Diario del Myanmar

E anche per quest’ultimo viaggio ho scritto un diario. Lo trovate come sempre nella apposita sezione o cliccando qui. Ci sono anche un po’ di foto ed altre ne verranno 😅

Oman

Quest’anno ho deciso di trascorrere le ferie di capodanno nel Sultanato dell’Oman. E’ al momento il posto del Medio Oriente più tranquillo e sicuro per un occidentale, del tutto fuori dalle dispute religiose tra sunniti e sciiti e con una politica estera rigorosamente neutrale, tanto da guadagnarsi il soprannome di Svizzera del Medio Oriente. L’Oman è uno stato antico la cui storia si perde nei secoli. Crocevia della via dell’incenso ai tempi delle carovane che trasportavano le spezie in Europa, ha visto il periodo di massimo fulgore tra il 1700 ed il 1800, quando divenne un impero coloniale controllando tratti della costa orientale africana e l’isola di Zanzibar. L’Oman ci ha regalato fantastici scenari di roccia e deserto, una popolazione mite e socievole, un clima caldo ma secco.

mappa_oman

Sempre grazie ad Avventure nel Mondo (la scheda del viaggio Oman Breve la trovate qui) ho trascorso una fantastica settimana con un gruppo allegro ed affiatato (che approfitto per ringraziare). Qui di seguito ho riassunto brevemente le nostre tappe. Ho aggiunto delle mappe tratte da Google Maps (se ci cliccate sopra gli itinerari dovrebbero aprirsi direttamente in Google Maps) e qualcuna delle foto che ho fatto. L’unico mio rimpianto di questo viaggio è stato il non aver potuto fotografare la Via Lattea nel deserto. Eravamo troppo vicini ad un centro urbano che illuminava in pieno proprio la zona di cielo dove si trovava 😁

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Ecuador e Galapagos

Estate 2015. Ho deciso di ritornare in Sud America. Avevo tanta voglia di vedere di nuovo le Ande dopo il viaggio del 2011 in Argentina, Bolivia e Cile. La mia scelta è caduta sull’Ecuador, posto sorprendente ma poco noto al turismo di massa italiano. Come scopriremo durante il viaggio in effetti il grosso del turismo in Ecuador è interno. Incontreremo tantissime famiglie composte da genitori e figli intente a visitare il loro splendido paese. La scheda del viaggio di Avventure nel Mondo la trovate qui. Con un’unica soluzione ho potuto visitare per due settimane l’Ecuador e poi trascorrere una settimana in barca nell’Arcipelago delle Galapagos. Da bravo biologo ho ripercorso le orme del buon Darwin – ed era pure ora, no? 😄

L’itinerario in Ecuador prevedeva un paio di giorni in Amazzonia, lungo il Rio Napo, per poi visitare gli altopiani andini con le città di Quito, Baños, Cuenca ed i vulcani Cotopaxi e Chimborazo. La crociera alle Galapagos, invece, ci ha portato sulle isole di Baltra, Genovesa, Bartolomé, Santa Fe, San Cristòbal, Española, Floreana e Santa Cruz.

Il viaggio è stato molto bello. Ovviamente presentava le sue complicazioni. Le altezze notevoli raggiunte sulle Ande – con il mio nuovo record personale di 5100 metri, raggiunto sul vulcano Chimborazo – che hanno esposto alcuni al mal di montagna (manifestatosi per lo più con la pressione sanguigna schizzata alle stelle e con relativa necessità di assumere un diuretico). O il mal di mare sofferto da qualcuno durante le lunghe e movimentate navigazioni notturne tra le varie isole delle Galapagos. Nulla comunque di eccessivo. E per mia fortuna, nulla che mi abbia coinvolto direttamente.

L’Ecuador deriva il suo nome dal fatto di essere attraversato dall’Equatore. Ottima spunto per una raccomandazione: non dimenticate MAI il cappello. Sia per la posizione geografica che per il fatto di essere sempre ad altezze notevoli (tra i 3000 ed i 4000 metri) il sole picchia tantissimo. Tendenzialmente le temperature sono miti. Ma in montagna il tempo cambia velocemente. Per cui occorre avere sempre a portata di mano felpe e giacconi. Capi che comunque dal tramonto in poi sono d’obbligo, visto che le temperature scendono abbastanza. Prima di iniziare il racconto del viaggio ci tengo a sfatare un mito. Sicuramente in passato le condizioni economiche dell’Ecuador erano più precarie e gli allarmi lanciate dalle guide turistiche sul rischio di essere rapinati da bande di ragazzini per strada avevano il loro fondamento. Noi non abbiamo avuto nessun problema. Nè a Quito, né a Cuenca, né a Guayaquil. Vero è che siamo sempre rimasti nelle zone turistiche di queste città e siamo sempre stati attenti. Una comodità di questo viaggio è stato il fatto che non abbiamo dovuto cambiare la valuta. L’Ecuador ha abbandonato da molti anni l’inflazionatissimo Sucre per adottare il dollaro americano. Questo ci ha semplificato molto i conti e la gestione delle spese.

