Paolo Lucciola

Panta rei os potamòs

Tag: Berlusconi

Redde Rationem

Sarò l’unico ad auspicare la separazione tra Fini e Berlusconi? Non penso.
Non penso nemmeno di essere stato l’unico a vedere la nascita di Pd e PdL come un momento di confusione.
Come tutte le cose imposte dall’alto e non maturate nè volute dalla base. Berlusconi tenta con Fini un deja vù della passata contrapposizione con Casini. Con la differenza che Casini rappresentava un centro che in Italia non interessa più a nessuno. Fini una nuova destra di cui molti sentono il bisogno.

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Shooting Silvio

E poi si dice che il cinema in Italia è in crisi. Certo che lo è se non sa esprimersi in maniera matura e se per farlo deve addirittura scimmiottare Death of a President di Range.

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La storia è semplice. Sky, rancorosa per l’aumento dell’IVA che ha subito dall’attuale governo1, ha messo in onda un lungometraggio di un abruzzese, Berardo Carboni, dove un depresso identifica in Berlusconi la fonte di tutti i mali e decide di ucciderlo.

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  1. siamo in Italia, i manager ragionano di pancia mica di testa []

Il corpo del capo

Viviamo in una democrazia occidentale sui generis. Roba da tardo Impero Romano. Rifletteteci.

Al di là dell’Atlantico sono dodici anni che la poltrona di Presidente degli Stati Uniti è contesa tra due famiglie: i Bush ed i Clinton. Certo, ora c’è Obama, ma Hilary Clinton è comunque lì, Segretario di Stato.

In Inghilterra c’è la saga del Labour Party. Tony Blair passa lo scettro a Brown quando ha superato il limite di eccesso di presenza. Concetto tipicamente inglese. Noi non lo comprenderemo mai, quindi inutile tentare.

In Francia c’è un cretino che pensa a tutto meno che al paese. Si sposa con una modella, si mette in mostra in Medio Oriente solo per apparire in televisione, non concludendo nulla. E nel frattempo le periferie delle sue metropoli sono in rivolta.

Quì da noi, tanto per essere originali, dopo l’incessante scontro Berlusconi-Prodi, il secondo vieppiù pugnalato da chiunque potesse infierire, viviamo ora nel dramma da assenza di opposizione. Troppo occupati a sinistra nell’auto-cannibalismo per crescere e decidere che fare da grandi. Il PD, dopo l’umiliante buffone di passaggio, ora si presenta con un segretario a termine. Che, disperato, spara bordate retoriche su qualunque argomento. Tesi già ampiamente rigettate dalla storia negli anni passati.

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Su Eluana

E’ finita. Nel senso che lei è morta. Ma non è finita veramente. Perchè i pagliacci che starnazzano in parlamento continuano a coprirsi di ridicolo.
Ieri sera, di ritorno dalla palestra, ho appreso la notizia dalla tv. Per lo più ho seguito la trasmissione su La7 e, ogni tanto, il sempre inconcludente Porta a Porta su Rai 1.
Su un argomento così profondo e delicato bisogna essere cauti. Anche perchè ognuno di noi avrà la sua opinione. Pienamente legittima e rispettabile.
Ecco. Questo è il punto. Quello che non accetto è il voler affermare l’opinione di una parte sull’altra. Il voler far prevalicare la visione di alcuni su quella di altri.
Non ritengo assolutamente ammissibile che uno Stato che si professa laico pretenda di far accettare a tutti i suoi cittadini i dogmi morali di una parte di loro su argomenti così delicati.
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Ma siamo uno stato laico?

Domanda interessante ed attualissima. Siamo uno stato laico o confessionale?
E’ una domanda profonda e complicata. Formalmente dovremmo essere una stato laico. Almeno così formalmente viene asserito. Uno stato laico non dovrebbe intromettersi nelle coscienze delle persone. Dovrebbe contribuire a formarle, ma non dovrebbe imporre i propri dictat etici1.
Ma tutto il clamore degli ultimi giorni sul caso di Eluana Englaro, le prese di posizione, gli atti fuori da qualunque ragionevolezza del Governo e di moltissimi membri del Parlamento di ambo gli schieramenti, me lo fà dubitare.
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  1. L’ultimo stato che c’ha provato è stata la Cambogia di Pol Pot,e tutti sanno com’è andata a finire… []

Vigilanza RAI n2

Prosegue la telenovela della presidenza della Vigilanza RAI.

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E il rapido declino del povero Veltroni…

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