Paper: la lunga strada per produrre un’App

Dare valore ad un bene immateriale come il software è sempre molto difficile. Siamo così “geneticamente” condizionati a valutare un bene nelle tre dimensioni, a soppesarlo, ad averlo fisicamente tra le mani, che questa difficoltà è più che giustificata. Per nulla giustificato è invece l’atteggiamento di chi si rivolge alle vie alternative per non pagare il software. Mi è capitato sovente di assistere a scene che non ho problemi a definire penose. Persone che si vantavano di aver scaricato giochini piratati sul loro dispositivo: “tanto che problema c’è” oppure “io a quelli non li do i miei soldi”. E parliamo di cifre che spaziano dall’uno ai due euro. Certo in questi comportamenti è insita l’arretratezza culturale di molti italiani (i furbetti che vogliono fare fesso il prossimo) ed una certa disonestà di fondo (spesso neanche percepita, tanto da spingere queste persone a criticare in altre sedi la disonestà presunta di vari personaggi pubblici). È una cosa a cui penso spesso – la reputo una della cause principali del declino italiano. Proprio per questo voglio raccontarvi un esempio che mi ha colpito del lavoro che c’è dietro al software. Spunto? La nuova versione di Paper per iPhone. pencil  

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Content blocker e iOS 9

Ieri è stato rilasciato iOS 9, sistema operativo che ha introdotto il content blocker, la possibilità per gli sviluppatori di scrivere estensioni per Safari capaci di bloccare un determinato contenuto. E questo contenuto è, ovviamente, la pubblicità. Faccio una doverosa premessa. La pubblicità sul web è sicuramente importante. Permette a molte realtà di sopravvivere fornendo gratuitamente notizie e servizi. Il problema è la mancanza di un punto di equilibrio quando la pubblicità, anzi le tecniche pubblicitarie diventano eccessivamente invadenti e nocive. Badate bene, qui non intendiamo solamente banner che si sovrappongono al testo che voglio leggere oppure video che partono da soli col volume al massimo. Qui parliamo anche e soprattutto di tutti quegli strumenti per tracciare i dati di noi utenti. Dati che vengono raccolti e venduti a nostra insaputa e nostro discapito.

Questi strumenti di tracking sono così diffusi che, oltre a violare palesemente la nostra privacy, determinano un incremento notevole sia dei tempi di caricamento delle pagine che del consumo di traffico dati. E considerando quanto siano limitati i piani tariffari dei nostri operatori mobili, risparmiare traffico dati diventa importante. Molto importante.

Avete dei dubbi? L’immagine sopra parla da sola… Si può navigare quattro volte più velocemente dimezzando il consumo di banda bloccando questi script!!!

On average, pages loaded 3.9x faster with Crystal and used 53% less bandwidth. Just by having Crystal installed, I saved a total of 70 seconds and 35MB of data on these 10 pages.

Ovviamente come si apre un mercato sono molti gli sviluppatori a volerne occupare una fetta. Vi parlerò di sole due app per iOS, ma sicuramente ne staranno uscendo molte in questi giorni. La prima è Crystall. E ha il merito di essere da qualche mese in sviluppo e quindi di essere già rodata. La seconda è Peace, sviluppata da Marco Arment. Sviluppatore che personalmente apprezzo per varie genialate (Tumblr, Instapaper, Overcast). Hanno prezzi diversi ma sono entrambe valide.

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Keynote Apple: tanto rumore per nulla?

Molte novità presentate da Apple nel keynote di questo Settembre 2015. In ordine cronologico: Apple Watch, iPad Pro, Apple Tv, iPhone 6s. Forse troppa carne al fuoco per un unica presentazione. Due lunghe ore e solo due le cose intriganti che mi hanno colpito, entrambe legate all’iPhone prossimo venturo, il 6s. L’introduzione della tecnologia chiamata 3D Touch e le Live Photos.

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E poi c’è tutto il resto. Dalle innovazioni che mi lasciano perplesso su uno smartphone, come la fotocamera da 12 MP ed i video in 4k, al senso da dare all’iPad Pro ed infine alle considerazioni sulla nuova Apple Tv. Ho dimenticato qualcosa? Ah si… L’Apple Watch. Sapete che vi dico? Accorciamo subito di un capitolo l’articolo. Continuo a non trovare un senso all’Apple Watch e quindi lo salto a piè pari. Tanto se fossi un fanatico del fitness troverei più comoda una smartband. E certo non sono il tipo che non vede l’ora di essere disturbato dalle notifiche quando non ha il cellulare a portata di mano! 😁

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Il MacBook 12″ è l’iPad per chi deve produrre contenuti

iPhone ed iPad sono stati dei grandi successi per Apple. Il primo perché ha portato internet nelle tasche delle persone. Il secondo perché l’ha portata sui divani delle case. Il grande limite di iPad è che è perfetto per fruire dei contenuti ma ostico per la produzione degli stessi. Apple ha a lungo sostenuto lo sviluppo di applicazioni volte alla produttività. Han tirato fuori iMovie per iOS e la suite iWork. Ma senza una tastiera fisica è veramente difficile utilizzare l’iPad per scrivere anche un documento che sia solo un po’ corposo. C’ho provato in passato. ma ho lasciato perdere. Poi sono iniziati i rumors su un iPad da 12″ dedicato ad un ambito professionale e dotato di pennino. Non so se lo produrranno, ma a mio parere resterebbe il problema della maneggevolezza. Poi stasera presentano il MacBook.

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I nativi digitali preferiscono i libri di carta

Un articolo del Washington Post ha rimesso in auge la classica domanda. Libri di carta o libri elettronici?

Sappiamo tutti che un libro cartaceo ha tanti vantaggi: lo puoi prestare, rivendere, strapazzare portandotelo in spiaggia e lasciandolo in bella vista quando ti allontani. Un iPad o un Kindle no. Ma il punto non è questo.

Nello specifico nell’articolo si parla delle preferenze degli studenti nativi digitali, o millenials come sono chiamati in America. Quasi tutti i membri del campione esaminato preferiscono studiare su testi cartacei.

“You just get so distracted,” one student said. “It’s like if I finish a paragraph, I’ll go on Tumblr, and then three hours later you’re still not done with reading.”

Più che il gusto dovuto all’odore della carta o la praticità di prendere appunti a margine (che poi si può fare e meglio con le note negli ebook) è proprio questo il problema. La scarsa capacità di concentrazione che molti studenti hanno di fronte agli ebook.

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Sempre più sottile

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Ecco. Considerando che un iPad spesso lo utilizzo per leggere libri o per navigare, che sia più sottile e più leggero non mi dispiace. Non vorrei però che si esagerasse e a via di assottigliarlo si andasse a comprometterne l’autonomia.

Comunque è impressionante come in pochi anni si sia riusciti a progredire così tanto nella tecnologia costruttiva e nella miniaturizzazione.