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Valore

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Non conosco Erri De Luca. Non ho mai letto nulla di suo. L’ho visto la prima volta un anno fa’. Almeno mi sembra. In tv, su La7. In un’intervista nella trasmissione Le Invasioni Barbariche. Una persona magnetica. Una storia alle spalle che non condividevo. Ma quelli della sua gioventù erano tempi diversi. Tempi di divisione e di scontro.

Lesse una poesia alla fine della trasmissione. “Valore” si intitolava. Bella.

Oggi ero in uno studio medico e l’ho trovata stampata ed appesa al muro. M’è sembrata sempre bella.

La riporto quì. Per chi non la conosce…

Considero valore ogni forma di vita,
la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere ad un grido,
chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual’è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Da Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi, 2002