma AnM non si sente appagata se non partecipa al concorso: residenze da sconsigliare nel mondo!

Il clima è particolarmente sfavorevole in Giordania. Una settimana prima aveva nevicato ad Amman e perfino al Cairo. Più di una volta nel nostro viaggio abbiamo avuto occasione di vedere cumuli di neve ghiacciata accumulata a bordo strada. Per nostra fortuna il bel tempo ci assiste fino al penultimo giorno, facendoci rinunciare solo ad uno spettacolo notturno a Petra.

 

27 Dicembre

Conosciamo la nostra guida: Fuad.

Fuad

Fuad

 

Fuad ha studiato architettura a Milano, per cui parla italiano. Si rivela una bella sorpresa: competente, ironico, vivace, capace di mantener desta l’attenzione inserendo qua e là qualche battuta senza esagerare. Ci muoviamo in un autobus tutto per noi. La nostra prima meta è Jerash, l’antica Gerasa.

Jerash

Jerash

 

E’ un sito archeologico in continua evoluzione che presenta reperti greco romani. La peculiarità principale è l’atipica piazza ovale e lo spettacolare anfiteatro. Il sito mi ha ricordato un po’ la Valle dei Templi di Agrigento, così affogato tra le costruzioni moderne. A parte questo l’ho trovato interessante.

Nel pomeriggio Fuad deve lasciarci per una visita di condoglianze. Lo sostituisce un suo amico, anche lui laureato in architettura a Milano.

Guide

Guide

 

Con lui siamo andati a Mount Nebo, il Monte Nebo. Secondo la tradizione da qui Mosè vide la Terra Promessa e qui morì. In effetti la vista spazia dal Mar Morto alla Valle del Giordano, con la città di Gerico nascosta dalla foschia. Sul monte sorge un santuario francescano dove sono conservati degli affreschi di epoca bizantina. Al momento il santuario è in ristrutturazione quindi abbiamo potuto vedere poco.

Little Angel

Little Angel

 

Nel tardo pomeriggio ci siamo spostati a Madaba per vedere nella Chiesa di san Giorgio il mosaico bizantino che rappresenta La Mappa della Terrasanta.

La nostra lunga giornata si conclude con il ritorno di Fuad e lo spostamento nel sud della Giordania al Wadi Rum (si pronuncia ram, non rum!). Lasciamo l’autobus in un villaggio ed i beduini ci portano ad un campo tendato. Ceniamo lì e dormiamo nei sacchi a pelo. Debbo dire che nonostante l’escursione termica tipica del deserto fa meno freddo di quel che pensavo.

 

28 Dicembre

Ci alziamo per vedere l’alba…

Dawn in the desert

Dawn in the desert

 

Spettacolo! Dopo aver fatto colazione ci portano con i mezzi a visitare il Wadi Rum: l’arco sospeso, la zona dell’arte rupestre, i resti della casa di Lawrence d’Arabia.

Convoy

Convoy

 

La sera ci spostiamo a Wadi Musa, la cittadina nei cui pressi sorge Petra. Siamo all’Hotel Edom, molto vicini all’ingresso del sito. Paghiamo ovviamente lo scotto della comodità con stanze raffazzonate. Salvo alcuni fortunati, molti di noi dormono a letto nei sacchi a pelo 😛

 

29 Dicembre

E’ il gran giorno, si va a vedere Petra! E’ anche l’ultimo giorno di bel tempo, la pioggia si avvicina. Andare in questo periodo presenta questo rischio. In compenso è possibile visitare l’intero sito, molto più esteso del famosissimo monumento chiamato Il Tesoro del Faraone. D’altronde d’estate con 50 gradi andare oltre quello è assolutamente impossibile.

The Treasury

The Treasury

 

Percorriamo a piedi il lungo canyon detto Siq, ammirando i resti dei canali costruiti dai Nabatei per raccogliere la scarsa acqua piovana. E ve lo confermo, arrivare alla fine e trovarsi di botto Il Tesoro che compare a tratti tra le pareti rocciose è un’emozione unica!

