Sostiene Pereira
Libro famoso. Famoso anche l’omonimo film con Mastroianni. Cosa colpisce del libro? Il tono lieve. La riservatezza di Pereira che, raccontando la sua storia, glissa sempre sugli aspetti troppo personali – i propri sogni, il ricordo della moglie. La teoria della confederazione delle anime, gentile grimaldello che spinge Pereira a vivere nel futuro, abbandonando il passato. Piccole cose che rendono un breve racconto indimenticabile.
Suttree
Quello che colpisce subito, ed intimorisce, è la ricercatezza della scrittura, la precisione del dettaglio, l’eccesso nel descrivere tutto. Dialoghi secchi e descrizioni barocche.
All’inizio, questo. Poi… La storia, la scrittura, i personaggi. Il tutto ti prende e ti porta con se. Una storia di vita e di morte. E, forse, di resurrezione. Una umanità varia e derelitta riempie le pagine del romanzo. E tra questi personaggi, con loro e anche contro di loro, Suttree vive.
Un luogo incerto
L’anticrimine di Parigi è da sempre divisa in due fazioni: positivisti e spalatori di nuvole. Mai come in quest’indagine atipica i secondi risulteranno fondamentali. Un giallo in cui l’origine del male affonda in un passato remoto. Un passato che scatena i demoni nella debole mente dell’assassino di oggi. E solo ricostruendo l’antica saga, tra false piste, sabotaggi, rischiando la vita, Adamsberg riuscirà a dipanare la matassa.
Nei boschi eterni
Un bel giallo, forse un po’ lento all’inizio. Ma i Francesi non hanno mai fretta di raccontare una storia. Mi ci voleva proprio qualcosa di diverso. L’opposto delle americanate della Cornwell. Vargas dice che un delitto è sempre semplice. Ma su questa semplicità è riuscita a costruire un romanzo affascinante e fuori dagli schemi classici.