Bene. Le premesse sono finite ed è ora di iniziare il racconto di questa avventura…

 

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Viaggio sulle Ande

Il nome che Avventure nel Mondo ha dato a questo viaggio è Argentina, Bolivia, Cile. Troppo lungo. Poco evocativo. Per noi è stato fin da subito ABC. L’obiettivo è visitare i territori andini a ridosso dei confini tra queste tre nazioni. Siamo in quattordici alla partenza. Tutti esperti viaggiatori e ben motivati. Il viaggio presenta alcune difficoltà. Sono difficoltà importanti ma affrontabili. La prima è rappresentata dalle grandi altezze a cui si arriverà. Per una settimana si resterà quasi sempre sopra i 4000 metri, per arrivare a toccare i 5000 metri. L’incognita è rappresentata da affanno, stanchezza e dal mal di montagna: rigetto o rialzi pressori. Non è possibile sapere prima di partire come reagirà il nostro organismo oltre il limite dei 4000 metri. L’importante è essere consapevoli dei problemi potenziali a cui si va incontro in un viaggio come questo ed avere sottomano le soluzioni. Per la pressione tutte le farmacie boliviane sono fornite di diuretici. Se vi scoppia un mal di testa che non passa neanche con un antinfiammatorio, molto probabilmente la pressione sanguigna sarà salita alle stelle. Prendete un diuretico e passa la paura. Per l’affanno basta fare tutto con calma e, alla peggio, evitare le passeggiate più difficili. Per il voltastomaco… tenetevi un sacchetto dall’aereo sempre pronto ed un antiemetico in tasca. Nel nostro gruppo i primi segni dell’altitudine sono arrivati a Tupiza, 3000 metri. Ma è stato da Potosì in poi, passati i 4000, che affanno e mal di montagna hanno fatto capolino. L’altro grande problema saranno gli sbalzi termici. Sebbene ad Agosto nell’emisfero australe sia inverno, le zone visitate sono a ridosso dell’equatore. Questo le inserisce in un clima diverso da quello a cui siamo abituati nelle fasce temperate. E’ la stagione secca. Normalmente quindi c’è il sole. Quando il tempo si guasta nevica, soprattutto in Bolivia. Difficilmente piove. Le temperature però subiscono sbalzi tra il giorno e la notte. Spesso contenuti. Sempre più estremi man mano che ci si addentra nel sud ovest boliviano. Tra il Salar de Uyuni e le lagune d’alta quota, dove si dovrà necessariamente dormire con i sacchi a pelo nei rifugi, si passerà dai 25 gradi diurni ai -15 notturni. Serve un abbigliamento molto vario e l’accortezza di coprirsi ed alleggerirsi continuamente durante l’arco della giornata. Per il resto il viaggio è molto tranquillo. Al contrario del nord del continente sudamericano, qui non si corrono rischi di rapina o peggio. La popolazione è mite ed ospitale, sebbene la povertà sia desolante.

Fatte queste premesse possiamo passare a narrare questo meraviglioso viaggio. Intanto iniziamo con una foto del gruppo. Qui siamo tutti belli in posa nel posto più impervio da raggiungere: la Laguna Colorada.

 

Ed ora, giorno per giorno, le nostre tappe.

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Zanzibar

Africa. Zanzibar è uno spicchio di Paradiso ed anche una piccola illusione per il turista distratto. Può sembrare un posto fuori dal mondo: le spiagge bianche, il mare turchese, gli abitanti che parlano italiano. Ma basta fare un giro fuori dal recinto protetto del proprio resort e del doveroso tour delle spezie. Basta andare nel mercato di Stone Town o fermarsi nei villaggi dispersi nell’isola. Basta parlare con i suoi abitanti per capire che anche qui, anche se non sembra, siamo in Africa. E in Africa devi vivere alla giornata. Non puoi programmare nulla perché nulla è certo. Ma forse anche per questo Zanzibar possiede un fascino irresistibile.

zanzibar. child, smile, Africa

 

Viaggio Zanzibar Discovery della solita Avventure nel Mondo con partenza il 28 Dicembre 2014 e ritorno il 6 Gennaio 2015. Una settimana di relax totale. L’arcipelago consiste di tre isole principali: Zanzibar, Pemba e Tanga – nome evocativo quest’ultimo… Il mio equipaggiamento fotografico è sovradimensionato per una semplice settimana di mare. A parte l’iPhone e la compatta subacquea, decido di portare anche la D5300. In fondo, al contrario delle Maldive, che sono solo cielo e mare, qui avremmo occasione di visitare villaggi e di girare per le isole.

Trovate qui sul blog qualche foto, oltre che sui soliti social network…

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Hawaii

Hawaii

C’è un viaggio di cui non ho mai scritto il diario ed è quello del 2007 alle Hawaii. Questo perché presi l’abitudine a scrivere i diari di viaggio solo l’anno successivo. Quel viaggio però è rimasto così impresso nei miei ricordi che solo guardando le foto me ne ritornano in mente molti dettagli. E sono così vividi che ho deciso di provare a scrivere ora, dopo sette anni, il resoconto di quella splendida avventura. Se non fosse precisissimo, chiedo venia. Hawaii_173 Intanto una premessa.Che le Hawaii siano il paradiso non è uno slogan pubblicitario degli anni ’40. Sono l’unico posto finora, insieme a Manhattan, dove ho mai pensato di poter vivere fuori dall’Italia. Un po’ costoso come paradiso certo. Ma non manca nulla. C’è la metropoli, Honolulu, con tutti i servizi di cui potremmo avere bisogno. C’è il mare incontaminato, anche se con poca barriera corallina rispetto ad altre isole del Pacifico. Ci sono le giungle lussureggianti, tanto che serie tv come Lost o film come Indiana Jones sono stati girati in quelle isole. Ci sono le montagne, in realtà vulcani spenti che arrivano anche a raggiungere i 4000 metri. E c’è il vulcano ancora attivo, il Kilauea, con un paesaggio così particolare ed unico da lasciare col fiato mozzato. Al tempo non ero attrezzato con una reflex, come ora. Anzi direi che al tempo la fotografia non era ancora una passione, un hobby come adesso. Avevo comprato una compattina per l’occasione, una Casio, ed a rivedere quelle foto dopo tanti anni mi rendo conto che… dovrei ritornarci per farle due foto decenti! Poco male, comunque. Dai, partiamo…

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