Come perdere il treno dell’innovazione

Mirabile editoriale di Gramellini su La Stampa di oggi. Titolo: “Gli inoccupabili”

Gli investitori stranieri si tengono alla larga dall’Italia non perché considerano i nostri figli dei caproni, ma perché si rifiutano di allungare una bustarella ai loro padri o, in alternativa, di aspettare tre anni per avere un bollo che altrove ottengono in tre ore.

Eh si, perchè noi siamo sempre bravi a criticare gli altri, a guardare la pagliuzza nell’occhio del prossimo. Ma ancora più bravi lo siamo ad ignorare la trave nel nostro.

Mi pare evidente che saper cucinare bene ed avere gusto nell’abbinare colori e tessuti per i nostri abiti non faccia di noi un popolo eletto. Quindi mi sono messo un po’ a vedere cosa stanno combinando negli Stati Uniti per uscire dalla crisi. Perchè loro che dalla crisi stanno uscendo. Noi no.

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La mossa del cavallo

Nel gioco degli scacchi il cavallo muove due passi avanti ed uno di lato, rompendo le geometrie classiche del movimento degli altri pezzi. Il gioco degli scacchi è una simulazione di guerra, è tattica e strategia. E’ interessante constatare come la diplomazia internazionale stia utilizzando una mossa “diversa” da quelle fatte fin’ora per risolvere – o forse in definitiva lasciare così com’è – la crisi siriana.

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Assad è un carnefice. Nè più nè meno di Saddam Hussein o Gheddafi. Ma ha un vantaggio rispetto a loro. Ha armi di distruzione di massa. Armi chimiche. E, mancando di petrolio, non fornisce nessun motivo valido all’Occidente per curarsi del destino della Siria. Sono due anni che in Siria infuria una guerra civile nell’indifferenza delle opinioni pubbliche occidentali. Le stesse che si oppongono ai venti di guerra di Obama perché la guerra non ha mai risolto nulla.

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L’Iran e la bomba

Ultimamente ho ridato un po’ fiato ad una delle mie passioni di sempre, la geopolitica.
Mi sono messo un po’ a leggicchiare qua e la (soprattutto su Limes) sulla situazione in medio oriente e ho provato a fare il punto della situazione.


Per chi fosse interessato provo a riassumere il tutto in questo post.

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Il corpo del capo

Viviamo in una democrazia occidentale sui generis. Roba da tardo Impero Romano. Rifletteteci.

Al di là dell’Atlantico sono dodici anni che la poltrona di Presidente degli Stati Uniti è contesa tra due famiglie: i Bush ed i Clinton. Certo, ora c’è Obama, ma Hilary Clinton è comunque lì, Segretario di Stato.

In Inghilterra c’è la saga del Labour Party. Tony Blair passa lo scettro a Brown quando ha superato il limite di eccesso di presenza. Concetto tipicamente inglese. Noi non lo comprenderemo mai, quindi inutile tentare.

In Francia c’è un cretino che pensa a tutto meno che al paese. Si sposa con una modella, si mette in mostra in Medio Oriente solo per apparire in televisione, non concludendo nulla. E nel frattempo le periferie delle sue metropoli sono in rivolta.

Quì da noi, tanto per essere originali, dopo l’incessante scontro Berlusconi-Prodi, il secondo vieppiù pugnalato da chiunque potesse infierire, viviamo ora nel dramma da assenza di opposizione. Troppo occupati a sinistra nell’auto-cannibalismo per crescere e decidere che fare da grandi. Il PD, dopo l’umiliante buffone di passaggio, ora si presenta con un segretario a termine. Che, disperato, spara bordate retoriche su qualunque argomento. Tesi già ampiamente rigettate dalla storia negli anni passati.

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Rendition

Col termine rendition si indicano le operazioni della CIA volte a prelevare/rapire un terrorista, o sospetto tale, a detenerlo in carceri temporanee e a consegnarlo a paesi terzi che lo deterranno e processeranno per conto degli Stati Uniti. Spesso i diritti dei detenuti sono bellamente ignorati e molti subiscono torture nei paesi terzi.
E’ il caso dell’italiano Abu Omar, scomparso da Milano e riapparso nelle prigioni egiziane.
Largamente usate da Bush nella guerra al terrorismo, le rendition sono state poste sotto accusa da moti governi europei e dalla gran parte dell’opinione pubblica. Europea.

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Quante chiacchiere inutili

C’ho provato a non commentare. Poi però la tentazione è stata troppo forte e getto giù due righe. Il solito Veltroni, sempre a corto di argomenti, parla tanto per parlare. Dice sempre di sentirsi tanto diverso dai suoi colleghi politici e poi è il più arcipolitico di loro!

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