Il sito è enorme e dedichiamo la giornata alla piana detta The Basin. Buona parte dei monumenti più belli si trova qui.

Red Smile

Red Smile

 

Petra è piena di venditori di souvenir. Sono famiglie che una volta vivevano nel sito e che da una decina d’anni sono state spostate in delle case a ridosso dello stesso. Un po’ come i nostri zingari, queste famiglie mandano i loro bambini anziché a scuola ad elemosinare – anche perché vendere delle pietre che puoi trovare da te girando per Petra per me altro non è che tentare di muovere a compassione i turisti.

La città è anche piena di dromedari ed asinelli per trasportare i turisti troppo pigri per definirsi tali.

Petra_Archeo_001

 

Comunque i monumenti sono spettacolari e resto veramente soddisfatto del primo giorno a Petra. La sera festeggiamo con una bevuta al Cave Bar, unico pub per turisti della zona. Fatevi sempre i conti per pagare. I prezzi sul menù non comprendono tasse e servizio ed il cameriere ha la tendenza a fare prezzo fisso a dieci dinari contro i sette circa che si dovrebbero pagare.

 

30 Dicembre

Il cielo è nuvoloso e ci dedichiamo a visitare le zone in altura di Petra.

Jordan Kefiah

Jordan Kefiah

 

La salita al Monastero consta di circa 900 gradini. ma ne vale veramente la pena!

Petra_Archeo_024

 

Finiamo la nostra visita che inizia a piovigginare. La sera dobbiamo rinunciare allo spettacolo notturno, con il Siq ed il Tesoro illuminati dalle candele. Poco male. Con quattro gradi forse non me lo sarei goduto 🙂

 

 

 

31 Dicembre

In mattinata andiamo a visitare il sito di Little Petra. La Piccola Petra fungeva da mercato e da zona alberghiera per le carovane, così da lasciare nascosta la città principale

Siq Artist

Siq Artist

 

Nel pomeriggio raggiungiamo il Mar Morto, 400 metri sotto il livello del mare. La temperatura sale notevolmente nella depressione e le nuvole scompaiono. Fare il bagno nelle acque del Mar Morto è impressionante. Tutti sanno che si galleggia oltremodo. ma finché non sei dentro non te ne puoi rendere veramente conto. L’acqua è così salata da risultare amara al gusto.

Togheter

Togheter

In serata siamo di nuovo ad Amman. Fuad ci spiega che i musulmani non festeggiano il nostro capodanno. Ma ad Amman i meno ligi alle prescrizioni del Corano ne approfittano per fare baldoria e bere alcolici. Prima di cena facciamo un giro nel centro di Amman, dove c’è un bellissimo anfiteatro romano ottimamente conservato ed ancora in uso, al pari di quello di Jerash. Andiamo a cena al Zorba Touristic Restaurant. Il locale è pieno per il Capodanno. Il nostro è però il solo tavolo misto: uomini e donne. Per il resto la compagine è solo maschile. La condizione della donna resta problematica anche in un paese moderato come la Giordania.

La nostra è una cena normale con menù tradizionale: vari antipasti e spiedini di carne di pecora (penso). Abbiamo comprato vino e spumante al duty free di Amman. Agli altri tavoli portano bevande sicuramente alcoliche, ma scaraffate per salvare la forma. I locali sono molto allegri e chiassosi e dopo la mezzanotte parte un allegro trenino tutto maschile per il locale!

Verso l’una la festa è finita e torniamo in hotel.

 

1 Dicembre

Si torna a casa. L’Egyptair ha problemi con i suoi voli e partiamo da Amman per il Cairo con quattro ore di ritardo. Noi romani riusciamo a salire di corsa sul nostro aereo – anch’esso in ritardo. Il grosso del gruppo diretto a Milano invece pernotta in Egitto e deve rientrare il 2. Comunque questo è stato l’unico inconveniente del viaggio che, per il resto, è riuscito benissimo, permettendomi di conoscere degli splendidi compagni di viaggio a cui va il mio ringraziamento ed il mio saluto 😀

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