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Shantaram

di Gregory David Roberts

Sono stato un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell’eroina, un filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine, un poeta che ha perso l’anima in un carcere di massima sicurezza“. “Sono entrato nella mafia di Bombay, ho fatto il trafficante d’armi, il contrabbandiere, il falsario“. Poche frasi tratte dall’incipit di Shantaram bastano a far intuire come a breve ci immergeremo in un mondo fantastico che solo in India può essere anche reale. La biografia romanzata di una persona dalla vita eccezionale che scopre l’India e se ne innamora, che ci fa scoprire l’India e ce ne fa innamorare. La vita di Roberts, di Shantaram, l’uomo della pace di Dio, come verrà ribattezzato in un piccolo villaggio indiano, è stata a dir poco rocambolesca. Forse sconclusionata. Ma dal succo di questa vita Roberts stesso trae un racconto appassionante, a volte onirico, a volte struggente. Mille e duecento pagine che ti catapultano nel mondo della città di Bombay, mondo da cui non vorresti mai più andare via.