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Velociraptor

Fin da piccolo ero appassionato di dinosauri. Chi non lo è? Esseri mostruosi e misteriosi. Come molti mi sono goduto le meraviglie sceniche di Jurassic Park, che ridava vita a questi animali estinti. L’altra sera mi sono visto casualmente un documentario su La7 appartenente alla serie La7 Doc.

E sono rimasto molto colpito. Si parlava diffusamente del Velociraptor. Il predatore che imperversa in tutti e tre i film di Jurassic Park. Era implacabile, furbo e socialmente organizzato. Ho scoperto che l’immagine da lucertolone era del tutto sbagliata, come le dimensioni e l’utilizzo che faceva del suo artiglio retrattile. La trasmissione, un documentario della BBC, è stata molto interessante perchè si appoggiava a test biomeccanici per appurare la veridicità delle teorie più comuni e sfatarle.

Negli ultimi anni sono stati effettuati molti scavi archeologici nel Deserto del Gobi, in Mongolia. Le scoperte effettuate ci stanno aiutando a comprendere meglio la Preistoria.

Le piume

Nella primavera del 2000 nel nord-est della Cina, nella provincia del Liaoning, è stato rinvenuto il fossile di un Dromaeosauro, un dinosauro della stessa famiglia del Velociraptor, il terribile predatore che spartisce il ruolo del protagonista col Tirannosaurus Rex nei film della saga di Jurassic Park.

Come è ben visibile dall’immagine, nel fossile è chiaramente visibile la presenza di piume! I Dromoeosauridi infatti sono strettamente imparentati con gli uccelli e le piume altro non sono che un’evoluzione delle squame. Questo cambia molto il modo in cui dobbiamo immaginarci gli antichi dinosauri. Non animali simili a lucertole giganti ma piuttosto a degli uccelli bizzarri! In questi animali le penne non servivano certo a volare, ma contribuivano al mantenimento dell’omeotermia.

Per cui ecco come cambia ai nostri occhi l’immagine che avrebbe potuto avere un Velociraptor:

da così

a così

Essendo un veloce predatore è inoltre ipotizzabile che sfruttasse le penne presenti sulle braccia durante la corsa per aiutarsi nei cambi rapidi di direzione, cosa oggi visibile negli struzzi in corsa.

Le dimensioni

Altro mito da sfatare sono le dimensioni del Velociraptor.

Nei film di Jurassic Park appariva grande quanto un uomo. A volte anche più alto. Niente di più falso. Il Velociraptor era piccolo. Era alto all’incirca 1 metro con una lunghezza, lunga coda compresa, di 2,7 metri.

Un grosso tacchino con una lunga coda, una bocca piena di denti affilati come rasoi e seghettati ed un lungo artiglio retrattile alle zampe.

L’artiglio retrattile

L’artiglio retrattile era la sua arma. Ma non come ipotizzato in Jurassic Park. Nel film si parlava dell’artiglio come di un’arma capace di squarciare il ventre delle prede.

Con un ingegnoso esperimento di biomeccanica si è dimostrata l’erroneità di questa teoria

Studiando l’attaccatura dei tendini sulle ossa si è ricostruita la massa muscolare del Velociraptor e si è calcolata la forza della sua zampa. Costruendone un modello biomeccanico e testandolo su un ventre di maiale si è scoperto che l’artiglio retrattile avrebbe si perforato il ventre della preda, ma senza riuscire a squarciarlo.

Come lo utilizzava dunque? In questo caso ci viene in aiuto uno dei ritrovamenti fossili più stupefacenti della storia:

Quello che vedete è la scena di un combattimento tra un erbivoro, un Protoceratops, ed il suo predatore classico, un Velociraptor. Probabilmente i due sono morti perchè sommersi da una colata di fango o perchè sprofondati in delle sabbie mobili. Le cose fenomenali di questo ritrovamento sono due:

  1. Il Protoceratops si difende strenuamente, tantevvero che sta mordendo la zampa dell’aggressore
  2. Il Velociraptor ci svela l’utilizzo del suo artiglio. Lo adopera per pugnalare alla gola la vittima, onde recidere le giugulari o la trachea.