Shaun Bythell, l’autore di questo singolare diario, è il proprietario di una libreria dell’usato a Wigtown, Scozia. La libreria si chiama appropriatamente The Book Shop. Il diario copre un anno di attività di Shaun e raccoglie aneddoti sui clienti della libreria, su chi cerca di vendere la biblioteca di un parente morto, sulle difficoltà di avere a che fare con le poste e con Amazon e sui problemi di dover riparare il tetto in un periodo dell’anno in cui nessuno compra libri.

Trovo alquanto ironico che io abbia letto l’opera di uno che odia gli ebook proprio in formato elettronico… ma tant’è. Non aspettatevi racconti mirabolanti, in Una vita da libraio si dipana la vita comune – non banale, ma comune – di quegli abitanti di questo paesino che gravitano intorno al Book Shop di Bythell. E se apprezzate il leggero sarcasmo British – anzi, dovrei dire Scottish – di quelle terre, tanto meglio.

Scoperte dovute alla lettura.

Bythell gestisce un Random Book Club. Ci si iscrive e per posta vi arriva una selezione di libri scelti da lui. Spediscono anche al di fuori del Regno Unito. Trovate maggiori informazioni qui.

Vorreste essere un libraio ma non sapete come provare se il mestiere faccia per voi? Ecco che a Wigtown esiste The Open Book, una libreria con annessa abitazione, disponibile su Airbnb. Il link è qui.

Esiste un vasto mercato di libri antichi e rari online gestito dal portale AbeBooks. Non lo conoscevo e potrebbe tornarmi utile. E magari potrebbe tornare utile anche a voi che leggete questa recensione. Quando non sai cosa regalare un libro pregiato potrebbe essere un’ottima idea. Poi beh… a guardare alcuni prezzi tocca tornare con i piedi per terra 😂

E poi la scoperta per me più mirabolante e misteriosa!!! L’incredibile successo di vendita dei testi e dei libri dedicati al trasporto ferroviario. Non me lo spiego proprio. Ma se qualcuno volesse suggerirmene il fascino nei commenti, avrebbe la mia sentita gratitudine!

Ringraziamenti: ho scoperto questo libro grazie a questo articolo de Il Post. Un sentito grazie a Il Post.

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